Degustazioni dal basso, il trebbiano spoletino

Il prossimo 13 giugno, ne avevo già scritto quà e , a Terroir Vino (Genova) ci sarà una degustazione di trebbiano spoletino condotta dal sottoscritto. E’ uno di quegli appuntamenti che si inseriscono tra le “degustazioni dal basso“, momenti dedicati al racconto di vini e territori da parte di persone comuni ma soprattutto “vicine”, per nascita o scelte di vita, al luogo che scelgono di raccontare.

Questa la lista dei vini in degustazione (la prenotazione è obbligatoria, da qui):

Antonelli, Trebbiano Spoletino IGT “Trebium” 2009
Collecapretta, Trebbiano Spoletino IGT “Vigna Vecchia” 2009
Collecapretta, Trebbiano Spoletino IGT “Vigna Vecchia” 2010
Novelli, Trebbiano spoletino IGT “Traibo” 2008
Poggio Turri, Trebbiano spoletino IGT “Il Valligiano” 2009
Tabarrini, Trebbiano Spoletino IGT “Adarmando” 2007
Tabarrini, Trebbiano Spoletino IGT “Adarmando” 2009

E poi c’è anche il trailer. Non so se mi spiego.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 3 Commenti

La TwitAsta 2011

L’avevo segnalata già l’anno scorso, era la prima edizione. Si trattava della TwitAsta, un’asta benefica nata dall’idea di tante cantine molto attive su Twitter. Quasi tremila euro, allora.

Quest’anno si replica, ognuna delle cantine aderenti all’iniziativa “tweet your wines” ha donato alcune bottiglie con lo scopo di raccogliere fondi per la Fondazione ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale). Dal prossimo lunedì e fino al 5 giugno sarà possibile provare ad accaparrarsi una delle tante scatole, da sei bottiglie, legate all’iniziativa. Si tratta di speciali confezioni create ad hoc per l’occasione, le Cromobox, che conterranno i prodotti di ciascuna azienda, vini, olio e una barbatella, germoglio simbolico di vite e di vita.

Poi, per una serie di casualità legate ad un gioco durante lo scorso Vinitaly il sottoscritto si è trovato tra le mani un considerevole numero di bottiglie, circa una dozzina. Con grande piacere ho pensato di rinunciare a sei per far sì che andassero ad arricchire l’asta. Ecco quindi che a fianco a quelle delle tante cantine ci sarà anche una scatola dedicata a questo blog (ed anche un’altro). Al suo interno:

- Brunello di Montalcino DOCG Bramante, di Podere San Lorenzo
- Collina Torinese Cari, di Balbiano Vini
- 900sent, Barbera d’Asti Superiore DOC, di Cascina Garitina
- Prosecco Colfòndo, di Bele Casel
- Soave DOC Colli Scaligeri, di Sandro De Bruno
- Merlot Riserva ‘Klausner’, di Armin Kobler

Per partecipare e fare la propria offerta basta andare sul sito, sulla destra c’è una colonna dedicata all’iniziativa con tutte le scatole all’asta, in tutto ventiquattro. Qui la mia, la base è di cinquanta euro.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Commenta

Montefalco e il sagrantino a dieci anni di distanza

Di là, su Intravino, ho scritto di una degustazione di Sagrantino di Montefalco abbastanza definitiva, una di quelle che ti fanno capire molte cose. A dieci anni di distanza, l’annata 2001.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | Commenta

Il vino rosso, d’estate

Poi uno dice le banalità, ma in questo momento, mentre scrivo, il termometro in casa indica quasi 21 gradi. Solo una cosa quindi: è arrivato ufficialmente quel momento dell’anno in cui i vini rossi si mettono in frigo almeno un’ora prima di portarli a tavola. Perchè va bene i corsi dell’AIS e le temperature di servizio e tutto il resto. Ma a diciotto gradi beveteli voi. Io, freschi.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 14 Commenti

Montecucco Sangiovese DOC Pieve Vecchia, Chorum 2007

Sangiovese | 10/15 €

Approfitto del post precedente per rimanere in tema e scrivere qualche riga di Chorum, il vino più conosciuto di Pieve Vecchia. A conti fatti da non mancare, me ne ero accorto quest’anno in fiera a Verona, era uno degli assaggi che mi ero segnato con diverse sottolineature anche per lo straordinario rapporto tra spesa e conseguente felicità. Davvero.

