Faugères AOC – Clos Fantine, Cuvée Tradition 2003

Faugères AOC – Clos Fantine, Cuvée Tradition 2003Uvaggio: Carignan, Cinsault, Mourvèdre, Grenache, Syrah.

Nome: Carole, Corine e Olivier. Cognome: Andrieu. Due vini: la Cuvée Courtiol, dove predomina la varietà che qualitativamente si è distinta nell’annata e la Cuvée Tradition, dove confluiscono tutte le cinque varietà coltivate. Biologici? Si. Biodinamici? Ni. “No, non abbracciamo la biodinamica, pur condividendone molte idee. Ci sono alcune cose che non ci convincono. Ad esempio: perché utilizzare dei preparati provenienti al di fuori dei nostri vigneti? Come abbiamo scelto di utilizzare solamente lieviti indigeni, con i loro pregi e difetti, per esaltare il nostro territorio, rinunciando alla “sicurezza” offerta da quelli selezionati, così non vediamo perché dovremmo arricchire i nostri terreni con delle ’tisane’ estranee alla natura della nostra terra.” Qui c’è tanta vigna e molto poca cantina. Si, perchè le vigne sono quasi centenarie, no a diserbanti e concimi. Insomma, tanto territorio. Anche in bocca. Dove è pieno, leggermente scontroso, ma con un corpo notevolissimo. Si può dire che complessivamente è un vino di terra? Terraceo, ecco. In senso buono, intendo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Francia, Languedoc-Roussillon | Commenta

Ribera del Duero DO – Vega Sicilia Reserva Especial ‘Unico’

Ribera del Duero DO – Vega Sicilia Reserva Especial 'Unico'Uvaggio: Tempranillo, Cabernet Sauvignon

Di tutte le bottiglie stappate a San Sebastian questa mi sembra la più rappresentativa. Perchè bevuta durante la cena più notevole della settimana, da Etxebarri. Perchè è territorio, è Spagna. Perchè è di assoluta qualità, leit motiv di quelle giornate.
Etxebarri, dicevo. Griglia ed emozione. Un susseguirsi di scoperte sensoriali. Il crostino al burro, le angulas, il gelato fiordilatte, il gambero, il caviale. Tutto legato in qualche modo alla griglia. Ancora ed ancora. Non ho mai trovato uno stile così chiaro e definito in una cucina. So per certo che se tra qualche anno mi venisse servito un piatto di Bitor Arguinzoniz lo riconoscerei senza esitare. Sono rimasto davvero affascinato.

Vega Sicilia Unico? Bene, molto bene. Anzi, di più. Splendido, magnifico. Specificatamente questa bottiglia è un assemblaggio delle annate migliori. Ci sono diverse scuole di pensiero, chi preferisce sempre e comunque il millesimo e chi pensa che questa sia la vera chicca dell’azienda. Ecco un po’ di informazioni tratte da Vinealia.org: VEGA SICILIA iniziò la sua attività di produzione vinicola nel 1864 quando Eloy Lecanda andò a Bordeaux (Francia) a comperare 18mila barbatelle di Cabernet Sauvignon, Malbec, Merlot e Pinot Noir. Egli simboleggia la leggenda del vino rosso spagnolo. Il secondo proprietario di Vega Sicilia fu la famiglia Herrero (con Domingo Garramiola) che fu determinante per la creazione di due vini eccezionali: Valbuena e Vega Sicilia.
Usando le stesse tecniche di viticoltura del Bordeaux, la distribuzione delle prime bottiglie iniziò presso l’alta borghesia e presso l’aristocrazia, ma non per ragioni commerciali. Quelli erano vini esclusivi, a cui non si poteva dare un controvalore monetario, ma solo di amicizia.
Per Vega Sicilia l’attività di esportazione del vino iniziò in realtà con David Alvarez ed i suoi figli Pablo, Jesus David, Maria José, Juan Carlos, Elvira e Marta, che acquistarono la proprietà nel 1982. Comprarono Vega Sicilia per investimento.
Allora si dovevano fare moltissime migliorie e la famiglia Alvarez lanciò il rinnovamento della proprietà e delle vigne, controllò appezzamenti vecchi e ne introdusse di adatti all’invecchiamento senza perdere il carattere del vino. Sotto la direzione di Pablo Alvarez, Vega Sicilia sviluppò nuovi investimenti nel campo vinicolo: Bodegas Alion a Ribera del Duero, Tokay Oremus con 120 ettari in Ungheria, 80 ettari comprati nel Toro.
Definito come un vino dalla forte caratterizzazione Spagnola, la personalità di Vega Sicilia non solo deriva dalla massima qualità delle uve e dal rigore con cui si produce, ma anche ­ e soprattutto ­ dall’attenzione ai dettagli.

