Montepulciano d’Abruzzo DOC – Zaccagnini, San Clemente 2004

Montepulciano d'Abruzzo DOC – Zaccagnini, San Clemente 2004Uvaggio: Montepulciano d’Abruzzo

Bellissimo Montepulciano d’Abruzzo il San Clemente! Colore rosso rubino intenso. Naso intenso e complesso, caratterizzato da profumi fruttati. Frutta rossa umida, more, ribes, mirtilli ma anche vaniglia e liquirizia. In bocca è equilibrato con una buona componente tannica, di ottimo corpo, appena pronto. Complessivamente molto vero. Da tenere e da bere.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Abruzzo, Assaggi, Italia | Commenta

Franciacorta DOCG – Cavalleri, Blanc de Blancs Brut N.V.

Franciacorta DOCG – Cavalleri, Blanc de Blancs Brut N.V.

Uvaggio: Chardonnay

Lo Chardonnay è la specialità dell’azienda agricola Cavalleri. Produce ben quattro differenti Blanc de Blancs: Brut, Satén, Millesimato (collezione) e Pas Dosé Millesimato. Unico metodo classico che contiene una -piccola- percentuale di pinot nero è il loro Rosé. Non acquista uve da terzi ma anzi, vinifica tutti i suoi Cru separatamente. Ventiquattro mesi sui lieviti per questo Brut. Color giallo paglierino assolutamente brillante. Il perlage è fine. Sentori di crosta di pane, di lieviti, ma anche di frutta a polpa bianca sono il preludio ad una bocca fresca ma morbida. Niente male. Davvero niente male

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lombardia | Commenta

Garda Bresciano DOC – Monteacuto, Groppello 2005

Uvaggio: Groppello

In macchina ho due guide ai ristoranti. Identità Golose e l’Espresso. La prima si pone come riferimento per non sbagliare ed orientarsi nel mondo della cucina d’autore. Niente mediocrità, quindi. Se si è in guida vuol dire che si rientra nella categoria. Paolo Marchi ha detto.
La seconda ha molti più indirizzi e, spesso, riserva piacevolissime sorprese. Fortunatamente a Salò, sul Lago di Garda, la prima aveva quello giusto. L’Antica Trattoria alle Rose. Dove ho mangiato in un modo splendidamente semplice. Un carpione favoloso. Ed una delle migliori polente della mia vita. Con il fidato amico Steve, compagno di tante merende, abbiamo ordinato il Groppello in oggetto. Qui ho trovato un interessantissimo articolo (“Il Groppello, la memoria enoica del Trentino”) pubblicato sulle pagine di Tigulliovino da Gianluca Rizzi. Purtroppo non lo posso riportare, neanche parzialmente. Copyright, pare. Ma sto divagando. Il Groppello, dicevo. Si tratta di un rosso delicato, speziato e con note fruttate, vellutato e piacevole. Può essere anche Riserva e presentarsi sul mercato con un invecchiamento di due anni. Durante quella cena è stato un’abbinamento perfetto con la loro cucina.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lombardia | Commenta

Sicilia IGT – Maurigi, Terre di Ottavia, Pinot Nero Tenuta di Budonetto 2002

Sicilia IGT – Maurigi, Terre di Ottavia, Pinot Nero Tenuta di Budonetto 2002Uvaggio: Pinot nero

I primi vigneti di Maurigi risalgono al 1996, anno in cui Francesco Maurigi decide di scommettere sul vino in una zona precedentemente conosciuta soprattutto per i frutteti e gli uliveti. Siamo nella bellissima zona di Piazza Armerina, normalmente conosciuta più per i suoi reperti archeologici che per i suoi vini. I vitigni allora piantati sono tutti alloctoni ed i nomi delle vigne derivano dai nomi delle sue tre figlie. Ecco quindi Terre di Maria, di Ottavia, di Sofia. I vigneti sono tutti compresi tra i 550 ed i 700 metri.Questo Pinot nero è prima di tutto molto corposo. Ha un colore rosso rubino intenso molto carico. Ha un naso fine, caratterizzato da frutti rossi (anche fragola) e da una leggera mineralità. La bocca ha una buona corrispondenza col naso ed si caratterizza più per la persistenza che per l’equilibrio. Detto questo, non mi ha entusiasmato. Rimanendo in Italia, il livello qualitativo di molti pinot neri altoatesini, per dire, è molto lontano.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Sicilia | Commenta

Friuli Grave DOC – Albino Armani, Claps, Refosco dal peduncolo rosso 2006

Friuli Grave DOC – Albino Armani, Claps, Refosco dal peduncolo rosso 2006Uvaggio: Refosco dal peduncolo rosso

Un’azienda che mette sul proprio sito un collegamento al mondo dei blog è una realtà che mi sta simpatica a priori.

