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		<title>Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOC Valentini 1995</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Montepulciano d'Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Valentini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Perfetto&#8221;, ho pensato dopo qualche minuto. &#8220;Semplicemente perfetto&#8221;, continuavo a ripetermi sorso dopo sorso. E poi un pensiero particolare: l&#8217;idea che il Montepulciano di Valentini riesca a sintetizzare meglio di altri quella magica unione che esiste tra il vitigno e l&#8217;uomo. Non l&#8217;unico, ma quasi. Voglio dire, prima di tutto è lui: montepulciano all&#8217;ennesima potenza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Montepulciano-Valentini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9653" title="Montepulciano Valentini" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Montepulciano-Valentini.jpg" alt="" width="550" height="550" /></a></p>
<p>&#8220;Perfetto&#8221;, ho pensato dopo qualche minuto. &#8220;Semplicemente perfetto&#8221;, continuavo a ripetermi sorso dopo sorso. E poi un pensiero particolare: l&#8217;idea che il Montepulciano di Valentini riesca a sintetizzare meglio di altri quella magica unione che esiste tra il vitigno e l&#8217;uomo. Non l&#8217;unico, ma quasi. Voglio dire, prima di tutto è lui: montepulciano all&#8217;ennesima potenza. Poi c&#8217;è Valentini, lo riconosceresti tra mille. Profondo, e quel continuo rincorrersi tra note salmastre e terracee che lo indentifica, un marchio di fabbrica. Ed è nell&#8217;unione di queste due &#8220;forze&#8221; che il vino -questo vino- riesce a tirare fuori un&#8217;espressività mostruosa, stupenda e struggente.</p>
<p>Caleidoscopico al naso, ogni ritorno è capace di regalare note sempre diverse, sempre definite, sempre attraenti. E se all&#8217;inizio è più scuro, vuole qualche minuto per aprirsi, sa premiare l&#8217;attesa con note che abbracciano, profumi capaci di spaziare dalla terra al mare con una nonchalance che spiazza. Il rabarbaro si apre e si addolcisce fino a ricordare una noce tostata prima di virare sul caffè. Vegetale e certamente fruttato nella sua austerità si arricchisce di una mineralità inaspettata. Ma è la fusione di tutti questi elementi che riporta un naso semplicemente indimenticabile. In bocca è straordinariamente fresco, sinuoso, aggraziato e rigoroso al tempo stesso, reattivo, tanto aereo quanto tattile, elegante. Anzi, elegantissimo.</p>
<p>A descriverlo (forse) non bastano le parole.</p>
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		<title>Assaggi qua e là</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Benanti]]></category>
		<category><![CDATA[L'Acino]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentini]]></category>

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		<description><![CDATA[- Sicilia Rosso IGT Benanti, Cabernet sauvignon 1998 Granato scuro, il naso è austero, minerale e carico di una frutta rossa di grande spessore. Poi inchiostro ed una bella nota alcolica a veicolare in una chiave più leggera tutti questi aromi. In bocca è ferroso, sapido, coinvolgente. Chiude più crudo su note di ginepro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Si-gioca.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9641" title="Si gioca" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Si-gioca.jpg" alt="" width="550" height="520" /></a></p>
<p>- <strong>Sicilia Rosso IGT Benanti, Cabernet sauvignon 1998</strong></p>
<p>Granato scuro, il naso è austero, minerale e carico di una frutta rossa di grande spessore. Poi inchiostro ed una bella nota alcolica a veicolare in una chiave più leggera tutti questi aromi. In bocca è ferroso, sapido, coinvolgente. Chiude più crudo su note di ginepro e tamarindo. Il vitigno ha incontrato il mare e ci riporta un grande vino mediterraneo. <strong>****+</strong></p>
<p>- <strong>Sicilia Bianco IGT 2010 Principe Ibleo &#8220;Incanta&#8221;</strong></p>
<p>Da uve grillo e zibibbo. È paglierino carico ed ha un naso piacevole, dritto e piuttosto complesso. Sentori di camomilla, di fieno, di frutta esotica e di mandorla aprono ad una bocca secca, una di quelle che attaccano con una bella acidità e che proseguono lineari e distese. Piacevolissimo anche il finale, pungente ed ammandorlato. <strong>****-</strong></p>
<p><em>È vino che, a leggere la retroetichetta (imbottigliato da TP 7010 per Poshracals srl Unipersonale, Padova), lascia un po&#8217; perplessi. Nei giorni scorsi Franco Ziliani sul blog Vino al Vino <a href="http://vinoalvino.org/blog/2012/01/igt-sicilia-incanta-2010-qualita-ben-superiore-al-modo-anonimo-di-presentare-il-vino.html">si poneva</a> lo stesso interrogativo e, a distanza di qualche giorno, ecco <a href="http://www.principeibleo.com/corporate/2012/01/trasformare-una-critica-in-opportunita/">la pronta risposta</a> di Antonio Catania, &#8220;padre&#8221; di questo progetto da seguire con attenzione.</em></p>
<p>- <strong>Trebbiano d’Abruzzo DOC 2007 Valentini</strong></p>