Da assaggiare quindi, da una parte per la sua grande tipicità -ah il sangiovese- dall’altra per il suo coniugare tante cose che si cercano in un bicchiere. Struttura, espressività, bevibilità. Naso intrigante e piuttosto profondo, spazia dalla ciliegia al tabacco, dal minerale al mediterraneo. In bocca è secco, conferma questa sua vena marittima con una nota di grande sapidità che attraversa tutto il palato e che lo accompagna anche sul finale, appena amarognolo. Raffinato e generoso.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Toscana | Commenta

La lista sociale. Che vini mettere in carta li scegli tu.

C’è una cantina e c’è un ristorante. La prima si chiama Pieve Vecchia, la seconda Locanda del Glicine. Siamo in Maremma, a Campagnatico, non così lontano da Grosseto. L’idea è semplice: vista la necessità di ampliare e rivedere la carta dei vini coinvolgere un po’ di blog e far proporre loro alcune bottiglie rappresentative del territorio da cui scrivono. E farle votare pubblicamente. Tutti i vini con il maggior numero di preferenze andranno dritti in carta. Voglio dire, più democratico di così.

Le mie tre preferenze inizialmente volevano rappresentare quell’Umbria bianca di cui qualche volta ho scritto quà e là. Poi ho pensato che comunque un sagrantino non avrebbe affatto sfigurato ed anzi, avrebbe dato filo da torcere alle altre due proposte, sicuramente più inusuali.

I vini sono:

- Sagrantino di Montefalco Antonelli – Un po’ perchè ha classe da vendere, un po’ per la grande tipicità e classica eleganza. E poi è il sagrantino con il miglior rapporto tra spesa e felicità di tutto il comprensorio. Una sicurezza.

- Trebbiano spoletino “Adarmando” Tabarrini – Del trebbiano che viene dall’Umbria ormai ne ho scritte di tutti i colori. Questo è un po’ il portabandiera di questo movimento. Di grande espressività.

- Orvieto Classico Superiore “Campo del Guardiano” Palazzone – La dimostrazione di quanto di buono può venire dall’ampia zona di Orvieto. Un vino verticale, elegantissimo e capace di sfidare il tempo solo come i più grandi sanno fare.

E’ possibile scegliere il proprio preferito dalla pagine dedicata sul sito della Locanda del Glicine (e poi, sulla colonna di destra, tutti gli altri vini da un po’ tutta Italia. Dalla Valpolicella al Taburno. Votare è stato divertente). Per seguire cosa se ne dice su Twitter l’hashtag è #SociaList.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 3 Commenti

VSQ Silvano Follador, Metodo Classico Dosaggio Zero 2008

Prosecco | 15 €

A proposito di Prosecco, non troppo tempo fa mi ero imbattuto in questo metodo classico (si, esatto). La dimostrazione di quanto di buono -e di diverso- possa esserci tra i tanti milioni di bottiglie che tutti conosciamo, quelli più “cheap” che “alternative”. Un prosecco di personalità, elegante e definito.

Voglio dire, è un bicchiere in cui è facile trovare tutte le note tipiche del vitigno, in particolare per il frutto, mai troppo aggressivo. E poi i toni derivanti dalla vinificazione sui lieviti: quella leggera crosta di pane ben inserita in un contesto fatto di fragranze. In bocca la bevibilità la fa da padrone. Secco come ci piace, grande freschezza, una leggera acidità, un equilibrio che trova il proprio senso più compiuto sul finale dell’assaggio, particolarmente pulito.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Veneto | Commenta

Prosecco, mercati, marketing (mix)

Franco Ziliani ieri ha scritto un interessante post dedicato al mercato dei vini bianchi in Inghilterra, con particolare riferimento al pinot grigio. Ha scritto anche che i produttori di prosecco non dovrebbero essere fieri del fatto che il loro prodotto venga considerato come una “cheap alternative” allo Champagne. Certo, essere considerati cheap in qualunque campo non è mai sinonimo di un’immagine forte, vincente, attraente. Ci mancherebbe.

Però, ecco, il marketing mix non è un’opinione e product, price, place e promotion sono ancora argomenti piuttosto validi. E se penso al Prosecco la mia mente vola ad un prodotto mediamente buono, sicuramente economico, più presente nella grande distribuzione che nelle enoteche più blasonate e vagamente ancorato a concetti come “easy” e “funny”.

