Ghemme DOCG – Bianchi 2001

Ghemme DOCG – Bianchi 2001

Uvaggio: Nebbiolo

Eccomi dunque con una nuova puntata della serie “vini da supermercato”. Euro 8 circa all’Esselunga. Questo Ghemme affina 24 in botti di rovere e 12 mesi in bottiglia. Colore ed odore fanno pensare al meglio. Un bel rosso rubino scuro, con i bordi granati il primo, intenso ed abbastanza complesso, note di frutta matura e sensazioni terziarie, il secondo. Poi però, in bocca, si perde un po’: ha perso in freschezza ed acidità, i tannini sono percettibili ma mi sembrano come una voce che rimbomba in una stanza vuota. Globalmente paga qualcosa in equilibrio. Ed in persistenza, anche.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | Commenta

Barbera del Monferrato DOC – Braida di Giacomo Bologna, La Monella 2006

Barbera del Monferrato DOC – Braida di Giacomo Bologna, La Monella 2006

Uvaggio: Barbera

Considerazioni sparse:

. L’Esselunga è uno dei pochi supermercati (a volte anche Coop) che in media permette delle ottime scelte. La corsia dedicata ai vini è abbastanza completa e non è banal(issima). Anche ieri sera quella di Viale Papiniano mi ha salvato la vita. Dove comprare altrimenti qualcosa di bevibile alle 20.45?

. A Milano ci sono ancora le zanzare. Saranno transgeniche?

. Ieri sera ottima cena a casa di amici. Cena che strizzava l’occhio alla Liguria con i panigacci ed al Piemonte con un ottimo brasato al Barolo e prugne.

. La Monella si lascia bere con piacevolezza. La spuma è briosa. Il colore è rosso rubino vivo. Odori freschi, leggermente vinosi, piacevoli. Buon corpo. Vivace e piacevolissimo.

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Veneto IGT – Quintarelli, Bianco Secco 2006

Veneto IGT – Quintarelli, Bianco Secco 2006

Uvaggio: Garganega, Trebbiano, Sauvignon, Chardonnay

E’ che i miei, a Verona, avevano appena ospitato degli amici francesi. I quali, oltre ad aver omaggiato una discreta quantità di bottiglie di Champagne, cosa sempre e comunque lodevole, già che erano in città volevano andare in pellegrinaggio. Si, perchè avevano letteralmente un’adorazione per Quintarelli. Quindi l’iter è stato da manuale: telefonata, viaggio, visita della cantina, degustazione, acquisto. Morale, arrivato a Verona, i miei si erano fatti contagiare, ho trovato, in ordine sparso: il loro olio, il Bianco secco, il Primofiore, il Valpolicella. Non l’amarone. Ma forse era chiedere troppo. Il Bianco secco, vera chicca, in etichetta riporta: “consigliato per aperitivo – antipasto pesce”. Si tratta di un vino molto pulito, sia al naso che in bocca. Gli aromi? Albicocca, pesca, fiori gialli. E’ secco (ma va?), non troppo caldo, in etichetta sono riportati 12,5 gradi, con una buona acidità, assolutamente equilibrato. A me è piaciuto. Assai.

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Toscana IGT – Antinori, Tignanello 1997

Toscana IGT – Antinori, Tignanello 1997Uvaggio: Sangiovese, Cabernet sauvignon, Cabernet franc

Ci sono delle volte in cui essere completamente oggettivo mi è impossibile. Perchè tutto il contorno è talmente perfetto da andare inevitabilmente ad influenzarmi. Perchè la sala, il servizio, l’ambiente tutto erano fantastici. Il cibo era divino. Io stavo bene, molto bene. Questa bottiglia, pescata da una carta dei vini decisamente importante, mi sembrava avesse un prezzo accettabile. Cosa posso dire di questo Tignanello? Che aveva un po’ di particelle in sospensione, verso la fine – e ci mancherebbe. Che il colore, i profumi, l’intensità, la persistenza erano perfetti per quella situazione. Posso dire che non me lo dimenticherò facilmente. Probabilmente se non lo avessi bevuto a Baschi, vicino al lago di Bolsena, durante uno dei miei migliori pranzi di sempre, sarebbe stato diverso. Chi lo può sapere?

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Umbria IGT – Castello della Sala, Muffato della Sala 1998

Umbria IGT – Castello della Sala, Muffato della Sala 1998Uvaggio: Sauvignon, Grechetto, Traminer, Riesling

Avevo già scritto, mi sembra, che amo il Muffato della Sala, che è senza alcun dubbio uno dei miei vini da dessert preferiti, che appena posso ne stappo una bottiglia e che se me ne viene proposto un bicchiere, dopo un pasto, fatico a dire di no. Si, lo avevo già scritto. Bene, confermo tutto.