<p>Il 2007 è stato appena messo in commercio, quasi a due anni di distanza dalla vendemmia del 2008. Vino scontroso, intimamente diverso dal trebbiano cui siamo abituati. È giallo quasi dorato e piuttosto velato. Il naso richiede attenzione: spazia dalla carne secca agli agrumi, dalla sabbia a note di tostatura, è marino e terroso al tempo stesso, sempre però attraversato da una chiara solarità. In bocca è un crescendo la cui bellezza è tutta giocata tra acidità, tattilità e sapidità. Allunga felpato prima di un finale di fiori, agrumi, caffè. Alla fine, l&#8217;ennesima sicurezza da Loreto Aprutino. <strong>****+</strong></p>
<p>- <strong>Calabria Bianco IGT 2010 L&#8217;Acino &#8220;Chora&#8221;</strong></p>
<p>Da uve di mantonico, guarnaccia bianca, pecorello, greco. Il colore è carico ed il naso esprime note che vanno dal burro di arachidi al glicine. Poi frutta come pesca, ananas e in generale una grande nota tropicale. Grasso quindi, ma piacevole grazie a note più fresche e vegetali. In bocca è secco ma al tempo stesso ha una bella aromaticità. Equilibrato e pungente, di gran beva. A dimostrazione di quanto di buono Dino Briglio Nigro stia portando avanti anche con i vini meno ambiziosi. <strong>****-</strong></p>
<p>- <strong>Sicilia Fiano IGT 2010 Settesoli &#8220;Mandrarossa&#8221;</strong></p>
<p>Curioso, il fiano viene (anche) dalla Sicilia. Il colore è dorato e il naso riesce ad esprimere un certo varietale inserito in un contesto esotico di sicura morbidezza. In bocca attacca inizialmente nervoso e scattante con una bella acidità che però, lungo l&#8217;assaggio tende ad allargarsi. Rimane una certa polposità prima di una finale piuttosto piacevole. <strong>***+</strong></p>
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		<title>Lunedì prossimo: Lambic</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Vedo gente, faccio cose]]></category>
		<category><![CDATA[Ansidei Beer Shop]]></category>
		<category><![CDATA[Lambic]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Acidità_def.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9634" title="Acidità mon amour" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Acidità_def.jpg" alt="" width="551" height="776" /></a></p>
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		<title>Calcabrina, un &#8220;vin de garage&#8221; da Montefalco</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Calcabrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sagrantino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella non così tanto variegata realtà di Montefalco è difficile trovare piccoli produttori. Ancor più arduo poi individuare quelli capaci di produrre un sagrantino meritevole di attenzione, uno di quelli capaci di uscire dal tracciato del tanto frutto, tanto tannino, tanta potenza a scapito di finezza e, in generale, di eleganza. Calcabrina è una piccolissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Calcabrina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9631" title="Calcabrina" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Calcabrina.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p>Nella non così tanto variegata realtà di Montefalco è difficile trovare piccoli produttori. Ancor più arduo poi individuare quelli capaci di produrre un sagrantino meritevole di attenzione, uno di quelli capaci di uscire dal tracciato del tanto frutto, tanto tannino, tanta potenza a scapito di finezza e, in generale, di eleganza.</p>
<p>Calcabrina è una piccolissima cantina poco lontano Montefalco, proprio sulla strada che va verso il paese. Piccolissima? Si, praticamente un <em>vin de garage</em>, nel senso più letterale del termine. Non ho chiesto, ma credo che la stanza che oggi ospita i legni sia proprio quella adibita alle automobili, almeno nella testa di chi quella casa l&#8217;ha costruita. Quattromila bottiglie complessive, un unico vino. Un Sagrantino di Montefalco? No, un IGT, anche se fino al momento dell&#8217;imbottigliamento avrebbe tranquillamente potuto essere parte della denominazione. Vinificazione naturale: vendemmia manuale, fermentazioni spontanee, no solforosa aggiunta. Il risultato è quello di un sagrantino di gran piacevolezza. Molto sul frutto nei profumi e caratterizzato da subito da una grande acidità che, anche grazie ad un tannino non particolarmente asciugante, lo rende bicchiere di gran beva. Aggettivo chiave: succoso. L&#8217;unico rammarico è quello di non averne prese un paio di bottiglie da lasciare in cantina. Devo provvedere, sono curioso di seguirne l&#8217;affinamento.</p>
<p>A dieci euro, vale la pena di essere provato.</p>
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		<title>Un paragone impietoso</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlo da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Castell'in Villa]]></category>
		<category><![CDATA[Etichette]]></category>