Splendido, dicevo. Così tanto che non ho ancora trovato le parole per descriverlo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Castiglia e Leòn, Spagna | Commenta

Prosecco di Valdobbiadene DOC – Drusian, Brut N.V.

Uvaggio: Prosecco

Flash. Scusate la lunga assenza. Il lavoro in ufficio sembra non finire mai. Domani a San Sebastian, per Lo Mejor de la Gastronomia. Cool.
Giallo verdolino con una bella spuma e con un perlage molto intenso e molto fitto. Perlage che però tende a scomparire dopo pochi minuti. Naso pulito, abbastanza intenso ed abbastanza complesso. Sentori prevalentemente floreali, con lontane note di crosta di pane e di lieviti. In bocca il perlage (ancora) è scontroso ma molto fine. E’ secco, abbastanzaza caldo, abbastanza morbido, abbastanza fresco, abbastanza sapido. Abbastanza persistente e complessivamente abbastanza armonico. Quindi un vino abbastanza corretto. Un vino abbastanza?

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Campionature, Veneto | Commenta

Sagrantino di Montefalco DOCG – Adanti, Arquata 2000

Sagrantino di Montefalco DOCG – Adanti, Arquata 2000

Uvaggio: Sagrantino

Sagrantino! Che poi, il problema, come con tutti i vini che possono rimanere in cantina per molti anni, per ammorbidirsi ed affinarsi, è che prima o poi vanno imbottigliati e venduti. Perchè, per esempio, a me non è mai successo di ordinare, magari al ristorante, una bottiglia dell’annata che viene commercializzata in quel momento. Perchè, altrimenti, adesso starei a bere un Colpetrone 2004, che per inciso è buonissimo e che ho riposto in cantina proprio qualche giorno fa.

Adanti sempre ottimo. Specificatamente è molto tipico, colore rubino scuro intenso, odori secondari e terziari, frutta di bosco, vaniglia, tabacco. In bocca è tanto; tanto tannico, con tanto corpo ma equilibrato dall’alcolicità. E’ persistente e piuttosto armonico. Brasato al sagrantino. Obbligatoriamente.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | Commenta

Franciacorta DOCG – Ca’ del Bosco, Cuveé Prestige Brut N.V.

Franciacorta DOCG – Ca' del Bosco, Cuveé Prestige Brut N.V.

Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco

La bottiglia ed il packaging tutto sono davvero belli. Bottiglia trasparente, incartamento giallo, etichetta giusta. Certo, ricorda un po’ il Cristal, ma è altro discorso.
E’ un brut. Ed è un ottimo aperitivo.
Il perlage è molto fine e fitto. E’ un giallo paglierino che sterza sul dorato. Al naso tante note di lieviti, di pasticceria, di crosta di pane. Solo sullo sfondo emergono sensazioni di frutta bianca, come la mela. Si tratta comunque di sensazioni intense e complesse, fini. In bocca è davvero morbido, ma di buon corpo. Buon equilibrio e buona persistenza.
Insomma, ottimo prodotto. Simile al Brut di Ca’ del Bosco? No, più femminile.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lombardia | Commenta

Barolo DOCG – Prunotto 2003

Barolo DOCG – Prunotto 2003

Uvaggio: Nebbiolo

Sto quindi continuando con il tentativo di districarmi tra i vini piemontesi. Dopo quasi 10 anni vivendo nel centro Italia ho troppo colpevolmente spesso trascurato alcune – importanti – regioni produttive, Campania e Piemonte su tutte. Barolo quindi. Barolo ancora piuttosto giovane, Barolo abbastanza importante. Colore rosso rubino scuro. Quasi granato. Intenso e piuttosto complesso al naso. In bocca è pieno, piacevole, abbastanza lungo. Complessivamente equilibrato ed abbastanza armonico.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | Commenta

