Nebbiolo d’Alba DOC – Bruno Giacosa 2005

Nebbiolo d'Alba DOC – Bruno Giacosa 2005Uvaggio: Nebbiolo

Quindi la sera del mio compleanno abbiamo bevuto molto ed abbastanza bene. Non ringrazierò mai abbastanza Filippo del Civico 25 di Perugia per avermi fatto assaggiare uno dei distillati più affascinanti che abbia mai provato. Si trattava di uno Scotch di Michel Couvreur, un “Very sherried single malt, over 24 years”. Distillato il 26 novembre 1981. Un esperienza difficile da descrivere. Davvero incredibile. Ogni altra parola sarebbe riduttiva.

Questo nebbiolo di Giacosa, poi, era assaggio di assoluta tipicità, bello e delicato.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | Commenta

Toscana IGT – Tenuta San Guido, Guidalberto 2002

Toscana IGT – Tenuta San Guido, Guidalberto 2002Uvaggio: Cabernet sauvignon, Merlot, Sangiovese

Colore rosso rubino. Al naso ricorda profumi di frutti rossi maturi, di vaniglia. In bocca è importante, con un tannino molto morbido ed una buona persistenza aromatica. Un vino, nonostante un 2002 non di certo generoso, anzi, di grande stoffa, senza dubbio. La prima annata risale al 2000. Un vino molto moderno, qualsiasi cosa voglia dire.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Etna DOC – Frank Cornelissen, Rosso del contadino 2005

Etna DOC – Frank Cornelissen, Rosso del contadino 2005Uvaggio: Nerello mascalese ed altri

Ecco. Vorrei fare il punto della situazione. Ho cominciato a scrivere questo blog circa sei mesi fa annotando le impressioni che avevo avuto bevendo questo o quel vino. Nè più nè meno. Una sorta – davvero – di taccuino virtuale che mi ritrovo spesso a sfogliare per sapere cosa avevo pensato in quel momento. Non ho ambizioni. Non capisco niente -o poco- di vino. E’ successo che un giorno di alcuni anni fa mi sono iscritto al primo livello del corso per sommelier. E dopo avere finito il terzo ho scoperto che ne sapevo davvero pochissimo, e che la chiave era continuare a cercare, a provare ad imparare. L’Ais mi aveva dato alcuni strumenti, che saranno sempre parte del mio bagaglio, ma era solo un inizio. Perchè questo spazio allora? Per ricordare e condividere. Mi piacerebbe che un giorno qualcuno mi scrivesse: “Jacopo, ma cosa scrivi, quel vino non è così!” Condividere, appunto.

Il Mangione, contenitore online di recensioni ed impressioni di ristoranti, scrive che di blog non se ne può più, che è ora che questo fenomeno rallenti. Che non ne possono più di questo modo di fare informazione. Ecco. Fare informazione. I blog fanno informazione? Nello specifico, è giusto eleggere e paragonare i blog a quelli che sono comunemente considerati i media tradizionali, e quindi storicamente depositari di tale autorità? Si e no. Qui Aristide offre un bellissimo spunto di riflessione sul blogging. Cos’è, dove sta andando.

Ne copio ed incollo una parte:

Ci sono almeno due scuole di pensiero:

* Blog, fenomeno della comunicazione
La prima sostiene che i blog siano un fenomeno inseritosi nella comunicazione tradizionale, in qualche modo impossessatisi di spazio e attenzione con strumenti relativamente “poveri” (cioè di costo basso) ma molto diretti. Comunicano su qualsivoglia argomento con qualsivoglia grado di libertà, ma con livelli di responsabilità quasi mai direttamente proporzionali alla libertà che si prendono. Semplici consumatori o professionisti alla ricerca di alternative forme di espressione, prendono il megafono elettronico e interattivo e lo usano.

* Blog, fenomeno parte dei processi di cambiamento di un settore
La seconda scuola di pensiero, largamente minoritaria, ritiene che i blog siano non tanto un fenomeno di editoria (individuale o di piccoli gruppi), ma il manifestarsi di un fenomeno di liberazione di nuove energie più ampio, dove le comunità di opinioni si formano per cambiare qualcosa, o meglio, innovare sulla rete e tramite la rete i processi decisionali, informativi, commerciali, persino cognitivi o politici. Con inevitabili impatti anche sui business toccati da queste comunità.

Ovviamente mi sento molto più vicino a questa seconda definizione.

Mauro Lupi scrive: “I blog non sono media, sono persone”. Come non essere d’accordo? Quando si parla di convergenza dei media ci si dimentica spesso che i protagonisti di questa convergenza siamo prima di tutto noi, persone. Che, oggi, lo spazio virtuale fa parte del quotidiano di tutti. Che il blog di ognuno, come il proprio spazio su myspace, o su facebook, o wherever fanno parte del nostro essere. Il blog non fa informazione a prescindere, quello è un potere che gli viene dato dai lettori, da altre persone. Che non si può comprare. Non c’è niente di più democratico.

Parlando di persone, pochi vini raccontano le mani di chi li ha creati come il Rosso del contadino di Cornelissen. Niente additivi, niente interventi. Un vino dagli odori e sapori incredibili, che raccontano la terra. Un vino spiazzante. Aromi di frutti rossi si abbinano a sentori animali. In bocca rimane molto fresco e molto sapido. Un vino “country”, in tutto e per tutto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Sicilia | 6 Commenti

Venezia Giulia IGT – Borgo San Daniele, Arbis blanc 2005

Venezia Giulia IGT – Borgo San Daniele, Arbis blanc 2005Uvaggio: Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Tocai friulano

Il colore è giallo paglierino verso il dorato. Al naso spicca per eleganza e nitidezza dei profumi. Fruttati, floreali, erbacei. In bocca è bene strutturato grazie ad un’ottima acidità. E’ persistente, buono, piacevole.

