Disclaimer, i prezzi

Mi ha scritto un produttore per correggere (anche se in realtà di davvero poco, meno del 10%) il prezzo che avevo segnalato scrivendo del suo vino. Lamentava il fatto che alcune persone erano arrivate in cantina convinte di pagarlo esattamente quanto da me riportato.

Quindi, sembrava ovvio ma non lo è mai, il presente post per ribadire che i prezzi segnalati sono puramente indicativi, che in genere si riferiscono ad un prezzo medio da scaffale ma che possono variare anche di molto in base al luogo in cui si trovano.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

Roma VinoExcellence & Vini naturali a Roma

Roma capitale del vino, il prossimo weekend. Da sabato a lunedì infatti andrà in onda la trasferta romana del Merano Wine Festival, al Salone delle Fontane, zona EUR. L’elenco dei produttori presenti lo trovate qui (gli italiani) e qui (gli ospiti stranieri).
EDIT 03/02/11: La giornata di sabato è dedicata alle sole degustazioni in programma. Di fatto la manifestazione inizia domenica. Per continuare lunedì.

Sabato e domenica invece l’appuntamento è con Vini naturali a Roma, di fronte alla Basilica di San Pietro, qui i presenti.

Al solito, ci si vede in giro.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 8 Commenti

Toscana IGT Colle Santa Mustiola, Poggio ai Chiari 2004

Sangiovese | 35 €

Quando a Montefalco è una bellissima giornata, com’è stata la settimana scorsa, il panorama tutto intorno è di quelli da rimanere un po’ lì, a guardarsi intorno meravigliati. L’occasione era una degustazione di alcuni vini curati da Emiliano Falsini, di professione enologo. Di grande sensibilità, le sue consulenze spaziano un po’ per tutta l’Italia, con particolare attenzione alla Toscana, sua terra natale, e l’Umbria. Con qualche digressione in Sicilia e regioni limitrofe. Certo, non abbiamo assaggiato tutto di tutte le cantine, ci mancherebbe. Solo qualcosa quà e là, per un totale di venti etichette da una quindicina di aziende. Vini che se pur con ovvie diversità si caratterizzano per un grande rispetto dell’intrinseca natura del vitigno che le vede nascere. Tanto a Bolgheri quanto sull’Etna.

Poggio ai Chiari, per dire. E’ un vino prodotto da sangiovese (con una minima parte di colorino) a Chiusi, nella zona del lago Trasimeno, proprio al confine della Toscana con l’Umbria. Un vino che quasi “brunelleggia” per la delicata profondità degli aromi che sa offrire. C’è una florealità diffusa ed un frutto leggero e croccante. Una leggera speziatura fa da apripista ad una bocca di grande fascino, mai troppo potente ed al tempo stesso mai esile. In una parola, elegante. Una bella nota tannica accompagna tutto l’assaggio, lungo, fresco e di grande espressività. Un sangiovese meraviglioso.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Toscana | Commenta

L’invenzione della gioia – Il nuovo libro di Sandro Sangiorgi

Visto che ho appena nominato Sangiorgi in relazione ad un suo libro del 2003, quello sull’Amarone, vorrei segnalare che lunedì prossimo 7 febbraio verrà finalmente presentato a Roma il suo nuovo attesissimo lavoro: L’invenzione della gioia, sogno, civiltà, linguaggio.

Tutti i dettagli sul sito di Porthos.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Letterature | Commenta

Una giornata di collegamenti: l’Amarone in anteprima 2007

Questo fine settimana ero a Verona ed è stata una bella occasione per scoprire un po’ più da vicino una denominazione che conosco non così bene. Anzi, tra le grandi denominazioni italiane -pur essendo veneto- è di certo quella che riesco ad inquadrare meno facilmente. L’Anteprima dell’Amarone 2007 mi ha permesso di cominciare a farmi un’idea su un annata media (calda ma non torrida, più vicina alla 2000 che alla 2003) e su una tipologia declinata in così tante versioni che è davvero difficile parlare di un Amarone, ma che obbliga a parlare di una famiglia.

Per tutte le impressioni del caso però rimando a chi c’era, ed ha più titolo del sottoscritto per scriverne.

- Giampiero alias Aristide ha buttato giù tanti appunti sparsi sia sulla conferenza stampa che sul territorio, oggi.

- Maria Grazia Melegari racconta dell’annata e degli assaggi.

- Stefano il Nero invece scrive di numeri della denominazione, e della situazione del consorzio.

- Io, nel frattempo, mi riprometto di riprendere in mano “L’Amarone della Valpolicella“, libro scritto a quattro mani da Paolo Morganti e Sandro Sangiorgi.

Si, in realtà in questo -lungo- fine settimana ero anche a Roma, a festeggiare il terzo compleanno del blog di un amico, Percorsi di Vino. Ma questa è un’altra storia.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 1 Commento

Sagrantino di Montefalco DOCG Arnaldo Caprai, 25 anni 1997

Sagrantino

Uno dei grandi misteri dell’universo riguarda il disciplinare di produzione del Sagrantino di Montefalco. Un vino che avrebbe la necessità di un affinamento lungo, lunghissimo. Almeno come il Brunello od il Barolo. Invece da sei mesi si trovano sugli scaffali quelli targati 2007 (certo, a parte le bottiglie di alcune ed illuminate cantine) caratterizzati da una tannicità estrema, che definire giovani è un eufemismo e che sono davvero difficili da mettere a tavola. Evabbè, questa è la realtà e noi, davvero, non possiamo che adeguarci – e al limite riempirci la cantina di vini che berremo tra dieci anni.