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		<description><![CDATA[No, davvero: capisco perfettamente la voglia di rinfrescare la propria immagine, sensazione più che legittima. Ma troppe, troppe volte ho visto cantine gettare dalla finestra etichette di grande fascino, di grande riconoscibilità, di grande storia e rimpiazzarle con cose che.. un grande boh. Castell&#8217;In Villa è solo l&#8217;esempio che mi ci ha fatto pensare questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Castellinvilla.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9627" title="Castell'In Villa" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Castellinvilla.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p>No, davvero: capisco perfettamente la voglia di rinfrescare la propria immagine, sensazione più che legittima. Ma troppe, troppe volte ho visto cantine gettare dalla finestra etichette di grande fascino, di grande riconoscibilità, di grande storia e rimpiazzarle con cose che.. un grande boh. Castell&#8217;In Villa è solo l&#8217;esempio che mi ci ha fatto pensare questa sera. A voler rimanere vicini a dove scrivo, in Umbria, negli ultimi anni è capitata la stessa cosa alle splendide etichette del Sagrantino di Montefalco di Adanti o al grande Vigna Monticchio di Lungarotti. Peccato, davvero.</p>
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		<title>Venezia Giulia IGT Jermann, Vintage Tunina 2005</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2012/01/venezia-giulia-igt-jermann-vintage-tunina-2005-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli-Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Jermann]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è che per caso un vino come il Vintage Tunina sia uno di quelli capaci di mettere d&#8217;accordo un po&#8217; tutti? Voglio dire, stilisticamente è impeccabile, elegante, mai sbilanciato da una parte o dall&#8217;altra. È vino molto understatement, uno di quelli che forse -ed è un peccato- non fanno parte dell&#8217;agenda giornaliera dei tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Vintage-Tunina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9624" title="Vintage Tunina" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Vintage-Tunina.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p>Non è che per caso un vino come il Vintage Tunina sia uno di quelli capaci di mettere d&#8217;accordo un po&#8217; tutti? Voglio dire, stilisticamente è impeccabile, elegante, mai sbilanciato da una parte o dall&#8217;altra. È vino molto understatement, uno di quelli che forse -ed è un peccato- non fanno parte dell&#8217;agenda giornaliera dei tanti che scrivono di vino proprio per questa suo essere un po&#8217; super partes. Per non essere un simbolo -per dire- del vino naturale e nemmeno -<em>ecimancherebbe</em>- del vino smaccatamente industriale.</p>
<p>Eppure è gran buono, anche ad anni di distanza. Questa sera ha fatto capolino dalla cantina un 2005 spettacolare per integrità e forma. Un vino dal naso fresco ed attraente che in bocca era misurato nel raccontarsi, almeno all&#8217;inizio, e che giocava su note leggermente morbide ma che poi, dal centro dell&#8217;assaggio in poi, tirava fuori una forza inaspettata. Sapidità, acidità, ritmo.</p>
<p>Insomma, il senso di questo post è che ero sceso a prendere una bottiglia sulla quale non riponevo grandi aspettative, e che mi sbagliavo.</p>
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		<title>A cena con i terroiristi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vedo gente, faccio cose]]></category>
		<category><![CDATA[A cena con i terroiristi]]></category>
		<category><![CDATA[Calcabrina]]></category>
		<category><![CDATA[Cantina Margò]]></category>
		<category><![CDATA[Collecapretta]]></category>
		<category><![CDATA[L'Officina]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Merli]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì sera a Perugia inauguriamo quella che spero possa essere una lunga serie di cene/serate. Il nome è tutto un programma, &#8220;a cena con i terroiristi&#8220;, e per questo primo appuntamento abbiamo pensato di proporre un menu abbinato ai vini delle più piccole cantine della regione. Vini artigianali, vini prodotti in pochissimi esemplari e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì sera a Perugia inauguriamo quella che spero possa essere una lunga serie di cene/serate. Il nome è tutto un programma, &#8220;<strong>a cena con i terroiristi</strong>&#8220;, e per questo primo appuntamento abbiamo pensato di proporre un menu abbinato ai vini delle più piccole cantine della regione. Vini artigianali, vini prodotti in pochissimi esemplari e che dalla loro nascita in vigna fino al loro imbottigliamento sono stati sempre seguiti dalle stesse persone. Vini naturalmente naturali, non potrebbe essere altrimenti.</p>
<p>Assaggieremo vini di <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2011/09/fast-good-collecapretta/">Collecapretta</a>, di Cantina Margò, di Marco Merli e (credo) di Calcabrina.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per venerdì sera alle otto all&#8217;Officina Ristorante Culturale, Borgo XX giugno 56, Perugia (info e prenotazioni al numero 075 5721699).</p>