Detto questo, il peduncolo rosso è una varietà autoctona di grande tradizione, tanto che Francesco di Manzano riporta negli “Annali del Friuli” del 1390 che “gli ambasciatori romani offrirono venti igastariis (recipienti) di vino Refosco al generale dei Dominicani”.
Oggi viene coltivato in tutte le DOC della regione, un po’ in Veneto ed un po’ in Istria. Il refosco dal peduncolo rosso è così chiamato a causa del “pedicello” che tiene l’acino, il quale cambia colore, diventando rosso appunto, poco prima della vendemmia. E, particolarità non trascurabile, è buono. Rosso rubino “svelto”. Profumi freschi. Bocca secca ma con una buona aromaticità.

Bevuto al Teatro 7 la settimana scorsa. Dove ho trascorso una serata piacevolissima.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia, Italia | Commenta

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC – Fazi Battaglia, Titulus 2006

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC – Fazi Battaglia, Titulus 2006

Uvaggio: Verdicchio

Eccoci quindi con un’altra puntata della nostra serie preferita: i vini del supermercato. Abbiamo precedentemente assaggiato vini siciliani come australiani, toscani ed altoatesini. La domanda è: si beve bene al supermercato? La risposta ufficiale è: ni. Si bevono prodotti molto standardizzati, non cattivi, non eccellenti. Roba da grandi numeri, insomma. Al verdicchio di Fazi Battaglia però voglio bene. Sono quindi sbilanciato. Sono affezionato a questa bottiglia perchè quando ero piccolo si beveva questo, a pranzo soprattutto. Magari è stato anche il mio primo assaggio! La forma della bottiglia, inconfondibile, è la stessa da una vita. E vogliamo parlare del piccolo papiro legato al collo? Chi di voi non lo ha mai letto? Fantastico.
Anticipato questo, parliamone. Com’è il Titulus? E’ sopra la media, per la GDO. E’ abbastanza elegante, se bevuto alla giusta temperatura. E’ giallo paglierino con riflessi verdolini. Ha un naso abbastanza complesso, floreale e fruttato. In bocca è fresco, ha un corpo discreto ed una persistenza non infinita ma neanche che si perde.. Si lascia bere con piacevolezza, scusate se è poco.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Marche | Commenta

Faugères AOC – Clos Fantine, Cuvée Tradition 2003

Faugères AOC – Clos Fantine, Cuvée Tradition 2003Uvaggio: Carignan, Cinsault, Mourvèdre, Grenache, Syrah.

Nome: Carole, Corine e Olivier. Cognome: Andrieu. Due vini: la Cuvée Courtiol, dove predomina la varietà che qualitativamente si è distinta nell’annata e la Cuvée Tradition, dove confluiscono tutte le cinque varietà coltivate. Biologici? Si. Biodinamici? Ni. “No, non abbracciamo la biodinamica, pur condividendone molte idee. Ci sono alcune cose che non ci convincono. Ad esempio: perché utilizzare dei preparati provenienti al di fuori dei nostri vigneti? Come abbiamo scelto di utilizzare solamente lieviti indigeni, con i loro pregi e difetti, per esaltare il nostro territorio, rinunciando alla “sicurezza” offerta da quelli selezionati, così non vediamo perché dovremmo arricchire i nostri terreni con delle ’tisane’ estranee alla natura della nostra terra.” Qui c’è tanta vigna e molto poca cantina. Si, perchè le vigne sono quasi centenarie, no a diserbanti e concimi. Insomma, tanto territorio. Anche in bocca. Dove è pieno, leggermente scontroso, ma con un corpo notevolissimo. Si può dire che complessivamente è un vino di terra? Terraceo, ecco. In senso buono, intendo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Francia, Languedoc-Roussillon | Commenta

Ribera del Duero DO – Vega Sicilia Reserva Especial ‘Unico’

Ribera del Duero DO – Vega Sicilia Reserva Especial 'Unico'Uvaggio: Tempranillo, Cabernet Sauvignon

Di tutte le bottiglie stappate a San Sebastian questa mi sembra la più rappresentativa. Perchè bevuta durante la cena più notevole della settimana, da Etxebarri. Perchè è territorio, è Spagna. Perchè è di assoluta qualità, leit motiv di quelle giornate.
Etxebarri, dicevo. Griglia ed emozione. Un susseguirsi di scoperte sensoriali. Il crostino al burro, le angulas, il gelato fiordilatte, il gambero, il caviale. Tutto legato in qualche modo alla griglia. Ancora ed ancora. Non ho mai trovato uno stile così chiaro e definito in una cucina. So per certo che se tra qualche anno mi venisse servito un piatto di Bitor Arguinzoniz lo riconoscerei senza esitare. Sono rimasto davvero affascinato.

