Valle d’Aosta, Blanc de Morgex et de La Salle DOC – Cave du Vin Blanc 2006

Appunti da un week-end perugino #4

Valle d'Aosta, Blanc de Morgex et de La Salle DOC – Cave du Vin Blanc 2006Uvaggio: Prié blanc

Vino delicato. I cui sentori non sono intensi ma comunque riconoscibili. Sensazioni di fieno, di fiori gialli, di agrumi. In bocca è freschissimo ed acidulo, minerale.

“I Vini Estremi sono vini eroici, figli della fatica, del sudore, della laboriosità dell’uomo; sono prodotti in zone spesso sconosciute, geograficamente impervie, talvolta impossibili e coltivati in minuscoli fazzoletti di terra strappati alla montagna, alle rocce, al mare.
Dal Trentino-Alto Adige alla Sardegna, dalla Valle d’Aosta all’isola di Pantelleria, dalla Valtellina alla Costiera Amalfitana e alla Costa Viola, dalle Cinque Terre alle pendici dell’Etna, l’antica Enotria vanta una miriade di vitigni che sono sopravvissuti alle guerre, alle pestilenze, al flagello della fillossera.
Vitigni che, grazie alla tenacia e alla passione di alcuni piccoli-grandi vignaiuoli, sono stati strappati all’oblio e che ancor oggi sono in grado di regalarci dei vini straordinari. Vini carichi di storia e di suggestioni, vini rari (a volte la produzione è di poche migliaia di bottiglie) e preziosi che si fanno apprezzare da quanti amano i vini autentici, in contrapposizione ai vini fotocopia che oggi imperversano in ogni angolo del pianeta.”

Tratto da http://www.viniestremi.com/

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Val d'Aosta | Commenta

Venezia Giulia IGT – Jermann, Pinot Grigio 2006

Appunti da un week-end perugino #5

Venezia Giulia IGT – Jermann, Pinot Grigio 2006

Uvaggio: Pinot grigio

Del colore stupisce la trasparenza. Giallo paglierino chiaro. Degli odori si ricordano gli aromi floreali e fruttati. In bocca si lascia bere bene. E’ fresco, ha una buona alcolicità ed un leggero tocco acido che lo rende comunque equilibrato.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia | Commenta

Sagrantino di Montefalco DOCG – Antonelli 2003

Appunti da un week-end perugino #3

Sagrantino di Montefalco DOCG – Antonelli 2003

Uvaggio: Sagrantino

Sempre molto buono l’Antonelli. Rosso rubino intenso. Naso preciso. Sensazioni nette e profonde: confettura rossa, mora e amarena, sottobosco, vaniglia appena accennata. Secco, molto caldo e morbido. Grande tannino ma senza aggressioni. Ottima corrispondenza con il naso. Pronto ma con un bel futuro. Elegante e nobile!

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | 3 Commenti

VSQ – La Palazzola, Gran Cuvée Brut

Appunti da un week-end perugino #2

VSQ – Grilli La Palazzola, Gran Cuvée Brut

Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Bene all’inizio. Per i primi cinque minuti. Perchè poi, trascorsi quelli, nel bicchiere il perlage tende a scomparire. Ed alcune parti dure, purtroppo, di conseguenza. E rimane ben poco. Ed è un peccato, che inizialmente sembrava assaggio vigoroso, di certo interesse. Ed i profumi, forti, molto fruttati e piuttosto fragranti, che facevano ben sperare.. bhè.. quelli rimangono.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Umbria | Commenta

Franciacorta DOCG – Mirabella, Brut N.V.

Appunti da un week-end perugino #1

Franciacorta DOCG – Mirabella, Brut N.V.

Uvaggio: Pinot bianco, Chardonnay

Franciacorta corretto, il Mirabella Brut. Sensazioni femminili. Buon naso. Piacevole. Abbastanza complesso. Sensazioni di crosta di pane e sensazioni floreali. Equilibrato. Caratterizzato da un allure di finezza e forte delicatezza. Abbastanza persistente.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lombardia | Commenta

Soave Classico DOC – Pieropan 2004

Soave Classico DOC – Pieropan 2004Uvaggio: Garganega, Trebbiano di Soave

Avevo già scritto, tempo fa, che una buona cantina si può valutare, più che dai vari stellati e bicchierati, dal suo vino base. Non ho cambiato idea. Il Soave “base” di Pieropan è un vino che non fa una piega. E’ un vino cristallino, di colore giallo paglierino. E’ un vino molto floreale, fruttato e lontanamente speziato. In bocca è chiaramente equilibrato, con una bella acidità che sa di rock’n'roll ma senza dimenticare la morbidezza che lo fa scivolare bene sul palato. Io l’ho bevuto, stanco morto, a casa, da una bottiglia da 375ml, prima di andare a dormire.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Veneto | 3 Commenti

