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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>Umbria IGT &#8211; Paolo Bea, San Valentino 2006</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sangiovese, Montepulciano, Sagrantino &#124; 20-30 € La piccola storia dietro a questo San Valentino ci dice molte cose a proposito delle commissioni di assaggio della Camera di Commercio. Nasce infatti come Rosso di Montefalco, da uve di un singolo cru. L&#8217;idea era quella, almeno. Non so se ne siete a conoscenza infatti, ma tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6433" title="Umbria IGT - Paolo Bea, San Valentino 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Umbria-IGT-Paolo-Bea-San-Valentino-2006.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Sangiovese, Montepulciano, Sagrantino | 20-30 €</p>
<p>La piccola storia dietro a questo <em>San Valentino</em> ci dice molte cose a proposito delle commissioni di assaggio della Camera di Commercio. Nasce infatti come Rosso di Montefalco, da uve di un singolo cru. L&#8217;idea era quella, almeno. Non so se ne siete a conoscenza infatti, ma tutti i vini a denominazione di origine per legge devono essere approvati da un panel di assaggiatori precedentemente preposto. E qui nasce il problema. &#8220;<em>Carenza di colore e leggera ossidazione</em>&#8220;, sentenziarono. Bocciato, il risultato finale.</p>
<p>Nel bicchiere invece, corre l&#8217;anno duemilaedieci, il colore è invero piuttosto concentrato. Ma quello interessa poco. E&#8217; il naso la prima sorpresa, che con la sua deliziosa complessità ti culla dolcemente. E&#8217; vigoroso, ma allo stesso tempo gioca le sue carte su tutta una serie di toni dolci e solo lontanamente più austeri.<br />
In bocca è straordinariamente vivo, polposo, al centro dell&#8217;assaggio è vino che sembra schioccare in un esplosione di gusto. Buonissimo. Poi, piano piano scende verso un finale che forse paga qualcosa in termini lunghezza ma che stupisce per pulizia.</p>
<p>Il fatto è che quello che alcuni hanno giudicato come un brutto anatroccolo è in realtà un cigno, capace di volare libero e bellissimo sopra tutti gli altri.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Il vino dell&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Contrade di Taurasi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ribevuto con gioia un paio di giorni fa è forse il vino bianco che più mi ha colpito negli ultimi mesi. Uno di quelli che vorrei avere sempre disponibile, in cantina. E&#8217; il Grecomusc&#8217; di Lonardo, Contrade di Taurasi. Ne ho scritto di là, su Intravino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ribevuto con gioia un paio di giorni fa è forse il vino bianco che più mi ha colpito negli ultimi mesi. Uno di quelli che vorrei avere sempre disponibile, in cantina. E&#8217; il <em>Grecomusc&#8217;</em> di Lonardo, Contrade di Taurasi. Ne ho scritto di là, su <a href="http://www.intravino.com/assaggi/piccoli-miracoli-il-grecomusc-di-cantine-lonardo/">Intravino</a>.</p>
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		<title>Ho cambiato titolo, ma sempre di scrivere sul web si tratta</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 12:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlo da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Intravino]]></category>
		<category><![CDATA[The chef is on the table]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri su The cHef Is on The TaBLe Maricler ha scritto un post abbastanza condivisibile a proposito dello scrivere in rete, gratis. Semplificando e sintetizzando sostiene che creare contenuti originali sia per altri blog che per sponsor che non pagano (mai) è pericolosamente sbagliato. All&#8217;inizio era per una questione di notorietà e di contatti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri su <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=370">The cHef Is on The TaBLe</a> Maricler ha scritto un post abbastanza condivisibile a proposito dello scrivere in rete, gratis. Semplificando e sintetizzando sostiene che creare contenuti originali sia per altri blog che per sponsor che non pagano (mai) è pericolosamente sbagliato. All&#8217;inizio era per una questione di notorietà e di contatti, il sentirsi parte di quel mondo. Ma poi? E certo, è bello sentirsi corteggiati, ricevere piccoli omaggi ma, dice alla fine, il gioco non vale la candela. &#8220;<em>Mi sono stufata di essere una che fa da cassa di rimbombo per professionisti che usano la mia voce sul web per pubblicizzare il loro spazio. E questo premettendo che se qualcuno mi cerca non è solo perché io sia più o meno brava, ma è anche perché sono gratis.&#8221;</em></p>
