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	<title>enoiche illusioni &#187; Produttori</title>
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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>Marko Fon, e molto non sarà più come prima</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno: incontrare la malvazija di Marko Fon durante una degustazione ed innamorarsene. Due: leggere quà e là del suo lavoro e pensare che un viaggio nel Carso sloveno sta cominciando a diventare inevitabile¹. Tre: Partire. Quattro: ascoltare la straordinaria umiltà con la quale comunica il suo lavoro². Cinque: assaggiare una vitovska ed una malvazija che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Marko-Fon.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9464" title="Marko Fon" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Marko-Fon.jpg" alt="" width="550" height="439" /></a></p>
<p>Uno: <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2011/05/marko-fon-malvazija-2009/">incontrare</a> la malvazija di Marko Fon durante una degustazione ed innamorarsene. Due: leggere quà e là del suo lavoro e pensare che un viaggio nel Carso sloveno sta cominciando a diventare inevitabile¹. Tre: Partire. Quattro: ascoltare la straordinaria umiltà con la quale comunica il suo lavoro². Cinque: assaggiare una vitovska ed una malvazija che ridefiniscono i confini gustativi delle rispettive tipologie³. Sei: Guardare le luci dell&#8217;autostrada dal finestrino e pensare che sono persone come lui a ricordarti perchè ami tanto il vino⁴.</p>
<p>¹ <em><span style="color: #808080;">Su Porthos, il numero doppio 33-34 del 2009 contiene uno splendido approfondimento sul Carso ed i suoi migliori interpreti. Poi su <a href="http://www.intravino.com/vino/marko-fon-cartolina-romantica-dal-carso/">Intravino</a>, il post dedicato a Marko Fon è dello scorso settembre.</span></em></p>
<p>² <em><span style="color: #808080;">Umile, ma anche consapevole. Parlando con Marko mi ha colpito la capacità nel riconoscere gli errori a partire dalla volontà, anni fa, di cercare di spingere sull&#8217;acceleratore per stupire e per affermarsi. Poi, la nascita di una maggiore lucidità e tanta, tanta tenacia. E parliamo di qualcuno capace di non commercializzare il terrano per anni solo perchè non all&#8217;altezza delle sue aspettative (per dire: si il 2009, no il 2010, probabilmente no il 2011). A proposito di commercializzazione va poi detto che si tratta -davvero- di una piccola produzione: meno di diecimila bottiglie complessive. Bottiglie che Marko vende dalla prima all&#8217;ultima, motivo per cui non siamo riusciti ad assaggiare il terrano 2009 e nessuna altra bottiglia più vecchia. &#8220;Una volta imbottigliato mio lavoro è finito, non riesco a tenere qui bottiglie, preferisco vadano in giro a raccontare quello che ho fatto e questa terra&#8221;.</span></em></p>
<p>³ <em><span style="color: #808080;">La malvazija 2010 è tesa e minerale, complessa ed espressiva. C&#8217;è un mucchio di Carso nella straordinaria solarità che esprime; una luce però fredda, come quella che batte sulle rocce durante una splendida giornata d&#8217;inverno. L&#8217;aromaticità dell&#8217;uva è presente ma non è mai sfacciata ed accompagna l&#8217;assaggio con una linearità rara. ****+</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">La malvazija Riserva 2009 è più larga, più avvolgente, più calda. Il colore è più carico e l&#8217;aromaticità più evidente. Certo, tutti questi più rischiano però di confondere le acque, si tratta in tutti i casi di un vino in cui il timbro di Marko è palpabile, una malvasia che rispetto agli standard mediterranei gioca molto più sulle sottrazioni che sulle addizioni. È infatti malvasia ampia, contornata da tratti minerali e da un&#8217;acidità doma soltanto sul finale, appena più largo. ****</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">La vitovska 2009 ridefinisce per il sottoscritto i confini della tipologia. Per profondità: difficile togliere il naso dal bicchiere di fronte a note floreali, minerali, appena fruttate inserite in un contesto a tratti carnoso. Per linearità: è vino che in bocca continua a rincorrersi tornando di volta in volta sui profumi. Per freschezza. Per la sorprendente bevibilità. *****</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">La malvazija &#8220;quattro stati&#8221; 2010 è -molto