Da Nizza Monferrato

La barbera è un vitigno, un vino, che fa parte della nostra tradizione, è quello che ci ha sfamato nell’ultimo secolo e qui volevamo ridargli la giusta dignità“. Gianluca Morino, Presidente dell’associazione produttori del Nizza.

Si parte dal web, è un modo per cominciare, per avvicinare delle persone che condividono degli interessi e per certi versi dei valori. Tutto questo però ha bisogno di trovare dei momenti di realizzazione nella vita reale, per condividere cose fatte insieme e non solo scritte“. Monica Pisciella.

Video di Giulia Graglia.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Commenta

Domani è il giorno della barbera

La notizia è che domani mattina, a partire dalle 10.00, si terrà a Nizza Monferrato una grande degustazione di barbera. Un momento di confronto e di approfondimento sulla tipologia che vedrà protagonisti dieci vini, cinque a raccontare diversi territori piemontesi e cinque a raccontare una barbera che non ti aspetti, quella che viene dagli Stati Uniti. Circa centocinquanta (!) persone si incontreranno all’interno del Foro Boario per assaggiare alla cieca i vini di Cascina Garitina, Cascina Gilli, Iuli, Vigneti Massa e Varaldo per l’Italia. Pdc Wines, Boeger Vineyards, Cooper Vineyards, Muscardini Cellars e Rosa d’Oro Vineyards per la California.

E’ una degustazione che nasce in rete, in particolare su Twitter, e che si inserisce, tantolosapetegià, in quelle che sono comunemente conosciute come “degustazioni seriali”, ne avevo parlato non troppo tempo fa su Ninja Marketing. Degustazioni aperte, dove concetti quali dialogo, incontro e confronto sono parole chiave non solo per un certo modo di intendere il vino ma la vita stessa.

Sarà possibile seguire la degustazione su Twitter, l’hashtag è #barbera2, oppure in streaming audio e video su Livestream. Sul sito dedicato poi ci sono un mucchio di informazioni e cinque testimonianze, una per ogni produttore (italiano) presente. Davvero, valgono tutti i minuti spesi a guardarli. Questo, pubblicato oggi, è l’ultimo. Le bellissime parole sono quelle di Walter Massa alle prese con minimoto lunari e trattori spaziali.

E’ indispensabile un mondo globalizzato ma al tempo stesso è imprescindibile un mondo di artigiani capaci di essere modelli di riferimento per ciò che producono“.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 1 Commento

Maremma Toscana IGT Massa Vecchia, Ariento 2000

Vermentino | 35 €

Qui lo dico: se vedo un Massa Vecchia in carta, al ristorante, difficile riesca a resistere. E’ più forte di me. Quando poi l’oste ti guarda e ti dice che no, il 2004 lo ha finito ma che dovrebbe avere ancora qualche bottiglia di 2000 hai la certezza matematica di avere fatto la scelta giusta. Anche questa volta.

L’Ariento, questo miracolo, è un vermentino in purezza macerato sulle bucce, ecco un colore splendidamente carico. Al naso il vermentino è all’ennesima potenza, sfaccettato e profondo. C’è tutto, complessità rara. Colpisce per mineralità, per un frutto mai stanco e solare, mediterraneo come pochi altri. Poi c’è il fatto che spesso una macerazione troppo spinta porta a vini che in bocca sono monolitici, giocati su acidità che affascinano ma che al tempo stesso stancano il palato. L’Ariento mai, in bocca è tutto un rincorrersi tra freschezza, sapidità, polpa e, alla fine, un’acidità misurata. Una bocca enorme, caratterizzata da un’espressività rara da trovare in altri vini bianchi italiani con oltre dieci anni sulle spalle. Il mare, il salmastro, l’aroma che lascia l’onda sul bagnasciuga mentre si ritira. Prima di un finale interminabile, dritto, elegantissimo, indimenticabile.