Il 1998 è ancora grandissimo, profumi e sapori terziari si fanno piacevolmente notare. Sensazioni balsamiche si abbinano ai suoi bellissimi sentori. Finale più che lungo, da commuoversi.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | Commenta

Venezia Giulia IGT – Jermann, Capo Martino in Ruttaris 2004

Venezia Giulia IGT – Jermann, Capo Martino in Ruttaris 2004Uvaggio: Tocai, Pinot bianco, Malvasia Istriana, Picolit

Non aborro i tagli bordolesi. Non penso che i vini biologici od i vini biodinamici siano a priori migliori degli altri. Non credo che uno Champagne sia SEMPRE migliore di un Franciacorta. Non disdegno a priori la barrique. Penso che anche in Australia possano produrre vini interessanti, forse. Non penso che autoctono voglia dire automaticamente più buono.Penso che Jermann sia un grandissimo produttore. Che tutti i suoi vini abbiano una grande anima che ogni volta si fa scoprire in modo differente. Grande colore, luminosità e lucentezza. Naso intenso e complesso, ogni volta diverso. Potrei parlare di frutta esotica come di agrumi, di fiori come di miele, di vaniglia come di burro. In bocca è un’esplosione di sapori che si legano perfettamente. Ah, la persistenza è davvero tanta, tanta, tanta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia | 1 Commento

Il Barolo?

Non me ne vogliano, ma la sede dell’Onav di Milano è davvero brutta. Sarà forse la posizione, non certo nel quartiere più a la pagé della città, saranno forse i muri bianchi ed i neon di stampo ospedaliero, o forse gli arredi che se andassero a fare un giro in un grande magazzino di arredamento svedese sarebbe meglio. Tant’è. Ieri sera, nonostante la location, si è tenuta un’interessante orizzontale di Barolo tenuta da Lorenzo Tablino. Ecco alcune impressioni.

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Barolo DOCG – Montaribaldi 2003

Nel primo bicchiere un Barolo proveniente da Grinzane, dell’Azienda Agricola Montaribaldi, il vino aveva un colore granato pieno, un po’ stanco, dovuto probabilmente alle condizioni dell’annata, molto luminosa e molto calda. Al naso era abbastanza intenso, quasi complesso, piuttosto fine, molto franco. In bocca era -ovviamente- secco, caldo, ricco di estratto, equilibrato ed abbastanza persistente

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Barolo DOCG – Cadia 2003

Questo Barolo viene dal comune di Verduno. E’ di color granato piuttosto scuro con un’ottima viscosità. Al naso note balsamiche e speziali si affiancano a note quasi vegetali. Un naso fantastico, che potrà essere soggetto a grandi evoluzioni, con il passare degli anni. In bocca è equilibrato ed è sorretto da un’ottima struttura nonostante la sua giovinezza. A conti fatti, alla fine della degustazione, questo era uno di quelli che mi avevano convinto di più.

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Barolo DOCG – Rocche Viberti 2003

Granato con un unghia aranciata. Speziato, non molto intenso, abbastanza complesso. Meglio in bocca, non potente ma comunque abbastanza equilibrato. Insomma, un Barolo (viene da Castiglione Falletto) che ho lì per lì ho trovato un po’ meno importante degli altri.

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Barolo DOCG – Tenuta Rocca 2003

Barolo proveniente da vigneti siti nei confini del comune di Monforte. Colore rubino scuro, decisamente tendente al granato. Naso fine, molto fine, caratterizzato da note speziate e “fumose”. In bocca interessante la sapidità.

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Barolo DOCG – Guido Porro 2003

Tutta la potenza dei Barolo di Serralunga, il primo dei tre. Quasi granato al colore. Ottimo naso, persistente, fine, intenso, complesso. La bocca è piena ma elegante, in bocca rimane una leggera sensazione di amarognolo.

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Barolo DOCG – Cascina Cucco, Cerrati 2003

Bella tonalità, granato intenso. Già al colore si intuisce che questo è un Barolo più figlio della cantina che della vigna. Il naso è piacevole, note affumicate si affiancano ad eleganti sentori di spezie e, leggermente, di vaniglia. In bocca è potente, il più potente, e molto strutturato. C’è una buona corrispondenza con le sensazioni olfattive, con un fondo di legnosità ed umidità.