semplicemente- perfetta. Il nome deriva da una vigna centenaria da cui ogni anno vengono poche centinaia di bottiglie. Una vigna piantata sotto la dominazione austro-ungarica che con il passare del tempo ha visto mutare intorno a sé confini e padroni. La Jugoslavia, l&#8217;Italia, oggi la Slovenia. Al naso parte lenta, con delicatezza poi cresce nell&#8217;esprimere note definite, mai urlate. In bocca è un campione di eleganza: fresca, con quell&#8217;acidità che l&#8217;accompagna e che la rende elegantissima. Sopratutto, vitale. Di gran lunga la migliore malvasia abbia mai assaggiato. *****</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">Sono tutti vini estremamente magnetici, ognuno capace di raccontare una storia diversa. Ma quello che a posteriori forse più stupisce è la coralità dell&#8217;assaggio. Non solo non ci sono sbavature (anche quando si tratta di un esperimento, come lo chardonnay 2010), ma sono tutti vini capaci di esprimere straordinariamente quella perfetta sintesi che può esistere tra annata, uomo, terroir. E forse questo è il loro più grande pregio. </span></em></p>
<p>⁴ <em><span style="color: #808080;">Se siete arrivati a leggere fino a qui forse vi chiederete il perchè delle tante note. Il motivo è banale: il post mi piaceva così com&#8217;era, racchiuso in quelle sei righe iniziali.</span></em></p>
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		<title>De Barbacarlo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Barbacarlo]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Maga]]></category>
		<category><![CDATA[Oltrepò Pavese]]></category>

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		<description><![CDATA[Low-profile, il Barbacarlo non è un vino che si incontra in giro per manifestazioni. Degustazioni, magari verticali o comunque momenti di approfondimento sono rarissime. Sulle guide appare sporadicamente anche se in rete, in momenti diversi, molti ne hanno scritto come di un gioiello da non lasciarsi sfuggire. E poi è vino che ama lasciarsi aspettare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Broni-2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9251" title="Broni 2011" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Broni-2011.jpg" alt="" width="550" height="550" /></a></p>
<p>Low-profile, il Barbacarlo non è un vino che si incontra in giro per manifestazioni. Degustazioni, magari verticali o comunque momenti di approfondimento sono rarissime. Sulle guide appare sporadicamente anche se in rete, in momenti diversi, molti ne hanno scritto come di un gioiello da non lasciarsi sfuggire. E poi è vino che ama lasciarsi aspettare, capace come nessun altro Oltrepò di sfidare il tempo. Il tempo, quello che una volta entrati nel punto vendita di Broni sembra essersi fermato, con quell&#8217;atmosfera davvero di altri anni. Un po&#8217; per l&#8217;arredamento, per i manifesti, per i quadri e per le tantissime bottiglie d&#8217;annata, un po&#8217; per il ritmo con cui Lino Maga scandisce le proprie parole. Lento e definito, sicuramente di basso profilo. Come il suo vino, come il Barbacarlo.</p>
<p>Il mio arrivo a Broni, la provincia è quella di Pavia, è frutto di un percorso iniziato un paio d&#8217;anni fa, uno di quelli che sempre di più mi hanno portato a girare la Via Emilia guardandomi intorno, forse specchio di un paese. Grandi, grandissime realtà da una parte, piccoli produttori legati a metodi di produzione considerati come tradizionali dall&#8217;altra. Ecco quindi Broni diventare tanto punto di partenza quanto punto di arrivo per provare a misurarsi con le capacità, le caratteristiche e (forse) anche le potenzialità di quelle che vengono normalmente definite come le rifermentazioni naturali in bottiglia.</p>
<p>A punti, mi scuserete, nel ripensare alle tante emozioni delle visite in cantina devo cercare di fare un po&#8217; di ordine.</p>
<p>- Visitare l&#8217;Azienda Agricola Barbacarlo ed entrare nel punto vendita nel centro di Broni (una volta con cantina annessa) significa lasciare i ritmi cui siete abituati fuori dalla porta. Lino Maga non ama la fretta e, nella giornata giusta, è capace di farvi rivivere gran parte del suo percorso e della sua vita irrimediabilmente legata ai destini della Vigna Barbacarlo. Una storia legata a ventitrè anni di battaglie legali per difendere il suo nome. In tanti, infatti, vista la sua fama si erano messi a rubarlo, imbottigliando come Barbacarlo quello che Barbacarlo non era. Come se tutti, nell&#8217;Oltrepò, potessero appropriarsi di quel nome. Alla fine Lino Maga l&#8217;ebbe vinta e ad uscirne sconfitta è stata di certo la denominazione che, con il senno di poi, avrebbe potuto puntare decisa verso le caratteristiche uniche dei vari appezzamenti e che oggi, invece, appare più confusa che mai.</p>