Il fatto è che amo i vini di Massa Vecchia per quella loro perfetta capacità di coniugare, come pochissimi, vitigno e luogo. Nessuno di questi due elementi sovrasta l’altro, anzi. Riescono sempre ad essere distinti ma al tempo stesso uniti da una grande forza espressiva. E’ un continuo rincorrersi tra profumi, aromi, idee, ricordi. Tanto del primo quanto del secondo. Per finire irripetibili e perfetti.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Toscana | 8 Commenti

Un’indagine sulla comunicazione del vino in Italia

Alcune settimane fa sono stato contattato da Linda Rubini per fare una chiaccherata telefonica a proposito di quelle che io credo essere le tematiche più interessanti legate al vino sul web. Abbiamo parlato molto, in particolare di come si sta sviluppando il processo comunicazionale tra cantine e blogger e di come io preferisco affrontare un determinato argomento qui, su queste pagine.

La mia intervista, con altre quarantaquattro, ha contribuito ad un rapporto molto interessante per la Maurizio Rocchelli sulla comunicazione legata al vino, oggi, che abbraccia un po’ tutto il settore, in particolare online.

E’ liberamente scaricabile da qui (è un *.doc e pesa poco più di 1 mb).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 2 Commenti

Male non fa

Su Vinix c’è una bella discussione a proposito del movimento dei vini normalmente definiti come naturali. Una delle tante, in effetti. La particolarità in questo caso riguarda il nome dell’autore del post: Francesco Maule, figlio di Angiolino (la cantina è La Biancara a Gambellara), riferimento assoluto del movimento e padre fondatore prima di Vini Veri e, dopo la scissione del gruppo, di VinNatur.

Non è certo questa la sede per fare un riassunto, il consiglio è quello di leggere i tanti contributi direttamente lì. Quello che ho notato però è quanto a volte certi produttori tendano ad alzare una barriera per dividere in modo netto e definitivo il loro lavoro (certamente migliore, almeno dal loro punto di vista) da quello di tutti gli altri. Voglio dire, è ovvio che andare verso una maggiore naturalità, intesa come un minor interventismo tanto in vigna quanto in cantina, non può che essere una cosa assolutamente positiva, ci mancherebbe. La sensazione però è che tanti produttori che potrebbero essere ancora maggiormente di riferimento ponendosi come esempi, dando una mano agli altri, facendo divulgazione e formazione, a volte decidano di non dialogare. Come se “l’altro”, il “non naturale” sia troppo lontano, e a dividerli ci sia un muro. E questo non può essere che un male.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 5 Commenti

Marko Fon, Malvazija 2009

La settimana scorsa ero a questa bellissima degustazione dedicata alla malvasia ed è stato straordinario toccare con mano quanto questo vitigno abbia certamente tratti comuni ma al tempo stesso sia così capace di raccogliere l’unicità del luogo che la vede nascere. Dal Carso alla Maremma. Dall’Istria all’Umbria.

Una panoramica dicevo. Diverse interpretazioni, tanti territori, diverse eccellenze ma, se dovessi portare una bottiglia per raccontare la malvasia a qualcuno non avrei dubbi, portere questa di Marko Fon. Paradigmatica, didascalica, compiuta e, certo, buona, molto buona.

Un assaggio solare ma al tempo stesso caratterizzato da una grande freschezza, aromatica senza mai apparire sfacciata. Anzi, finissima in tutti i suoi profumi, con tutte quelle note più minerali. In bocca poi non sfugge mai, è reattiva ed avvolgente, definita e lunghissima. Una grande, grande malvasia.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Slovenia | 5 Commenti

Sicilia IGP Porta del Vento, Maquè Perricone 2009

Perricone | 15 €

Io per esempio il Perricone mica lo conoscevo. Mi hanno dovuto spiegare che sono in pochi a coltivarlo e che Marco Sferlazzo di Porta del Vento è tra questi. Che è uno storico vitigno siciliano e che lì è ad alberello, in una splendida vallata in provincia di Palermo.