Vega Sicilia Unico? Bene, molto bene. Anzi, di più. Splendido, magnifico. Specificatamente questa bottiglia è un assemblaggio delle annate migliori. Ci sono diverse scuole di pensiero, chi preferisce sempre e comunque il millesimo e chi pensa che questa sia la vera chicca dell’azienda. Ecco un po’ di informazioni tratte da Vinealia.org: VEGA SICILIA iniziò la sua attività di produzione vinicola nel 1864 quando Eloy Lecanda andò a Bordeaux (Francia) a comperare 18mila barbatelle di Cabernet Sauvignon, Malbec, Merlot e Pinot Noir. Egli simboleggia la leggenda del vino rosso spagnolo. Il secondo proprietario di Vega Sicilia fu la famiglia Herrero (con Domingo Garramiola) che fu determinante per la creazione di due vini eccezionali: Valbuena e Vega Sicilia.
Usando le stesse tecniche di viticoltura del Bordeaux, la distribuzione delle prime bottiglie iniziò presso l’alta borghesia e presso l’aristocrazia, ma non per ragioni commerciali. Quelli erano vini esclusivi, a cui non si poteva dare un controvalore monetario, ma solo di amicizia.
Per Vega Sicilia l’attività di esportazione del vino iniziò in realtà con David Alvarez ed i suoi figli Pablo, Jesus David, Maria José, Juan Carlos, Elvira e Marta, che acquistarono la proprietà nel 1982. Comprarono Vega Sicilia per investimento.
Allora si dovevano fare moltissime migliorie e la famiglia Alvarez lanciò il rinnovamento della proprietà e delle vigne, controllò appezzamenti vecchi e ne introdusse di adatti all’invecchiamento senza perdere il carattere del vino. Sotto la direzione di Pablo Alvarez, Vega Sicilia sviluppò nuovi investimenti nel campo vinicolo: Bodegas Alion a Ribera del Duero, Tokay Oremus con 120 ettari in Ungheria, 80 ettari comprati nel Toro.
Definito come un vino dalla forte caratterizzazione Spagnola, la personalità di Vega Sicilia non solo deriva dalla massima qualità delle uve e dal rigore con cui si produce, ma anche ­ e soprattutto ­ dall’attenzione ai dettagli.

Splendido, dicevo. Così tanto che non ho ancora trovato le parole per descriverlo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Castiglia e Leòn, Spagna | Commenta

Prosecco di Valdobbiadene DOC – Drusian, Brut N.V.

Uvaggio: Prosecco

Flash. Scusate la lunga assenza. Il lavoro in ufficio sembra non finire mai. Domani a San Sebastian, per Lo Mejor de la Gastronomia. Cool.
Giallo verdolino con una bella spuma e con un perlage molto intenso e molto fitto. Perlage che però tende a scomparire dopo pochi minuti. Naso pulito, abbastanza intenso ed abbastanza complesso. Sentori prevalentemente floreali, con lontane note di crosta di pane e di lieviti. In bocca il perlage (ancora) è scontroso ma molto fine. E’ secco, abbastanzaza caldo, abbastanza morbido, abbastanza fresco, abbastanza sapido. Abbastanza persistente e complessivamente abbastanza armonico. Quindi un vino abbastanza corretto. Un vino abbastanza?

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Campionature, Veneto | Commenta

Sagrantino di Montefalco DOCG – Adanti, Arquata 2000

Sagrantino di Montefalco DOCG – Adanti, Arquata 2000

Uvaggio: Sagrantino

Sagrantino! Che poi, il problema, come con tutti i vini che possono rimanere in cantina per molti anni, per ammorbidirsi ed affinarsi, è che prima o poi vanno imbottigliati e venduti. Perchè, per esempio, a me non è mai successo di ordinare, magari al ristorante, una bottiglia dell’annata che viene commercializzata in quel momento. Perchè, altrimenti, adesso starei a bere un Colpetrone 2004, che per inciso è buonissimo e che ho riposto in cantina proprio qualche giorno fa.

Adanti sempre ottimo. Specificatamente è molto tipico, colore rubino scuro intenso, odori secondari e terziari, frutta di bosco, vaniglia, tabacco. In bocca è tanto; tanto tannico, con tanto corpo ma equilibrato dall’alcolicità. E’ persistente e piuttosto armonico. Brasato al sagrantino. Obbligatoriamente.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | Commenta


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