<p>- Croatina, uva rara, vespolina (nell&#8217;Oltrepò anche conosciuta come ughetta) vengono raccolte e fatte macerare per massimo una decina di giorni, al cambio di luna il vino viene travasato e in primavera va in bottiglia dove comincia la cosiddetta presa di spuma, o rifermentazione.</p>
<p>- Prima di parlare delle annate, una precisazione. Il Barbacarlo può essere (con qualche variante nel mezzo) più secco o più dolce, comunque con un residuo zuccherino più elevato. Per Lino Maga il vero Barbacarlo è il secondo, tanto da definire le annate più secche come &#8220;<em>grame</em>&#8220;, alla meno peggio &#8220;<em>amare</em>&#8221; con l&#8217;aria di chi è stato tradito da quella vendemmia. Quello che è certo è che a fronte di una maggiore dolcezza risponde una maggiore longevità, come fosse capace di mantenere nel vino e nella bottiglia quella complessità, quella profondità, quell&#8217;avvolgenza. Un vino sempre diverso, sempre specchio dell&#8217;andamento stagionale che lo vede nascere. &#8220;<em>Non capisco</em>&#8220;, dice Lino Maga, &#8220;<em>perchè quando un vino è sempre uguale ci si ostina a mettere l&#8217;annata in etichetta? Nessun vino può essere uguale a se stesso</em>&#8220;. Ogni riferimento ai vini considerati come industriali non è affatto casuale.</p>
<p>- Ecco quindi i grandissimi Barbacarlo, anche per Lino Maga. Il recente 2006, profondo ed elastico, di grande succo e finezza rurale, il 1995, il 1990, il 1983, il 1975 tutti capaci di portare la mente nella Langa più profonda, le sue nebbie e le sue sfumature autunnali. Vini enormi, da una parte caratterizzati da grandissime complessità e dall&#8217;altra una beva incredibile, mai aggressivi. Attenzione però, se le versioni più secche sono sicuramente meno longeve in gioventù sanno essere straordinariamente scattanti. Il 2009 è un vino affilato ma di grande polpa, mi piace tantissimo. Come il 2007 o, andando indietro di qualche anno, il 2001.</p>
<p>- Le etichette, quelle legate al collo della bottiglia, contengono i dati analitici e alcune considerazioni sull&#8217;annata. Informazioni preziose, una sorta di parere del produttore su quella particolare vendemmia. Ecco quindi il 2006 &#8220;<em>da considerarsi morbido, fruttato tendente al dolce</em>&#8221; o il 2005 &#8220;<em>da considerarsi sull&#8217;amaro asciutto</em>&#8220;. E poi la dicitura sempre presente, <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/08/altro-che-sommellier/">ormai mitica</a>, &#8220;<em>per quello che riguarda gli abbinamenti si consiglia di essere in due. La bottiglia e chi la beve</em>&#8220;.</p>
<p>- Il Barbacarlo non è solo, lo affianca il Montebuono, alle uve precedentemente dette si aggiunge la barbera, più tannico ma altrettanto gustoso anche se in linea generale meno longevo. Una volta poi c&#8217;era anche il Ronchetto, di gran lunga il più selvatico dei tre ma la cui vigna, troppo difficile da lavorare, ha ceduto il suo spazio al bosco circostante.</p>
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		<title>Cinque cose da sapere a proposito del Castello della Sala (e del Cervaro della Sala, certo)</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 08:55:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
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		<description><![CDATA[Chardonnay, Grechetto &#124; 30-35 € Quando si scrive un post per punti non si hanno idee. O tempo. O entrambe le cose (anche se ormai è così démodé). - Non molti sanno, per esempio, che il Cervaro della Sala è figlio di un errore in vinificazione. Che il 1985 al Marchese Antinori proprio non piacque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7429" title="Cervaro della Sala" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/IMG_0415.jpg" alt="" width="400" height="391" /></p>
<p style="text-align: center;">Chardonnay, Grechetto | 30-35 €</p>
<p>Quando si scrive un post per punti non si hanno idee. O tempo. O entrambe le cose (anche se ormai è così démodé).</p>