Ed io ero lì, che tra un pensiero e l’altro ascoltavo vagamente incuriosito. E’ stato solo dopo, al primo sorso, che i soldatini nella mia testa si sono letteralmente messi sull’attenti. “Uh là là, qui c’è un piccolo miracolo. Possibile?“, ho subito pensato. E via con una seconda, abbondante, sorsata. “Eccome, è buonissimo” è stato lo step successivo. “Quanto succo, quanto gusto“, continuavo a ripetermi. Solo alla fine del secondo bicchiere ho svogliatamente buttato giù qualche riga, come se fosse tempo rubato a questo vino. Straordinario.

Un vino scuro, bellissimo da guardare (pieno di sostanza, mi verrebbe da aggiungere oggi). Un vino particolarmente complesso, in cui tutti gli elementi vanno a formare un unicum di grande territorialità mediterranea. C’è frutto, rosso e maturo, c’è vegetazione e mineralità. Ci sono toni più delicati, floreali, e sentori più definiti, quasi carnali. Ma anche tanto altro. Un vino che in bocca coniuga sapientemente molti elementi, lineari e mai sopra le righe. Un vino che schiocca, concentrato e fresco lungo tutto l’assaggio. Un vino buonissimo, ripetizione voluta.

Poco dopo ho sentito la radio gracchiare informazioni politiche. “Un altro mondo è possibile“, ho pensato bevendo un vino di cui solo dieci minuti prima ignoravo l’esistenza.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Sicilia | 8 Commenti

Buone nuove da Gambellara

Nel frattempo il vostro ha ricevuto una menzione speciale della giuria per il video che aveva realizzato. Quello per il premio giornalistico indetto dalla Strada del Recioto di Gambellara.

Che è un po’ come quando ti danno una pacca sulla spalla e ti dicono: “non hai vinto, ma sei stato bravo“.

Evabbè, tanto mi basta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 1 Commento

Calarsi nel proprio ruolo

Il fatto. Un sommeliere, con discreto savoir-faire, ruota velocemente il bicchiere e dopo una breve annusata comincia a decantare le note olfattive di quel particolare vino. Di quanto il frutto sia rosso, vegetale e speziato, sentore probabilmente dato da un breve passaggio in barrique. E poi ancora, con la parte relativa al cosiddetto “esame gusto-olfattivo”.

Il vino, quel vino, era il raboso di Casa Roma. Un vino che prima di essere commercializzato affina per trentasei mesi in botte grande e che, in effetti, la piccola non la vede proprio.

Ogni volta che la lezione volgeva al termine (forse qualcuno di voi ha frequentato i corsi dell’ais e magari anche nella vostra città era così) mi ricordo si passava alla fase dell’assaggio. Due o tre bicchieri. Si trattava in genere di una degustazione classica condotta da uno dei relatori, quella degli “abbastanza equilibrato”, “abbastanza intenso”, “abbastanza persistente”, “abbastanza fine”. Per capirci.

Ora, imparare ad assaggiare è certamente importante, ci mancherebbe. La sensazione però è che ci si concentri troppo sulle parole e troppo poco sul vino inteso come risultato di un percorso. Voglio dire, il sommeliere citato in apertura è uno di quelli bravi e a guardare velocemente sul sito del produttore ci avrebbe messo un minuto netto a scoprire che la barrique lì non c’è. E che invece viene usata per altri vini. O che magari il raboso è proprio un vitigno di quelle parti, del trevigiano. E via così.

Ecco, e magari oltre ad un sacco di “abbastanza” avrebbe potuto dire anche queste cose.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 2 Commenti

Etilicamente, il nuovo blog sul vino de L’Unità

Da oggi L’Unità, il quotidiano, ha un blog dedicato al vino: Etilicamente. Si va ad affiancare -almeno nel panorama dell’informazione mainstream- a quello del Il Fatto Quotidiano di Gian Luca Mazzella e a quello di Francesco Arrigoni sul Corriere della Sera (si, ci sarebbe anche quello di Rizzari e Gentili per l’Espresso, ma allora andrebbero nominati i vari canali di tutte le guide più importanti).

A condurlo uno dei più bravi, non solo nel vino: Fiorenzo Sartore.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | Commenta