Poi però succede che ci si imbatte nell’ennesima dimostrazione di quanto questo vitigno sappia dare sulla lunga distanza. E viene voglia di urlarlo per quanto quel suo essere inizialmente scorbutico diventi eleganza e leggiadria. Da queste pagine sono già passati il 1998 di Antonelli (un’annata magica per tutto il territorio) ed il 1997 di Bea. Ecco, non era possibile pensare di non dedicare qualche riga al più famoso e celebrato dei produttori di Montefalco, Marco Caprai. Il suo 1997, oggi, è in una forma splendida. E’ avvolgente e fresco, profondo e lunghissimo.
Prendiamo il colore, minimamente intaccato da dieci anni di bottiglia. O il naso, straordinariamente espressivo e sempre sull’orlo di regalare nuove sensazioni. C’è tutto, dai profumi più tipici del vitigno, ribes e mirtillo, ad una speziatura scura e mai antica. Da una sensazione balsamica ad un perchè quasi animale. E il fatto è il suo esprimere tutto questo in un tutt’uno di grande espressività. Non sono tanto i riconoscimenti, ma la dimostrazione che un grande spettro olfattivo è più della somma delle sue parti. In bocca, il suo essere praticamente perfetto in ogni singola componente con quel tannino dal sapore della seta, che accompagna un sorso che coniuga bevibilità e succo, capace come solo i grandi sanno fare. Ha il sapore del capolavoro.

Un vino pazzesco.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Umbria | 9 Commenti

Castelnuovo Berardenga, Podere Le Boncie e Giovanna Morganti

Di là, su Intravino, ho scritto di una magnifica verticale che ha visto protagonista il grande Chianti Classico di Giovanna Morganti. Le Trame di Podere Le Boncie.

Di quà, tempo addietro, avevo scritto di una delle migliori bottiglie per rapporto tra spesa e felicità del circondario. Il suo 5.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Degustare come atto pratico, Toscana | Commenta

I tre bicchieri del Gambero Rosso. No, gli altri.

In fondo essere aggiornati a proposito di quello che succede nel mondo del vino potrebbe anche essere interessante. E l’idea del Gambero Rosso, quella di pubblicare una sorta di bollettino a scadenza giornaliera o poco più dal nome “tre bicchieri” non può che essere vincente. Voglio dire, volendo arriva anche per email. Cosa volere di più?

Solo una cosa in effetti: che non sia un pdf. Gira voce ci sia un formato aperto, leggero, facile tanto da scrivere che da fruire. Si chiama html.

.. e se siete dei veri feticisti di notizie fresche di stampa esiste anche “La prima di WineNews“. Sempre in pdf e con l’aggravante di un font corpo 6. Astenersi miopi.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 2 Commenti

VDT Spoleto Ducale, Trebbiano spoletino 1991

Trebbiano spoletino

E così capita di assaggiare una tipologia di vini (oggi avevo organizzato una piccola degustazione che comprendeva l’interezza della produzione 2009 di Trebbiano spoletino) e -inaspettatamente- di imbattersi in un miracolo. Ecco, non potrò mai ringraziare abbastanza Aldo Fiordelli per essersi presentato con questa bottiglia storica, capace fin dal primo sorso di dimostrare la grandissima capacità di evoluzione di questo vitigno. Vent’anni suonati per un bicchiere che urla di personalità.

Oro antico, ma vivo, ha un naso impressionante per stoffa. La frutta è matura ma fa solo da sottofondo ad una complessità rara da trovare in un vino bianco a queste latitudini. Ricorda certi riesling. Il gesso, la nocciola, il caffè, non finisce mai di regalare emozioni. In bocca l’acidità sembra non essersi spostata di una virgola, lo svolgimento è struggente. E poi è indimenticabile anche per il suo non apparire mai magro. Un bicchiere lunghissimo, magnifico, solare.

Il Trebbiano spoletino è un vitigno storico della piana di Spoleto, qui coltivato da generazioni. Solamente negli ultimi anni però l’attenzione di tante cantine ha cominciato a guardare in questa direzione, una sorta di riscoperta. La cantina sociale Spoleto Ducale invece dal 1982 lo ha sempre vinificato in purezza ed ha reso possibile la sopravvivenza di tanti piccoli appezzamenti che oggi sono considerati dei piccoli capolavori. Viti a piede franco centenarie, maritate ad altre piante e alte oltre tre metri. Uno spettacolo.

Ecco, questo 1991 è la dimostrazione che esiste un vitigno bianco in Umbria di quelli che non ti aspetti, capace di regalare soddisfazioni davvero inaspettate. Avrò modo di tornare sull’argomento.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Umbria | 2 Commenti

As simple as it seems

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 5 Commenti