Mi sento un po’ in imbarazzo a scrivere dell’espressività dei vini di Massa Vecchia, come se fosse impossibile rendere parole le straordinarie emozioni che ogni volta riescono a regalare. C’è una componente di inafferrabilità che li rende al tempo stesso profondi e semplici, come se bere quel bicchiere fosse la cosa più naturale del mondo. Vini di cui godere, ancora ed ancora.
Il Patrizia Bartolini è bottiglia che appartiene alla memoria storica della cantina, oggi non più in produzione. Un sauvignon che veniva lasciato sulla pianta fino a raggiungere una surmaturazione ottimale e che poi era destinato ad un lungo affinamento in bottiglia prima di essere commercializzato. Un vino, almeno questo 1999, struggente. Capace di un richiamo territoriale così forte da portare un nuovo significato a questo termine, di cui spesso forse abuso. Un vino dolce prima di tutto. Un vino dal profilo olfattivo infinito, capace com’è di riportare la mente a sentori di ferro, scaldato da sole e dal mare. C’è una parte più fruttata, calda, i cui riconoscimenti spaziano dagli agrumi al miele. E poi una mineralità mai stanca, pietra focaia.
In bocca è leggiadro, veloce nel distendersi ed infinito nel ricordo. La sua è una dolcezza misurata, mai sopra le righe, perfettamente bilanciata da una grande freschezza. Un vino da meditazione, di quelli da lasciarsi cullare e trasportare.
Un miracolo.














Bag in box is in da house
“Once upon a time man created the most beautiful thing ever / it was called / the bag in da box”
Via Armin Kobler