Che stile, nel suo essere definito. E poi pensi che è un blend, e che costa poco, e ne sei felice.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia, Italia | 3 Commenti

Chianti Classico Riserva DOCG – Agricola San Felice, Il Grigio 2003

Chianti Classico Riserva DOCG – Il Grigio da San Felice 2003Uvaggio: Sangiovese

Il Grigio da San Felice ha il grande merito di non cercare aiuto in altre uve. Della serie: questo è sangiovese, così è, che vi piaccia o no. Quindi ne guadagna qualcosa in austerità e, grazie ad un sapiente uso del legno (80% botti di slavonia, 20% barriques) non perde in morbidezza. Il colore è rosso rubino scuro, il bouquet è intenso e complesso con tutti i sentori tipici del sangiovese, violetta ed amarena in primis, più note speziate. In bocca è abbastanza equilibrato, con un tannino che potrebbe essere più importante. Rimane però piacevolmente in bocca, grazie ad una buona persistenza.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Alto Adige DOC – Colterenzio, Chardonnay Cornell 2003

Alto Adige DOC – Colterenzio, Chardonnay Cornell 2003Uvaggio: Chardonnay

Giallo tra il paglierino ed il dorato. Naso molto intenso e complesso. Banana, ananas, pompelmo, vaniglia. In bocca è come il naso, molto intenso, prima di tutto. Però è fatto bene, è fresco, caldo, morbido, fresco ed abbastanza sapido. Equilibrato. Persistente. Complessivamente un vino “tanto”, pieno, carico. Non il mio stile di chardonnay. Ho detto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Trentino-Alto Adige | Commenta

Lazio IGT – Casale del Giglio, Petit Verdot 2005

Lazio IGT – Casale del Giglio, Petit Verdot 2005Uvaggio: Petit verdot

Due informazioni sulla cantina: “Il Casale del Giglio è lâ’azienda più importante nel comprensorio DOC di Aprilia, sia dal punto di vista qualitativo che per la capacità di sperimentazione ed innovazione. E’ stata fondata nel 1968 dal Berardino Santarelli. Sin dal 1984 ha avviato un progetto di ricerca, denominato Casale del Giglio, per lo sviluppo della viticoltura nell`Agro Pontino, territorio senza storia dal punto di vista vitivinicolo. Il programma di sperimentazioni non è stato limitato soltanto allo studio viticolo, ma ha interessato tutte le varie fasi della lavorazione del vino attraverso opportune microvinificazioni. I modelli viticoli cui si è ispirata la ricerca sono stati principalmente quelli della zona di Bordeaux e della California, regioni esposte all`influenza del mare come l’Agro Pontino.

Geniale l’affermazione di rifarsi alla viticultura californiana.

Bevuto qualche giorno fa in un ristorante che propone cucina romana, qui a Milano. Giulio Pane e ojo. Sempre pieno. Sempre. Semplice ma efficace: piatti abbondanti, prezzi medi – per Milano -, servizio “alla noartri” e via. Se si mangia bene? Ni.

Petit Verdot piacevole, molto concentrato, sia nel colore che in tutte le altre caratteristiche olfatto-gustative. Tanta frutta matura un po’ ovunque. Un po’ di vaniglia quà e là. Ed il gioco è fatto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lazio | Commenta

Chianti Classico DOCG – Castello di Ama 2004

Chianti Classico DOCG – Castello di Ama 2004Uvaggio: Sangiovese, Canaiolo, Malvasia nera, Merlot

Buono il Castello di Ama. Bello il colore, rosso rubino intenso; buono il naso, caratterizzato da sfumature floreali, fruttate, speziate; buono in bocca, con un ottimo tannino, equilibrato, persistente. Pronto. Buono, insomma.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Alto Adige DOC – Rottensteiner, Lagrein Kretzer 2005

Alto Adige DOC – Rottensteiner, Lagrein Kretzer 2005Uvaggio: Lagrein

i signori proprietari di Rottensteiner dovrebbero rammentare, o forse imparare, che un sito aziendale è uno strumento di comunicazione, prima di tutto, e non di rivendicazione delle proprie origini. Quindi non dare la possibilità al pubblico di lingua italiana di poter comprenderne i contenuti è un atto di grande stupidità, prima di tutto. E scusate lo sfogo.

Il colore è rosso rubino chiaro, il naso è fresco, abbastanza intenso ed abbastanza complesso. In bocca è secco, abbastanza caldo, di corpo. Complessivamente abbastanza.

Edit 2009: Attualmente sono state aggiunte due lingue al sito di Rottensteiner: italiano ed inglese. Bravi! Meglio tardi che mai.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Trentino-Alto Adige | Commenta

Bolgheri Sassicaia DOC – Tenuta San Guido, Sassicaia 2004

Bolgheri Sassicaia DOC – Tenuta San Guido, Sassicaia 2004Uvaggio: Cabernet sauvignon, Cabernet franc

Ecco. Io sono convinto che la qualità paghi. E ieri, quando ho scoperto che in questa enoteca/winebar (Il Cavallante, Via Muratori 3) vicino a Porta Romana avrei potuto bere un bicchiere di Sassicaia a 12 euro non ci ho pensato neanche un momento. Poi, dopo la prima nasata mi sono reso conto che stavamo compiendo un infanticidio. Ma tant’è. Sto comunque parlando di una grandissima bottiglia, con un naso di rara eleganza, intenso e complessisimo, fresco e profondo. La bocca ha, com’era prevedibile, un tannino spigoloso che è però parte di un tutto favoloso, fruttato, con una grandissima corrispondenza con il naso. Se avete un 2004 non apritelo, davvero, ripensateci almeno tra qualche anno.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta


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