<p>- Non molti sanno, per esempio, che il Cervaro della Sala è figlio di un errore in vinificazione. Che il 1985 al Marchese Antinori proprio non piacque e che, l&#8217;anno successivo, per un problema di temperature lo chardonnay fece accidentalmente la fermentazione malolattica mentre era in barrique. Ed ecco la prima, e tutt&#8217;ora una delle più celebrate, annate del Cervaro.</p>
<p>- Che viene prodotto in poco meno di duecentomila bottiglie al pari del suo fratello minore, il Bramito del Cervo (da solo chardonnay).</p>
<p>- Oppure che la storia del Castello non è così legata come si crede alle vicende del Cervaro, o del Muffato. E&#8217; infatti di proprietà della famiglia Antinori già dal 1940. Hanno sempre fatto Orvieto, oggi commercializzato come Santa Cristina.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7431" title="Castello della Sala" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/IMG_0414.jpg" alt="" width="400" height="391" /></p>
<p>- La nuova cantina, iniziata a costruire nel 2004 e conclusa nel 2006, che segue l&#8217;andamento della collina, è piccolo gioiello di architettura del vino. Si sviluppa in verticale, in modo che tutti i procedimenti avvengano per caduta (una foto dal castello, <a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=183735958313545&amp;set=a.183735668313574.39000.124286007591874">qui</a>)</p>
<p>- E poi il Cervaro della Sala 2008. Un giovane vino che saprà crescere con il tempo. Un assaggio di grande stoffa, caratterizzato da un&#8217;acidità non comune, sempre però inserita in un contesto di morbida suadenza. Grande al naso: complesso, con tutti quei sentori burrosi, floreali e leggermente tostati. E&#8217; meno levigato in bocca, ma è solo questione di anni.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Forti del Vento</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 21:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Tomaso Armento della cantina Forti del Vento mi aveva chiesto se fossi stato interessato ad assaggiare i vini di questa nuova e piccola cantina delle colline di Ovada, in Piemonte, non ho esitato un attimo. &#8220;Certo&#8221;, avevo risposto, ci mancherebbe. Tomaso poi è uno di quei vignaioli illuminati, da tempo ci incrociamo digitalmente su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Tomaso Armento della cantina <a href="http://www.fortidelvento.com/">Forti del Vento</a> mi aveva chiesto se fossi stato interessato ad assaggiare i vini di questa nuova e piccola cantina delle colline di Ovada, in Piemonte, non ho esitato un attimo. &#8220;Certo&#8221;, avevo risposto, ci mancherebbe. Tomaso poi è uno di quei vignaioli illuminati, da tempo ci incrociamo digitalmente su diversi social network, che usano lo strumento internet per fare una promozione sincera del loro vino prima, del loro territorio poi. E pensare che è anche capitato di vederci nella vita analogica, offline, almeno in un paio di occasioni. Mai però abbastanza approfondite per poter fare due chiacchere a proposito dei suoi vini e dei suoi progetti.</p>
<p>Non avevo quindi un&#8217;idea precisa di quello che avrei assaggiato, a casa, una volta arrivate le bottiglie. La prima, era la fine della primavera, era un blend di cortese e sauvignon (nome del vino: <em>An Piota</em>) piuttosto pulito. Mi ricordo di avere pensato fosse costruito bene, le percentuali delle due uve facevano in modo si integrassero e trovassero una strada di sicuro interesse.  La seconda si chiamava <em>Alto Fhrà</em> ed era un blend di dolcetto e cabernet sauvignon. Subito non l&#8217;avevo capito, mi sembrava un rincorrere una certa idea modernista quasi fuori dal tempo. Poi ho scoperto che la cosa migliore sarebbe stata quella di aspettare dopo l&#8217;estate per assaggiarlo. Un punto interrogativo quindi.</p>
<p>I mesi si sono rincorsi e finalmente è arrivata la stagione delle sciarpe leggere e degli ombrelli. Dei vini rossi. Delle canzoni folk. Quale migliore occasione quindi per assaggiare gli ultimi due vini di Forti del Vento che riposavano in cantina, ho pensato oggi pomeriggio. Non sapevo bene cosa aspettarmi, però. Dopo i primi due mi ero fatto un&#8217;idea di una cantina molto precisa, quasi didascalica nelle vinificazioni ma che faticava ad esprimere un territorio preciso e definito come sa essere quello di Ovada. Ecco, niente di più sbagliato. Dopo aver assaggiato questa sera il dolcetto e la barbera (rispettivamente <em>Ottotori</em> e <em>Podej</em>) ho immediatamente cambiato idea. Due vini straordinariamente puliti, tipici nella migliore accezione del termine. Due vini di territorio e di passione. Due vini che meritano un approfondimento. Domani ne scrivo, per forza.</p>