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		<title>Lambic, Cantillon, banalità</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Ansidei Beer Shop]]></category>
		<category><![CDATA[Cantillon]]></category>
		<category><![CDATA[Lambic]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera ero in birreria ad assaggiare un po&#8217; di Lambic. Birre &#8220;nuove&#8221; nel senso di appena arrivate, etichette che prima non c&#8217;erano e che da oggi si vanno ad aggiungere alla buona selezione già presente. L&#8217;idea, nata tra una chiacchera e l&#8217;altra qualche giorno fa, è quella di organizzare una serata dedicata alla tipologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Cantillon-Lou-Pepe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9605" title="Cantillon Lou Pepe" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Cantillon-Lou-Pepe.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a><br />
Questa sera ero in birreria ad assaggiare un po&#8217; di Lambic. Birre &#8220;nuove&#8221; nel senso di appena arrivate, etichette che prima non c&#8217;erano e che da oggi si vanno ad aggiungere alla buona selezione già presente. L&#8217;idea, nata tra una chiacchera e l&#8217;altra qualche giorno fa, è quella di organizzare una serata dedicata alla tipologia (si, appena avrò dettagli più precisi la segnalerò anche qui) per la prima metà di febbraio. Una piccola panoramica che quasi sicuramente vedrà protagoniste una Framboise (ai lamponi), due Kriek (alle ciliegie) e tre Gueze (nessuna aggiunta, è quella che si ottiene dalla rifermentazione in bottiglia di una miscela di lambic più giovani).</p>
<p>Tutto questo per dire cosa? Solo che tra i tanti assaggi di queste settimane c&#8217;è evidentemente un produttore che si è imposto in cima alle mie personalissime preferenze: <a href="http://www.cantillon.be/br/3_1">Cantillon</a>. Facile, direte, è di gran lunga considerato il più tradizionale tra i pochi produttori ancora attivi. Eppure in birreria non tutti la pensano come me, amano un&#8217;idea di birra più rotonda, meno dritta, meno &#8220;acida&#8221;. La mia sensazione è quella di avere a che fare non solo con prodotti di grande stoffa ma soprattutto di grande purezza espressiva, prodotti in alcuni casi molto magri, duri, dritti ma al tempo stesso straordinariamente eleganti.</p>
<p>La <em>Rosé de Gambrinus</em>, una Framboise fresca e al tempo stesso magnetica. O la <em>Lou Pepe</em>, una Kriek (ma c&#8217;è anche la versione ai lamponi) la cui fermentazione in bottiglia viene attivata da un liquore dolce e che sa essere lenta ed avvolgente. La <em>Gueze 100% Bio</em> da cereali da agricoltura biologica è secca, amara, pungente e lunga. E poi la <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2012/01/la-kriek-di-cantillon/"><em>Kriek</em></a>, quella dell&#8217;altra volta. Insomma, per ora la cosa sta prendendo una piega inaspettata, sono birre che mi piacciono tantissimo e che mi incuriosiscono oltremisura. Mi sa che l&#8217;unica soluzione è quella di andare a Bruxelles, il prima possibile.</p>
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		<title>Radikon</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel frattempo di là, su Intravino, <a href="http://www.intravino.com/assaggi/radikon-e-la-ribolla-gialla-definitiva/">è online</a> il racconto di una grande verticale di Ribolla gialla, quella di Radikon.</p>
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		<title>Valpolicella Classico Superiore DOC, Quintarelli 1996</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 22:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Valpolicella-Quintarelli-1996.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9598" title="Valpolicella Quintarelli 1996" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Valpolicella-Quintarelli-1996.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a><br />
Il mio ultimo bicchiere di Quintarelli è stato poco prima di Natale, a cena. Era un momento importante, uno di quelli in cui ci si rivede, si beve bene e tutti i discorsi che ruotano intorno alle tante bottiglie altro non sono che una proiezione del nostro benessere. Il nostro personalissimo &#8220;va tutto bene&#8221;. E insomma questo Valpolicella aveva spiazzato un po&#8217; tutti. Prima di tutto per integrità, un vino in una forma che definire smagliante è quasi riduttivo. A partire dal colore ancora luminoso, tanto compatto quanto vivo, fino al naso, di rara eleganza con tutte quelle note ancora floreali, balsamiche, così nobili. E poi il sorso, un assaggio mai urlato che si esprimeva in un crescendo di raro equilibrio. Un grandissimo vino rosso che accarezzava il palato ma che non si tirava indietro, ancora così fresco. Un mostro di territorialità, la Valpolicella spremuta e messa dentro un bicchiere, un vero fuoriclasse.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/05.png"></div>
<p>Questo brindisi è per Giuseppe Quintarelli, <a href="http://vinoalvino.org/blog/2012/01/6865.html">è mancato</a> poche ore fa. Viva.</p>
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