Sapete la notizia qual’è? Che in alcuni mercati il Prosecco è esattamente una “cheap alternative” allo Champagne. E non ci vedo niente di male.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 9 Commenti

Ancora trebbiano spoletino

Domenica 5 giugno a Spoleto, in occasione della prossima edizione di Vini nel Mondo, terrò con Alessandro Scorsone una degustazione dedicata al trebbiano spoletino. Sarà una panoramica dedicata ai suoi migliori interpreti, con bottiglie targate 2008, 2009, 2010. “Seconda giovinezza”, il titolo. Un po’ perchè proprio a Spoleto in questi ultimi mesi è nata una nuova doc dedicata unicamente a questo vitigno, un po’ per l’attenzione che sta ricevendo in questi ultimi tempi dopo che diversi produttori -per anni- ci hanno creduto, nonostante non fosse certo un successo annunciato.

Ancora qualche giorno è sarà online il modulo per le prenotazioni (che poi di degustazioni ce ne sono davvero tante, alcune di spessore assoluto, da non mancare).

E, se foste a Genova per Terroir Vino, l’appuntamento è con le “degustazioni dal basso“, lunedì 13 giugno. Trebbiano spoletino, ma anche Rossese di Dolceacqua, Fiano di Avellino e Gaspare Buscemi. Sto raccogliendo le ultime bottiglie proprio in questi giorni. Lo anticipo: ci sarà da divertirsi.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | Commenta

A cena sui lieviti

La loro schiettezza, la loro capacità di chiamare immediatamente il sorso successivo. La loro profondità e il loro senso compiuto a tavola, compagni ideai di molti piatti. Vini della gioia, che solo negli ultimi dieci anni sono prepotentemente tornati alla ribalta nonostante in alcuni luoghi siano legati alla nostra cultura rurale da generazioni. I vini sui lieviti, o sur lie.

Eccone alcuni, era cena dedicata a loro (alla cieca, ovvio).

- Casa Coste Piane, Prosecco “Brichet” 2009: Piacevolissimo nell’esprimere tutta la tipicità del vitigno. In bocca è soffice, elegante, sfaccettato e profondo. Grande bevibilità con quella chiusura che richiama il bicchiere successivo. Estivo. ****+

- Croci, Ortrugo 2009: Impossibile non riconoscerlo tra mille, in particolare al naso. Così duro, al tempo stesso ostico e generoso. E poi quelle note aromatiche, calde, che poi sfumano verso l’amarognolo. Arcaico, nel senso più positivo del termine. ****

- Tessère, Rosato di raboso “Redentor” 2007: Ricco, largo ed avvolgente. Peccato per la grana del perlage, noncosìfine e noncosìelegante. Perchè c’è polpa in un bicchiere che in particolare in bocca coniuga materia e leggerezza. ***

- Camillo Donati, “Il mio trebbiano” 2009: Qualche minuto per aprirsi ed ecco la magnifica espressività di questo trebbiano, apparentemente irriproducibile altrove. Netto, mai troppo aggressivo ad introdurre una bocca avvolgente (ma secca, eccome), profonda e lunghissima. La via Emilia in un bicchiere. ****

- Barbacarlo 2000: Autunnale, ad occhi chiusi impossibile la mente non corra verso le Langhe, verso certi grandi nebbioli. In un’annata minore regala una bocca stupefacente per vitalità: ci sono sapidità e freschezza, complessità e grande armonia per un finale che ritorna prepotentemente sul naso, sull’appassimento del frutto, sull’erba bagnata, sulla foglia secca. Struggente. *****

- Vittorio Graziano, Lambrusco “Fontana dei boschi” 2004: La profondità del lambrusco: frutto, certo, affiancato da note balsamiche ed erbacee. Un’evoluzione nobile che introduce ad un assaggio di grande profondità e fascino. Appena largo sul finale, ma quanta polpa, quanta sostanza. ****

- Casa Roma, Raboso “Pro Fondo” 2007: Impenetrabile, scurissimo. Sorprendente al naso, al frutto (scuro) affianca note minerali che riportano al ferro. Straordinario anche in bocca, netto, tanto succo affiancato da una freschezza invidiabile. Bel finale elegante, mai sopra le righe. ****+

- Menti, Recioto di Gambellara “Sur lie” 2009: Bellissimo naso, tanto ricco quanto fresco. Tre note in particolare: arancia, iodio, salvia. Certamente dolce, sorprendentemente scorrevole, sicuramente buonissimo. Gran finale, appena amarognolo. ****

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Degustare come atto pratico | 10 Commenti