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Barolo DOCG – Massolino 2003

Vista l’annata l’azienda ha rinunciato ad i suoi Cru ed ha prodotto solamente questo Barolo “base”. Alla faccia. Colore tra il rubino ed il granato. Naso ampio, profondo, speziato, etereo, balsamico. In bocca è completo, sa di terroir ed è buono, molto buono.

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Barolo DOCG – Fontanafredda 1990

La degustazione si è conclusa con l’apertura di questa doppia magnum, imbottigliata prima che facesse legno. Notevole, davvero notevole. Peccato – non me ne vogliano – che la sede Onav di Milano sia così brutta, perchè questo era un bicchiere da fare durare, per ascoltarne i continui cambiamenti. Il colore ha tenuto perfettamente, rosso granato con un unghia di aranciato. Naso davvero fine, cui, a sentori di spezie calde e catrame, si affiancano spiccate note animali. In bocca è ancora fresco, caldo, morbido, potente, equilibratissimo. Ha armonia da manuale ed una persistenza lunghissima. Grande!

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Degustare come atto pratico, Piemonte | 4 Commenti

Passito di Pantelleria DOC – Donnafugata, Ben Ryé 2005

Passito di Pantelleria DOC – Donnafugata, Ben Ryé 2005Uvaggio: Zibibbo (Moscato d’Alessandria)

Se il Ben Ryé fosse una canzone sarebbe una canzone di Carmen Consoli. E’ un passito di Pantelleria vero, emozionante, come lei. Buono perchè dolcissimo ma con un’acidità che gli conferisce forza da vendere. Il bouquet è travolgente; grandi confetture, pesca ed albicocca soprattutto, ma anche mandorle, agrumi, miele, fiori, sensazioni che sanno di mare e di Sicilia, che raccontano il calore della gente e la forza del carattere. La persistenza è tanta, sensazioni che si ripetono ancora adesso che scrivo, un’ora dopo aver finito l’unica bottiglia disponibile. Ecco, se il Ben Ryé fosse una canzone sarebbe “Blu notte”, di Carmen Consoli. Buonanotte.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Sicilia | 4 Commenti

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC – Umani Ronchi, Casal di Serra 2006

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC – Umani Ronchi, Casal di Serra 2006Uvaggio: Verdicchio

Al di là delle degustazioni, in cui -quasi- sempre scopro cantine e vini di cui ignoravo l’esistenza, mi piace venire a conoscenza di realtà che conoco poco in situazioni differenti. Una bella occasione è stata la prima cena organizzata da Identità Golose al ristorante del Westin Palace. Moreno Cedroni, Chef della Madonnina del Pescatore a Senigallia e del Clandestino a Portonovo, presentava alcuni dei suoi piatti. Bello perchè si ha la possibilità di gustare ristoranti non facilmente raggiungibili. Meno bello perchè volete mettere stuzzicare i “rigatoni all’arrabbiata con alici, melanzane e salsa all’aglio” in riva al mare, magari al tramonto, nella splendida cornice del Clandestino?

Questo il menu della serata:
L’insalata di mare si dà le arie al limone; Il baccalà che salo io con cipolla stufata e zuppa di pane; Spada 35° alla pizzaiola con gelato al cappero; Rigatone all’arrabbiata con alici, melanzane e salsa all’aglio; Caesar salade di tonno; Magnus; Cremoso di cioccolato al latte e wasabi con gelato al baleys e sesamo tostato; Il tropico del cancro.

Per l’occasione in abbinamento alcuni vini della Umani Ronchi, storica azienda marchigiana. Il Casal di Serra è il vino, tra quelli presentati, che mi è piaciuto di più. Un verdicchio davvero buono, vero, se mi passate il termine. Aveva un naso piacevolissimo ed in bocca era caratterizzato da una freschezza e sapidità da manuale.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Marche | Commenta

Marche IGT – Umani Ronchi, Maximo 2004

Marche IGT – Umani Ronchi, Maximo 2004Uvaggio: Sauvignon

Parte alla grande, si sentiva il profumo dal tavolo, senza dover infilare il naso nel bicchiere. Poi ha un colore bellissimo, oro pieno. Profumi molto intensi e complessi. Questo essere “tanto” si ritrova poi in bocca, a scapito di un po’ di freschezza. Davvero una grande conclusione, mentre sul tavolo, lungo la linea del Tropico del cancro di Cedroni, veniva gustata la piccola pasticceria.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Marche | Commenta


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