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		<title>Movia, Aleš Kristančič ed il raccontare se stessi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[Aleš Kristančič]]></category>
		<category><![CDATA[Movia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un video bellissimo, un viaggio nel territorio del Collio sloveno e nella cantina di Movia attraverso le immagini e le parole di Aleš Kristančič. Dura venticinque minuti ed è in inglese, ma vale il tempo speso a guardarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un video bellissimo, un viaggio nel territorio del Collio sloveno e nella cantina di Movia attraverso le immagini e le parole di Aleš Kristančič. Dura venticinque minuti ed è in inglese, ma vale il tempo speso a guardarlo.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/3920020" width="550" height="309" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Poderi Sanguineto I e II</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 14:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<category><![CDATA[Poderi Sanguineto]]></category>
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		<description><![CDATA[Una decina di giorni fa ho trascorso una bellissima serata con qualche buon amico al Ristorante Stella, vicino Perugia. L&#8217;occasione era la periodica &#8220;a cena con..&#8221; ed in questo caso protagoniste erano Dora e Patrizia, proprietarie di Poderi Sanguineto, cantina in Montepulciano. Ho scritto dei loro bellissimi vini su Intravino, che meritavano un palco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una decina di giorni fa ho trascorso una bellissima serata con qualche buon amico al <a href="http://www.stellaristorantevineria.it/">Ristorante Stella</a>, vicino Perugia. L&#8217;occasione era la periodica &#8220;a cena con..&#8221; ed in questo caso protagoniste erano Dora e Patrizia, proprietarie di <a href="http://www.sanguineto.com/">Poderi Sanguineto</a>, cantina in Montepulciano.</p>
<p><a href="http://www.intravino.com/assaggi/poderi-sanguineto/">Ho scritto</a> dei loro bellissimi vini su Intravino, che meritavano un palco di una certa importanza.</p>
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		<title>Hartmann Donà</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino-Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Colterenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Fattoria San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Hartmann Donà]]></category>
		<category><![CDATA[Roccafiore]]></category>
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		<description><![CDATA[Quello che ti colpisce quando Hartmann parla della sua terra è il suo amore per le viti. Cose quasi vecchie, dal sapore antico, dai trenta ai cinquant&#8217;anni. Pinot nero, soprattutto. Ma anche schiava, pinot bianco, chardonnay, lagrein. Tutti a Merano. Pochi ettari, rese bassissime, quindicimila bottiglie. Per rendere l&#8217;idea. Ti guarda negli occhi e ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4424 cornice" title="Hartmann" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Hartmann3.jpg" alt="Hartmann" width="544" height="491" /></p>
<p>Quello che ti colpisce quando Hartmann parla della sua terra è il suo amore per le viti. Cose quasi vecchie, dal sapore antico, dai trenta ai cinquant&#8217;anni. Pinot nero, soprattutto. Ma anche schiava, pinot bianco, chardonnay, lagrein.<br />
Tutti a Merano. Pochi ettari, rese bassissime, quindicimila bottiglie. Per rendere l&#8217;idea.</p>
<p>Ti guarda negli occhi e ti dice che non gli pesa lavorarle da solo per cinque o sei settimane, nonostante freddo e neve. Da lì la mente trae l&#8217;energia sufficiente per affrontare l&#8217;anno successivo.</p>