Rosso di Montalcino DOC – Corte Pavone/Tenute Loacker 2005

Rosso di Montalcino DOC – Corte Pavone-Tenute Loacker 2005Uvaggio: Sangiovese

La tenuta “Corte Pavone” apparteneva alla famiglia Martini di Montalcino dal 1940, fu ceduta nel 1988 a “Terre Bindella”, dal 1996 appartiene alla famiglia Loacker, già proprietaria della Tenuta Schwarhof vicinissimo a Bolzano e Valdifalco, nel grossetano, dove fanno il Morellino. Come ve lo immaginate questo Rosso di Montalcino da agricoltura biologica? E’ cristallino, di un bel colore rosso rubino. Il naso è elegante e caratterizzato da sentori fruttati, floreali e leggermente speziati. Beato sangiovese. In bocca si rivela ancora giovane, con un’acidità che spicca ma che lo rende ben strutturato e di corpo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Loazzolo DOC – Forteto della Luja, Piasa Rischei 2003

Uvaggio: Moscato bianco

Ho assaggiato la prima volta quello che ritengo uno dei più interessanti e coinvolgenti vini dolci italiani ad una verticale organizzata a Montefalco, in occasione di Excellentia. La degustazione era guidata da Silvia Scaglione, proprietaria dell’azienda. Rimasi colpito dall’amore sincero che traspariva dalle sue parole mentre raccontava i suoi vini. E rimasi ancora più colpito proprio dai vini. Vini dal colore carico. Non dorato ma ambrato. Vini caratterizzati da profumi molto intensi e complessi. Note caramellate, frutta – albicocca in particolare – sotto spirito, note speziate e note che richiamano chiaramente il vitigno. Vini che se già raccontano la loro potenza con i profumi, in bocca sono un’assoluta esplosione di sapori. Grandissimo equilibrio nonostante l’elevato grado zuccherino. Grande corrispondenza con il naso, arricchita però da sensazioni cremose e cioccolatose. Vini molto, molto persistenti. Vini assolutamente longevi. Questo 2003 non fa assolutamente eccezione.

Appena uscito dall’ufficio sono andato da Peck con l’unico scopo di portarne a casa una bottiglia da bersi durante un film. Ecco, ho finito il primo bicchiere. Adesso tocca al film.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | Commenta

Umbria IGT – Castello della Sala, Conte della Vipera 2006

Umbria IGT – Castello della Sala, Conte della Vipera 2006Uvaggio: Sauvignon, Chardonnay

Di Castello della Sala il Conte della Vipera ne è stato il primo proprietario. Nota informativa: l’etichetta riporta un disegno della Cappella di San Giovanni situata nella proprietà. La prima annata di Conte della Vipera prodotta è stata il 1997. E se, come ho fatto io, vi state chiedendo da che anno Cotarella lavora nella tenuta umbra degli Antinori ecco velocemente la risposta: 1979. Niente di meno. Vino dal carattere fruttato. La presenza di Chardonnay non è predominante ma si fa comunque sentire. In bocca è caldo ed è morbido, ha una struttura importante ed è piuttosto equilibrato. Vino correttissimo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | Commenta

Champagne Bruno Paillard, Première Cuvée Rosé Brut S.A.

Champagne Bruno Paillard, Première Cuvée Rosé Brut S.A.

Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Sempre a proposito dei ristoranti della Val di Fassa – o comunque della zona -, ho trovato, a differenza di “El Molin”, una cucina, alla “Malga Panna” un po’ stanca. Mi spiego. Ho sempre amato questo ristorante. L’accoglienza della sala. Il servizio. La sensazione di calore. Questa volta, però, i sapori e gli accostamenti non mi hanno travolto. Il servizio, che nelle altre occasioni è sempre stato ineccepibile, l’ho trovato più distaccato e sbrigativo. Sarà stata la sala piena, ci mancherebbe, visto il periodo, però.. Lo sapevate che tutti gli Champagne di Bruno Paillard riportano in etichetta la dicitura “première cuvée”? Producono ogni anno circa cinquecentomila bottiglie solo attraverso la prima pigiatura da cui l’indicazione. “Il succo delle uve di Pinot nero, pigiate rapidamente, consente di ottenere un vino bianco (tramite separazione rapida del succo e della buccia) che viene tagliato con del Pinot nero vinificato direttamente in rosa (con una breve macerazione del succo sulla buccia) o con del rosso ottenuto con una macerazione prolungata del succo sulla buccia (ad esempio il Bouzy rosso). Il Pinot nero in queste tre diverse forme, costituisce l’85 % della composizione del Brut Rosé Première Cuvée. Un tocco di Chardonnay (15%) conferisce a questo vino l’eleganza necessaria per equilibrare il fruttato del Pinot nero. Scarsamente dosato, come tutti gli champagne Bruno Paillard, è un brut autentico. ” (Da qui).
In bocca c’è una grande corrispondenza con il naso. Si tratta di frutta rossa, di violetta, di sensazioni agrumate. E’ fresco e persistente. Io l’ho mangiato con un filetto di cervo. Lo so. Una bestemmia. Però avevo voglia di un rosato. Ecco.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Champagne, Francia | Commenta


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