Sicilia IGT – Florio, Morsi di luce 2003

Sicilia IGT – Florio, Morsi di luce 2003Uvaggio: Moscato d’Alessandria (Zibibbo)

Morsi di Luce. Vino liquoroso, prima di tutto. Il colore è brillante, dorato. I profumi sono intensi ed abbastanza complessi. Albicocca, nocciola, vaniglia. In bocca è dolce, davvero caldo, morbido. Ha una acidità sostenuta. Sul palato scivolano sensazioni di frutta sciroppata, di piccola pasticceria, quasi di zafferano. Contro il tiramisù ha chiaramente vinto lui, non c’era partita. Forse con dolci secchi molto aromatici potrebbe essere un ottimo abbinamento.

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Recioto della Valpolicella Classico DOC Domìni Veneti, Vigneti di Moron 2004

Recioto della Valpolicella DOC - Domìni Veneti, Vigneti di Moron 2004

Uvaggio: Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella, Croatina

Non ci posso fare niente. Non amo il Natale. Cioè. Non è che non lo ami. E’ che non riesco a farmi contagiare a tutti i costi dall’atmosfera che il Natale si porta dietro. Non mi piace fare i regali, per esempio. Io sono uno di quelli che compra tutto insieme il giorno prima. Avete presente? Non riesco ad essere di buon umore a tutti i costi. Com’è che cantavano Luca Carboni e il Jovanotti? “O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”? Ecco. Vediamola così. Una nota positiva? Il vino, ovviamente! E i tortellini di mia madre. E la cena di pesce della vigilia. Adoro i gamberoni, e gli astici, e gli scampi, e le capesante, tutto gratinato. E lo Champagne. Insomma. Avete capito cosa intendo. Questo Recioto? Tanta frutta rossa. Sotto spirito, soprattutto. Lampone, amarena, ciliegia. Ottimo residuo zuccherino. Discreta acidità. Buona persistenza. Con il pandoro. Magari a Natale, appunto.

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Soave Classico DOC – Gini, Contrada Salvarenza, Vecchie vigne 2002

Uvaggio: Garganega, Trebbiano

Un soave molto morbidoso, ma comunque di carattere. Bellissimo colore, giallo paglierino che sterza in maniera molto decisa sul dorato. Pieno, lacrimoso. Sentori di albicocca, al naso, sono affiancati da vaniglia e da in generale spezie dolci. Sono passati cinque anni dalla vendemmia, eppur si lascia bere con piacevolezza. Ha ancora una certa freschezza, più che una certa acidità. Morbido, dicevo. Si, ma che non dispiace. Le vecchie vigne del titolo sono cosa vera, ne hanno più di ottanta, di anni.

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Umbria IGT – Madrevite, Capofoco 2005

Uvaggio: Merlot, Gamay

Ieri sera cena al ristorante Alter Ego, a Perugia. Come sempre tutto benissimo, con un bel ricordo della terrina di foie gras con riduzione di passito di Pantelleria. Madrevite è una cantina relativamente nuova, zona lago Trasimeno. Abbiamo assaggiato un bicchiere, incuriositi da questo nuovo investire nel gamay dopo la ormai storica “Duca della Corgna”. Bel colore, rosso rubino scuro molto intenso. Bel naso, intenso e complesso. Sentori di frutta rossa, di spezie dolci. In bocca nonostante la giovane età è assolutamente equilibrato. Certo, vista la quantità di merlot (50%) è molto “morbidoso” ma comunque sostenuto da una buona acidità. Ottima anche la persistenza. Leggo sul retro della bottiglia che non viene fltrato e che ha fatto 12 mesi di rovere francese.

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Montepulciano d’Abruzzo DOC – Zaccagnini, San Clemente 2004

Montepulciano d'Abruzzo DOC – Zaccagnini, San Clemente 2004Uvaggio: Montepulciano d’Abruzzo

Bellissimo Montepulciano d’Abruzzo il San Clemente! Colore rosso rubino intenso. Naso intenso e complesso, caratterizzato da profumi fruttati. Frutta rossa umida, more, ribes, mirtilli ma anche vaniglia e liquirizia. In bocca è equilibrato con una buona componente tannica, di ottimo corpo, appena pronto. Complessivamente molto vero. Da tenere e da bere.

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Franciacorta DOCG – Cavalleri, Blanc de Blancs Brut N.V.

Franciacorta DOCG – Cavalleri, Blanc de Blancs Brut N.V.

Uvaggio: Chardonnay

Lo Chardonnay è la specialità dell’azienda agricola Cavalleri. Produce ben quattro differenti Blanc de Blancs: Brut, Satén, Millesimato (collezione) e Pas Dosé Millesimato. Unico metodo classico che contiene una -piccola- percentuale di pinot nero è il loro Rosé. Non acquista uve da terzi ma anzi, vinifica tutti i suoi Cru separatamente. Ventiquattro mesi sui lieviti per questo Brut. Color giallo paglierino assolutamente brillante. Il perlage è fine. Sentori di crosta di pane, di lieviti, ma anche di frutta a polpa bianca sono il preludio ad una bocca fresca ma morbida. Niente male. Davvero niente male

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Garda Bresciano DOC – Monteacuto, Groppello 2005