<p>Ti stupisce anche il fatto che in così poco tempo il risultato del suo lavoro sia chiaro e definito. Perchè no, Hartmann non segue le sue vigne da sempre, anzi. Dopo enologia ci sono voluti più di dieci anni da <a href="http://www.kellerei-terlan.com/">Terlano</a>, cantina di numeri e di eccellenze a pochi chilometri da casa, prima di decidere di smettere di vendere le uve dei propri vigneti a <a href="http://www.colterenzio.it/">Colterenzio</a> per vinificare da sé. E poi ancora qualche tempo per trovare il tempo di fare anche qualche consulenza. Tra le altre la mitica <a href="http://www.fattoriasanlorenzo.com/">Fattoria San Lorenzo</a> nelle Marche e l&#8217;emergente <a href="http://www.roccafiore.it/rcf/it/cantina.html">Roccafiore</a> in Umbria.</p>
<p>E&#8217; cantina recente la sua quindi. Il primo <em>Donà Noir</em>, il suo pinot nero, porta in etichetta il 2000. Il <em>Donà Rouge</em>, protagonista la schiava, il 2001. E se poi si pensa che del primo cinque vendemmie sono sempre in affinamento (tre in bottiglia e due ancora in botte) ci si rende conto che, in effetti, da allora ad oggi sono state commercializzate solo cinque annate e che è cantina ancora giovane. Dalla spiccatissima personalità però. La mano di Hartmann sembra muoversi precisa e definita, dando a tutti i suoi vini un comune denominatore. La schiava per dire rivede radicalmente i confini normalmente conosciuti di questo vitigno. Niente di femminile, colori impenetrabili per un vino rosso di gran corpo. Il pinot nero poi è bevuta impattante, di enorme carattere, capace di coniugare complessità, intensità, eleganza. Sul lungo periodo è capace di emergere in finezze, in sensazioni sottili, a donare profondità.<br />
E&#8217; cantina (e cantiniere) di cui si sentirà parlare sempre di più. Sicuro.</p>
<p>Poi certo, cambiando completamente argomento e volendo essere autoreferenziali si potrebbe dire io non sia tornato subito subito. Quasi, però. Il giusto per riordinare il tutto. E ricominciare.</p>
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		<title>Il Paradiso di Manfredi, Montalcino (SI)</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 12:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello di Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Il Paradiso di Manfredi]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimanendo in tema, e rimandendo idealmente a Montalcino, ecco un brevissimo report di una splendida giornata a visitare Il Paradiso di Manfredi. Cantina storica, è stata fondata negli anni cinquanta da Manfredi Martini dopo un importante esperienza da Biondi Santi. C&#8217;è anche lui tra i fondatori del Consorzio, nel 1967. Ed è proprio per rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimanendo in tema, e rimandendo idealmente a Montalcino, ecco un brevissimo report di una splendida giornata a visitare Il Paradiso di Manfredi. Cantina storica, è stata fondata negli anni cinquanta da Manfredi Martini dopo un importante esperienza da Biondi Santi. C&#8217;è anche lui tra i fondatori del Consorzio, nel 1967. Ed è proprio per rispetto del consorzio che il Brunello Riserva Paradiso di Manfredi viene prodotto solo nella annate certificate migliori proprio dallo stesso. Il 2000 no, però, &#8220;<span style="font-style:italic;">perchè era davvero un peccato non farla</span>&#8220;.</p>
<p>Ho caricato un po&#8217; di fotografie di quella giornata <a href="http://www.flickr.com/photos/32887704@N07/sets/72157610485745524/" class="broken_link">qui</a>, su Flickr, inaugurato per l&#8217;occasione.</p>
<p>E sul loro <a href="http://www.ilparadisodimanfredi.com/">sito</a> potete trovare un po&#8217; di altre informazioni.</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1489" title="Bianco" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Bianco.jpg" alt="Bianco" width="180" height="180" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><a name="1">Toscana IGT &#8211; Il Paradiso di Manfredi, Bianco 2006</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Malvasia, Trebbiano</p>
<p>Bianco coraggioso, perchè dalla beva non semplicissima, ma straordinario per complessità generale. E&#8217; caratterizzato da una bella trasparenza, nel suo essere giallo paglierino chiaro. Al naso è un&#8217;esplosione di aromi. Da un&#8217;importante idea di mineralità emergono sensazioni erbacee, fruttate, floreali, nobili e pulite. In bocca è caratterizzato da un&#8217;acidità di tutto rispetto e da una mineralità inaspettata. E&#8217; anche grasso e rimane vibrante fino alla fine. <span style="font-style:italic;">&#8220;Tenetelo in cantina&#8221;, </span>dice<span style="font-style:italic;">, &#8220;che saprà stupirvi ancora di più, tra qualche anno.&#8221;</span></p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1490" title="Rosso" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Rosso.jpg" alt="Rosso" width="180" height="180" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><a name="2">Rosso di Montalcino DOC &#8211; Il Paradiso di Manfredi 2006</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Sangiovese</p>