<p>L&#8217;argomento è reale, il dialogo intorno alla questione da tempo aperto. Credo però la discussione vada divisa in due. Una cosa è creare contenuti originali per altre testate gratuitamente. Un&#8217;altra è ospitare prodotti ed aziende sul proprio blog (recensioni, prove, test, etc.) senza che ci sia alcun <em>contratto tra le parti</em>.</p>
<p>Nel primo caso spesso l&#8217;occasione è ghiotta. La possibilità di farsi conoscere, di esprimere il proprio punto di vista non capita tutti i giorni. E poi nel mare magnum dell&#8217;informazione (?) in rete c&#8217;è la concreta possibilità di emergere, magari con la speranza di vedere il proprio lavoro pagato, un giorno. Succede anche a me tutte le settimane con <a href="http://www.intravino.com">Intravino</a> (cosa che mi sta benissimo; mi piace farne in qualche modo parte, contribuire ad un&#8217;idea e, certo, avere un po&#8217; di visibilità). Quando però decidere che il proprio lavoro comincia ad avere un valore economico reale? Quando iniziare a chiedere una retribuzione? Non c&#8217;è una risposta che vale per tutti, ogni percorso è unico e non replicabile.  Sta al singolo decidere se e dove scrivere, se e quanto chiedere. Poi vedrà. Ma attenzione, non esiste luogo più concorrenziale della rete, oggi. Quasi nessun contributo ha un valore tale da non essere in qualche modo replicabile. Quasi nessuno è davvero insostituibile. Anzi, probabilmente dietro l&#8217;angolo c&#8217;è una persona pronta a fare gratis e meglio quello che è stato fatto prima di lui. Da cui anche lui ha imparato. E&#8217; un sistema democratico, in fondo.</p>
<p>La vera discriminante è la qualità. Più -faccio un esempio reale- i blog e le testate online di vino cresceranno in termini qualitativi più aumenteranno i lettori e, a lungo termine, ipoteticamente il valore del singolo contributo. Certo, da lì ad essere pagati il passo è ancora lungo. Ma tant&#8217;è, quando ho scritto il primo post di questo blog, oltre tre anni fa, mai ho pensato potesse diventare una fonte di guadagno. Non esiste un sistema editoriale online che sia tanto diffuso quanto economicamente di successo. Ci sono alcuni casi, quà e là. Ma la strada è lunga.</p>
<p>Nel secondo caso il problema, invece, non si pone. Se un blog di cucina crede che valga la pena ricevere una pentola a pressione (a caso) per un post, probabilmente quello è il valore che l&#8217;autore attribuisce a se stesso. L&#8217;azienda non è disposta a pagare? <em>Evabbé</em>, ci sarà sempre qualcuno che brama una nuova padella. Idem per il vino, anche se per adesso i casi sono più rarefatti. E comunque è un falso problema. Il prossimo passo per le aziende sarà quello di iniziare a pagare per le iniziative online, per un solo ed unico motivo: comunque conviene.</p>
<p><em>&#8220;..se qualcuno di voi che sta leggendo questo post è una di quelle persone che vorrebbero, magari in maniera indistinta e non localizzata, lavorare nel mondo del food scrivendo, fotografando, entrando nel campo delle pr, smettetela di farlo gratis. O almeno, non per il web, che paga ancora meno delle aziende sfruttatrici di stagisti ad infinitum. Fatelo solo se vi diverte al 100%.&#8221; </em>Magari un giorno avrete imparato a farlo bene. E verrete pagati per questo.</p>
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		<title>Aglianico del Vulture DOC &#8211; Grifalco, Damaschito 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