Uvaggio: Groppello

In macchina ho due guide ai ristoranti. Identità Golose e l’Espresso. La prima si pone come riferimento per non sbagliare ed orientarsi nel mondo della cucina d’autore. Niente mediocrità, quindi. Se si è in guida vuol dire che si rientra nella categoria. Paolo Marchi ha detto.
La seconda ha molti più indirizzi e, spesso, riserva piacevolissime sorprese. Fortunatamente a Salò, sul Lago di Garda, la prima aveva quello giusto. L’Antica Trattoria alle Rose. Dove ho mangiato in un modo splendidamente semplice. Un carpione favoloso. Ed una delle migliori polente della mia vita. Con il fidato amico Steve, compagno di tante merende, abbiamo ordinato il Groppello in oggetto. Qui ho trovato un interessantissimo articolo (“Il Groppello, la memoria enoica del Trentino”) pubblicato sulle pagine di Tigulliovino da Gianluca Rizzi. Purtroppo non lo posso riportare, neanche parzialmente. Copyright, pare. Ma sto divagando. Il Groppello, dicevo. Si tratta di un rosso delicato, speziato e con note fruttate, vellutato e piacevole. Può essere anche Riserva e presentarsi sul mercato con un invecchiamento di due anni. Durante quella cena è stato un’abbinamento perfetto con la loro cucina.

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Sicilia IGT – Maurigi, Terre di Ottavia, Pinot Nero Tenuta di Budonetto 2002

Sicilia IGT – Maurigi, Terre di Ottavia, Pinot Nero Tenuta di Budonetto 2002Uvaggio: Pinot nero

I primi vigneti di Maurigi risalgono al 1996, anno in cui Francesco Maurigi decide di scommettere sul vino in una zona precedentemente conosciuta soprattutto per i frutteti e gli uliveti. Siamo nella bellissima zona di Piazza Armerina, normalmente conosciuta più per i suoi reperti archeologici che per i suoi vini. I vitigni allora piantati sono tutti alloctoni ed i nomi delle vigne derivano dai nomi delle sue tre figlie. Ecco quindi Terre di Maria, di Ottavia, di Sofia. I vigneti sono tutti compresi tra i 550 ed i 700 metri.Questo Pinot nero è prima di tutto molto corposo. Ha un colore rosso rubino intenso molto carico. Ha un naso fine, caratterizzato da frutti rossi (anche fragola) e da una leggera mineralità. La bocca ha una buona corrispondenza col naso ed si caratterizza più per la persistenza che per l’equilibrio. Detto questo, non mi ha entusiasmato. Rimanendo in Italia, il livello qualitativo di molti pinot neri altoatesini, per dire, è molto lontano.

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Friuli Grave DOC – Albino Armani, Claps, Refosco dal peduncolo rosso 2006

Friuli Grave DOC – Albino Armani, Claps, Refosco dal peduncolo rosso 2006Uvaggio: Refosco dal peduncolo rosso

Un’azienda che mette sul proprio sito un collegamento al mondo dei blog è una realtà che mi sta simpatica a priori.

Detto questo, il peduncolo rosso è una varietà autoctona di grande tradizione, tanto che Francesco di Manzano riporta negli “Annali del Friuli” del 1390 che “gli ambasciatori romani offrirono venti igastariis (recipienti) di vino Refosco al generale dei Dominicani”.
Oggi viene coltivato in tutte le DOC della regione, un po’ in Veneto ed un po’ in Istria. Il refosco dal peduncolo rosso è così chiamato a causa del “pedicello” che tiene l’acino, il quale cambia colore, diventando rosso appunto, poco prima della vendemmia. E, particolarità non trascurabile, è buono. Rosso rubino “svelto”. Profumi freschi. Bocca secca ma con una buona aromaticità.

Bevuto al Teatro 7 la settimana scorsa. Dove ho trascorso una serata piacevolissima.

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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC – Fazi Battaglia, Titulus 2006

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC – Fazi Battaglia, Titulus 2006

Uvaggio: Verdicchio

Eccoci quindi con un’altra puntata della nostra serie preferita: i vini del supermercato. Abbiamo precedentemente assaggiato vini siciliani come australiani, toscani ed altoatesini. La domanda è: si beve bene al supermercato? La risposta ufficiale è: ni. Si bevono prodotti molto standardizzati, non cattivi, non eccellenti. Roba da grandi numeri, insomma. Al verdicchio di Fazi Battaglia però voglio bene. Sono quindi sbilanciato. Sono affezionato a questa bottiglia perchè quando ero piccolo si beveva questo, a pranzo soprattutto. Magari è stato anche il mio primo assaggio! La forma della bottiglia, inconfondibile, è la stessa da una vita. E vogliamo parlare del piccolo papiro legato al collo? Chi di voi non lo ha mai letto? Fantastico.
Anticipato questo, parliamone. Com’è il Titulus? E’ sopra la media, per la GDO. E’ abbastanza elegante, se bevuto alla giusta temperatura. E’ giallo paglierino con riflessi verdolini. Ha un naso abbastanza complesso, floreale e fruttato. In bocca è fresco, ha un corpo discreto ed una persistenza non infinita ma neanche che si perde.. Si lascia bere con piacevolezza, scusate se è poco.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Marche | Commenta


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