La peronospera a processo

Lo scorso 13 dicembre ho avuto il piacere di partecipare a un incontro pubblico dedicato all’importanza del monitoraggio del vigneto, condizione essenziale per contrastare in modo efficace la grande maggioranza delle minacce che si possono presentare sotto forma di agenti patogeni nel corso dell’anno.

Un incontro per certi versi illuminante, che mi ha fatto capire quanto sia possibile fare in termini di prevenzione grazie alle tante tecnologie disponibili. La presentazione presso la bella e accogliente Fattoria Colsanto di Montefalco era dedicata al progetto Smart Meteo. Un’iniziativa promossa da Cratia, ente di emanazione di Confagricoltura Umbria, la cui finalità “è quella di fornire all’agricoltore informazioni validate e georeferenziate di elevato profilo tecnico ma anche di immediata fruibilità, circa l’andamento climatico ed il monitoraggio fitosanitario delle principali avversità delle colture più diffuse su scala regionale”.

Non solo settore vitivinicolo ma anche olivicolo e cerealicolo: in agricoltura, in tutta l’agricoltura, la conoscenza dell’ambiente e delle avversità biologiche che minacciano le produzioni è sempre più fattore discriminante, tra chi riesce a salvaguardare il frutto del proprio lavoro e chi invece è falcidiato da perdite sempre più spesso troppo ingenti. Negli ultimi anni stiamo purtroppo assistendo a fenomeni di cambiamento climatico che hanno esposto l’agricoltore a problematiche sempre nuove. Il punto è: il potenziamento della difesa fitosanitaria è in grado di ridurre il danno da agenti patogeni come la peronospera e l’oidio? In parte, sì. Durante la presentazione ho potuto toccare con mano quanto quello del monitoraggio e della successiva condivisione dei dati siano elementi centrali per un’agricoltura sempre più consapevole, in grado di combattere queste problematiche.

I numeri sono illuminanti: i primi dati che emergono dal progetto Smartmeteo per il settore vitivinicolo in Umbria parlano di una riduzione delle malattie nei vigneti nelle aziende aderenti al progetto del 60% del danno da diffusione della peronospora e del 90% per l’oidio. Non solo, tra gli altri risultati positivi ottenuti c’è la modulazione dei trattamenti sulla base della effettiva necessità di intervento. Grazie ai tanti bollettini emessi è infatti possibile capire con estrema precisione il momento giusto per ogni trattamento evitando così di disperdere forze e risorse.

Le aziende monitorate nel 2018 sono state 28 su tutto il territorio regionale, indicative dei maggiori distretti vitivinicoli. È stato stimato un numero di ettari vitati monitorati pari a 150, ai quali corrisponde una superficie complessiva su scala aziendale pari a 1.400, numero che rappresenta circa il 10% dell’intera superficie vitata regionale.

Maggiorni informazioni sul sito del progetto.