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		<description><![CDATA[Aglianico &#124; 15-20 € Davvero, in quanti dopo aver prepotentemente messo il naso nel bicchiere, alla cieca, penserebbero di trovarsi di fronte ad un Aglianico del Vulture? Cioè, qui il pensiero corre veloce altrove, ed ogni riferimento al Piemonte non è puramente casuale. Ci sono note vegetali, ferrose, terracee, al tempo stesso scure e nobili. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6410" title="Aglianico del Vulture DOC - Grifalco, Damaschito 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Aglianico-del-Vulture-DOC-Grifalco-Damaschito-2007.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Aglianico | 15-20 €</p>
<p>Davvero, in quanti dopo aver prepotentemente messo il naso nel bicchiere, alla cieca, penserebbero di trovarsi di fronte ad un Aglianico del Vulture? Cioè, qui il pensiero corre veloce altrove, ed ogni riferimento al Piemonte non è puramente casuale.<br />
Ci sono note vegetali, ferrose, terracee, al tempo stesso scure e nobili. Bellissimo, da rimanere incantati per profondità e finezze. In bocca è sostenuto da un gran succo senza mai apparire <em>troppo</em>, come se entrasse in punta di piedi e, solo dopo, ci rendesse partecipi di tutta la sua forza espressiva. C&#8217;è sapidità ed un&#8217;invidiabile trama tannica, che quasi asciuga il palato. Chiude verticalmente, lasciando dietro di sé una grande idea di tensione. Da non mancare, e da aspettare.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p>E scusate se del Damaschito non ho fotografia alcuna, ma ci tenevo a scriverne.</p>
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		<title>Altro che sommellier</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 08:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlo da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Barbacarlo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quello che riguarda gli abbinamenti si consiglia di essere in due. La bottiglia e chi la beve. Dal bindello del Barbacarlo 2004.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per quello che riguarda gli abbinamenti si consiglia di essere in due. La bottiglia e chi la beve.</p></blockquote>
<p>Dal bindello del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbacarlo">Barbacarlo</a> 2004.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aglianico del Vulture DOC &#8211; Elena Fucci, Titolo 2007</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 16:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Aglianico]]></category>
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		<category><![CDATA[Elena Fucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Aglianico &#124; 20-30 € Quando Elena Fucci ti parla del suo Titolo ti guarda negli occhi, sicura di sé. Poi, mentre fai qualche domanda, l&#8217;espressione diventa curiosa ed interessata. Trasmette passione, non è cosa da poco. E poi il suo Titolo è Aglianico del Vulture deciso e definito, buonissimo nel coniugare gentilezza e rigore. Subito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6396" title="Aglianico del Vulture DOC - Elena Fucci, Titolo 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Aglianico-del-Vulture-DOC-Elena-Fucci-Titolo-2007.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Aglianico | 20-30 €</p>
<p>Quando Elena Fucci ti parla del suo <em>Titolo</em> ti guarda negli occhi, sicura di sé. Poi, mentre fai qualche domanda, l&#8217;espressione diventa curiosa ed interessata. Trasmette passione, non è cosa da poco. E poi il suo <em>Titolo</em> è Aglianico del Vulture deciso e definito, buonissimo nel coniugare gentilezza e rigore.</p>
<p>Subito, apparentemente, sembra quasi sconti quella sensazione data dall&#8217;utilizzo della botte piccola, ma è idea che scorre via veloce. C&#8217;è sostanza, sotto. Gli aromi giocano su vari toni di dolcezza, penso alla speziatura, ad una certa balsamicità. In bocca è fresco, caratteristica che si trascina piacevolmente lungo tutto l&#8217;assaggio, nitido, stilisticamente impeccabile nel trovare una perfetta geometria tra le curve e gli spigoli. Finisce come aveva iniziato, con eleganza. Un Aglianico del Vulture femminile, ma non per questo fragile.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p><span style="font-size: x-small;">Foto di <a href="http://stralcidivite.blogspot.com/">Alessandro Marra</a></span></p>