Ghemme DOCG – Bianchi 2001

Ghemme DOCG – Bianchi 2001

Uvaggio: Nebbiolo

Eccomi dunque con una nuova puntata della serie “vini da supermercato”. Euro 8 circa all’Esselunga. Questo Ghemme affina 24 in botti di rovere e 12 mesi in bottiglia. Colore ed odore fanno pensare al meglio. Un bel rosso rubino scuro, con i bordi granati il primo, intenso ed abbastanza complesso, note di frutta matura e sensazioni terziarie, il secondo. Poi però, in bocca, si perde un po’: ha perso in freschezza ed acidità, i tannini sono percettibili ma mi sembrano come una voce che rimbomba in una stanza vuota. Globalmente paga qualcosa in equilibrio. Ed in persistenza, anche.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | Commenta

Barbera del Monferrato DOC – Braida di Giacomo Bologna, La Monella 2006

Barbera del Monferrato DOC – Braida di Giacomo Bologna, La Monella 2006

Uvaggio: Barbera

Considerazioni sparse:

. L’Esselunga è uno dei pochi supermercati (a volte anche Coop) che in media permette delle ottime scelte. La corsia dedicata ai vini è abbastanza completa e non è banal(issima). Anche ieri sera quella di Viale Papiniano mi ha salvato la vita. Dove comprare altrimenti qualcosa di bevibile alle 20.45?

. A Milano ci sono ancora le zanzare. Saranno transgeniche?

. Ieri sera ottima cena a casa di amici. Cena che strizzava l’occhio alla Liguria con i panigacci ed al Piemonte con un ottimo brasato al Barolo e prugne.

. La Monella si lascia bere con piacevolezza. La spuma è briosa. Il colore è rosso rubino vivo. Odori freschi, leggermente vinosi, piacevoli. Buon corpo. Vivace e piacevolissimo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | Commenta

Veneto IGT – Quintarelli, Bianco Secco 2006

Veneto IGT – Quintarelli, Bianco Secco 2006

Uvaggio: Garganega, Trebbiano, Sauvignon, Chardonnay

E’ che i miei, a Verona, avevano appena ospitato degli amici francesi. I quali, oltre ad aver omaggiato una discreta quantità di bottiglie di Champagne, cosa sempre e comunque lodevole, già che erano in città volevano andare in pellegrinaggio. Si, perchè avevano letteralmente un’adorazione per Quintarelli. Quindi l’iter è stato da manuale: telefonata, viaggio, visita della cantina, degustazione, acquisto. Morale, arrivato a Verona, i miei si erano fatti contagiare, ho trovato, in ordine sparso: il loro olio, il Bianco secco, il Primofiore, il Valpolicella. Non l’amarone. Ma forse era chiedere troppo. Il Bianco secco, vera chicca, in etichetta riporta: “consigliato per aperitivo – antipasto pesce”. Si tratta di un vino molto pulito, sia al naso che in bocca. Gli aromi? Albicocca, pesca, fiori gialli. E’ secco (ma va?), non troppo caldo, in etichetta sono riportati 12,5 gradi, con una buona acidità, assolutamente equilibrato. A me è piaciuto. Assai.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Veneto | Commenta

Toscana IGT – Antinori, Tignanello 1997

Toscana IGT – Antinori, Tignanello 1997Uvaggio: Sangiovese, Cabernet sauvignon, Cabernet franc

Ci sono delle volte in cui essere completamente oggettivo mi è impossibile. Perchè tutto il contorno è talmente perfetto da andare inevitabilmente ad influenzarmi. Perchè la sala, il servizio, l’ambiente tutto erano fantastici. Il cibo era divino. Io stavo bene, molto bene. Questa bottiglia, pescata da una carta dei vini decisamente importante, mi sembrava avesse un prezzo accettabile. Cosa posso dire di questo Tignanello? Che aveva un po’ di particelle in sospensione, verso la fine – e ci mancherebbe. Che il colore, i profumi, l’intensità, la persistenza erano perfetti per quella situazione. Posso dire che non me lo dimenticherò facilmente. Probabilmente se non lo avessi bevuto a Baschi, vicino al lago di Bolsena, durante uno dei miei migliori pranzi di sempre, sarebbe stato diverso. Chi lo può sapere?

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta


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