<p>Esemipo classico in cui il fratellino minore riceve le stesse cure ed attenzioni del maggiore. Perchè è vino rosso dal grandissimo carattere, che fa impallidire i tanti rossi di Montalcino assaggiati prima di lui. E&#8217; sangiovese al massimo del suo giovane splendore. Viola, ciliegia, ribes, origano, salvia sono alcuni riconoscimenti che ho buttato giù sul taccuino. In bocca è nervoso e molto fine nonostante le parti dure siano imponenti. Il tutto scorre sul palato con grande leggerezza. Piacevolissimo.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1491" title="Brunello" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Brunello.jpg" alt="Brunello" width="180" height="180" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><a name="3">Brunello di Montalcino Riserva DOCG &#8211; Il Paradiso di Manfredi 2000</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Sangiovese</p>
<p>Il corredo aromatico dei Brunelli di Manfredi è sempre incredibile e si racchiude in particolar modo in questa riserva, che custodirò gelosamente in cantina per parecchio tempo. Spezie dolci e sensazioni balsamiche sono solo un puntino su una i caratterizzata da sentori di cuoio, di tabacco, di fiori rossi intensi ma gentili. Il tannino è vibrante, giovane, vigoroso ed elegantissimo. Rimane sul palato fino alla fine, picevolissimo. Per fortuna che hanno fatto questa riserva, anche se era annata non eccezionale..</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/05.png"></div>
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		<title>Roberto Lepri – Azienda Agrituristica Baldassarri, Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 20:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Baldassarri]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Lepri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un po&#8217; atipico. Per gli uvaggi utilizzati, soprattutto. Che uno si aspetterebbe, dall&#8217;Umbria e nello specifico proprio da Perugia, un po&#8217; le solite cose, al limite tagliate con qualche vitigno alloctono. Non da queste parti. Qui si vinificano in purezza merlot, cabernet sauvignon e pinot grigio. Poi, se non siete proprio di qui, saranno anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; atipico. Per gli uvaggi utilizzati, soprattutto. Che uno si aspetterebbe, dall&#8217;Umbria e nello specifico proprio da Perugia, un po&#8217; le solite cose, al limite tagliate con qualche vitigno alloctono. Non da queste parti. Qui si vinificano in purezza merlot, cabernet sauvignon e pinot grigio. Poi, se non siete proprio di qui, saranno anche piuttosto difficili da trovare, che se ne producono poco più di tremila bottiglie, da circa un ettaro e mezzo di vigneti. Con pochissimi interventi, per preservarne al massimo il carattere. Tutto in famiglia, insomma. Ed, infatti, su quegli stessi terreni che ospitano le vigne, sorge il loro bellissimo agriturismo, contornato principalmente da uliveti. Un oasi di pace. Soprattutto per essere davvero ad un passo dalla città.</p>
<p style="text-align: center;">Roberto Lepri &#8211; Az. Agrituristica Baldassarri</p>
<p style="text-align: center;">Strada San Vetturino, 17<br />
06126 Perugia<br />
Tel/Fax 075.31606<br />
Cell 338.8156147
</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><a name="1">Umbria IGT &#8211; Roberto Lepri, Pinot grigio 2007</a></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1493 cornice" title="pinotgrigio" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/pinotgrigio.jpg" alt="pinotgrigio" width="250" height="182" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Pinot grigio</p>
<p>Ecco. Si parte con l&#8217;assaggio indiscutibilmente migliore. Un pinot grigio intenso e caldo. Ma allo stesso tempo avvolgente e piacevole. Il colore è giallo paglierino deciso. I profumi raccontano un vino appena minerale, fruttato e floreale. Stupisce per struttura, freschezza e persistenza. Sul finale ritornano le note fruttate, appena arrotondate.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><a name="2">Umbria IGT &#8211; Roberto Lepri, Alba Rossa 2006</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1494 cornice" title="albarossa" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/albarossa.jpg" alt="albarossa" width="250" height="191" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Cabernet sauvignon</p>