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		<title>Un&#8217;altra bella risposta</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 11:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlo da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavinium]]></category>
		<category><![CDATA[Radikon]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cergolj]]></category>

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		<description><![CDATA[Però nell&#8217;ottica del miglioramento, non bisogna seguire il mercato, il facile guadagno, ma lasciarsi guidare dal proprio cuore e dalle proprie emozioni. Questo è uno dei capisaldi del mio essere e del mio credo, e ciò mi porta ad avere delle soddisfazioni che vanno al di là dell&#8217;aspetto puramente materiale. Stanko Radikon intervistato da Stefano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Però nell&#8217;ottica del miglioramento, non bisogna seguire il mercato, il facile guadagno, ma lasciarsi guidare dal proprio cuore e dalle proprie emozioni. Questo è uno dei capisaldi del mio essere e del mio credo, e ciò mi porta ad avere delle soddisfazioni che vanno al di là dell&#8217;aspetto puramente materiale.</p></blockquote>
<p>Stanko Radikon intervistato da Stefano Cergolj, <a href="http://www.lavinium.com/personaggi/cergolj_stanko_radikon_il_poeta_del_bere_naturale_2010.shtml">Lavinium</a></p>
<p>Radikon Oslavje 2004, bottiglia da un litro: 40,74 €<br />
Radikon Ribolla Gialla 2004, bottiglia da un litro: 42,33 €<br />
Radikon Jakot 2004, bottiglia da un litro: 44,56 €<br />
Radikon Merlot 2000, bottiglia da un litro: 100,00 €</p>
<p><span style="font-size: x-small;">Fonti: <a href="http://www.everywine.biz/search.php?txtSearch=Radikon">Everywine</a>, <a href="http://www.allacortedibacco.com/shop/Vini-rossi/Vini-Rossi-Friuli-venezia-Giulia/Radikon-Vini-rossi-Friuli/Merlot-2000-IGT-non-filtrato-Radikon/">Alla Corte di Bacco</a></span></p>
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		<title>Aglianico del Vulture DOC &#8211; Eleano 2004</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 16:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Aglianico del Vulture]]></category>
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		<description><![CDATA[Aglianico &#124; 20 € Trovarsi nel bicchiere un Aglianico di sei anni e non sentirli, neanche un po&#8217;. Eleano regala un&#8217;interpretazione del Vulture particolarmente elegante e definita, e l&#8217;impressione, dopo il primo sorso, è di trovarsi di fonte ad un vino capace di continuare a regalare sorprese e soddisfazioni. Anche poi, nel tempo. Il naso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6378" title="Aglianico del Vulture DOC - Eleano 2004" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Aglianico-del-Vulture-DOC-Eleano-2004.jpg" alt="" width="344" height="418" /><br />
Aglianico | 20 €</p>
<p>Trovarsi nel bicchiere un Aglianico di sei anni e non sentirli, neanche un po&#8217;. Eleano regala un&#8217;interpretazione del Vulture particolarmente elegante e definita, e l&#8217;impressione, dopo il primo sorso, è di trovarsi di fonte ad un vino capace di continuare a regalare sorprese e soddisfazioni. Anche poi, nel tempo.</p>
<p>Il naso è straordinario. Nessun protagonista ma la capacità di fondersi a vicenda per regalare un bouquet estremamente sfaccettato e fine. Erbe officinali, ma anche <em>goudron</em> e ciliegia. In bocca è sottile, caldo, con una trama tannica particolarmente integrata al tutto. La potenza è altrove, anche sul finale, che sembra ritornare su quell&#8217;idea di terziario che tanto aveva affascinato, prima. Un Aglianico del Vulture prezioso.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Aglianico del Vulture DOC &#8211; Michele Laluce, Le Drude 2006</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Aglianico]]></category>
		<category><![CDATA[Aglianico del Vulture]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Laluce]]></category>

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		<description><![CDATA[Aglianico &#124; 15-20 € Una delle sorprese della grande degustazione di Melfi del 5 agosto si chiama Michele Laluce. Il suo è un Aglianico da botte grande capace di coniugare complessità, eleganza, succo. Scusate se è poco. Un&#8217;espressione stilistica di grande bellezza quindi, il cui naso sa regalare un ventaglio di profumi che variano dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6370" title="Aglianico del Vulture DOC - Michele Laluce, Le Drude 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Aglianico-del-Vulture-DOC-La-Luce-Le-Drude-2006.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Aglianico | 15-20 €</p>
<p>Una delle sorprese della grande degustazione di Melfi del 5 agosto si chiama Michele Laluce. Il suo è un Aglianico da botte grande capace di coniugare complessità, eleganza, succo. Scusate se è poco.</p>
<p>Un&#8217;espressione stilistica di grande bellezza quindi, il cui naso sa regalare un ventaglio di profumi che variano dal caldo del frutto per arrivare ad un sottofondo fatto di spezie e di leggera balsamicità. E poi in bocca, che sorso. C&#8217;è scorrevolezza, polpa, freschezza, corpo. Rimane in tensione lungo tutto l&#8217;assaggio per finire pulito e leggero, quasi vibrante.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p><span style="font-size: x-small;">Foto di <a href="http://www.soavemente.net/">Maria Grazia Melegari</a></span></p>
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		<title>Una giornata di collegamenti: #AglianicoDelVulture1 continua, in rete</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collegamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Aglianico del Vulture]]></category>
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		<description><![CDATA[- &#8220;#AglianicoDelVulture1 è stata la più importante operazione di comunicazione di un territorio del vino fatta in Basilicata dalla notte dei tempi. E ho detto tutto.&#8220;, Filippo Ronco, su Back Office. - &#8220;Ma sopra e prima di tutto, il vino. Basilisco, Camerlengo, Cantine del Notaio, Eleano, Elena Fucci, Eubea, Grifalco, Laluce, Macarico, Musto Carmelitano, Paternoster. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- &#8220;<em>#AglianicoDelVulture1 è stata la più importante operazione di comunicazione di un territorio del vino fatta in Basilicata dalla notte dei tempi. E ho detto tutto.</em>&#8220;, Filippo Ronco, su <a href="http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=6655">Back Office</a>.</p>
<p>- &#8220;<em>Ma sopra e prima di tutto, il vino. Basilisco, Camerlengo, Cantine del Notaio, Eleano, Elena Fucci, Eubea, Grifalco, Laluce, Macarico, Musto Carmelitano, Paternoster. E Carbone, certo, non sopra agli altri ma accanto, insieme, in batteria e con modestia, con quel nitido intento di avanzare senza scavalcare, anche quando sei tu [Sara Carbone, n.d.r.] l’artefice di tutto.</em>&#8220;, Alessandro Morichetti, su <a href="http://www.intravino.com/vino/chiedersi-perche-il-ministro-del-turismo-si-chiama-michela-vittoria-brambilla-invece-che-sara-carbone/">Intravino</a>.</p>
<p>- &#8220;<em>Aglianico, l’antico Ellenico. Ne scopro un’inaspettata eleganza, sul Vulture. Il tannino e l’acidità sono il nerbo di un corpo sempre notevole, dal cuore rustico. Ma nel tessuto finale il succo della terra del vulcano (note a volte ferrose, di radici, di tamarindo e china) s’illumina di luce, ed ecco il vino di struttura, generoso e secco, in cui trovi una specie di aggraziata solarità.</em>&#8220;, Maria Grazia Melegari, su <a href="http://www.soavemente.net/soavemente/2010/08/aglianico-del-vutlure-daria-di-lava-e-di-luce.html">Soavemente</a>.</p>
<p>- &#8220;<em>Quindi, la degustazione vera e propria: non una sfida ma, appunto, un modo per stimolare il confronto e cercare di cogliere l’essenza di un vino e del suo terroir.</em>&#8220;, Alessandro Marra su <a href="http://www.lucianopignataro.it/a/vinoe-twitter-aglianicodelvulture1-o-adv1-report-il-primo-incontro-di-appassionati-al-sud-attraverso-la-rete/13774/">Luciano Pignataro</a>.</p>
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