<p>Cabernet tipico, molto netto e pulito, sia al naso che in bocca. Archetti ampi e piuttosto densi per un bel rosso rubino scuro con qualche riflesso violaceo. In bocca è giovane, fresco, abbastanza sapido, con i tannini ancora un po&#8217; verdi ma già con una bella lunghezza che si conclude con una nota leggermente amarognola.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><a name="3">Colli Perugini DOC &#8211; Roberto Lepri, Luce di Gemma 2005</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:900;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1495 cornice" title="lucedigemma" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/lucedigemma.jpg" alt="lucedigemma" width="250" height="170" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Merlot</p>
<p>Come per il cabernet anche il merlot si lascia ricordare per la sua giustezza stilistica. Grande rispetto per le note dei vitigni, dicevo in apertura. Appunto. Il naso è intenso, appena pungente, fruttato e speziato con un retrogusto leggermente animale. Diciotto mesi di legno si sentono ma non invadono eccessivamente. E&#8217; rotondo, morbido, ma al tempo stesso lineare. Media astringenza per un tannino molto piacevole. Termina chiudendo un cerchio, anche se forse rimane un po&#8217; neutro sul finale.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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		<title>Casa Vinicola Cav. G.B. Bertani, Grezzana (VR)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 13:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Bertani]]></category>
		<category><![CDATA[Valpolicella]]></category>

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		<description><![CDATA[Della visita a Bertani, durante lo scorso &#8211; caldissimo &#8211; fine settimana, mi limiterò a scrivere che mi ha colpito per grandezza e per organizzazione produttiva. Di Villa Arvedi, nella zona classica della denominazione, dirò che è bellissima e che sapere che il grande parco che si trova alle sue spalle non è aperto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1507 cornice" title="Bertani" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/001-300x213.jpg" alt="001" width="300" height="213" /></p>
<p>Della visita a Bertani, durante lo scorso &#8211; caldissimo &#8211; fine settimana, mi limiterò a scrivere che mi ha colpito per grandezza e per organizzazione produttiva.</p>
<p>Di Villa Arvedi, nella zona classica della denominazione, dirò che è bellissima e che sapere che il grande parco che si trova alle sue spalle non è aperto al pubblico è un peccato per tutta la Valpolicella.</p>
<p style="text-align: center;">Casa Vinicola Cav. G.B. Bertani</p>
<p style="text-align: center;">Località Novare &#8211; 37020 Arbizzano di Negrar (VR)<br />
Tel. 045 6011211<br />
<a href="http://www.bertani.net">www.bertani.net</a></p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="1">IGT Delle Venezie &#8211; Bertani, Due Uve 2007</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1508 cornice" title="IGT Delle Venezie - Bertani, Due Uve 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/bertani_dueuve_lab_lg.jpg" alt="bertani_dueuve_lab_lg" width="250" height="177" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Pinot Grigio, Sauvignon blanc</p>
<p>Dal giallo poaglierino molto chiaro l&#8217;impressione è quella di un blend molto &#8216;femminile&#8217;. Il naso, fine e delicato, fruttato, floreale, leggermente minerale, ricorda chiaramente il sauvignon. In bocca l&#8217;attacco è secco, continua equilibrato e finisce molto pulito. Elegante nella sua semplicità.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="2">Soave DOC &#8211; Bertani, Sereole 2007</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Garganega</p>
<p>Soave che nasce da una vendemmia tardiva. E lo si vede, anche dal colore. In bocca è grasso, rotondo, equilibrato, importante. Da ricordare per la freschezza in uscita e per l&#8217;ottima persistenza.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="3">Veneto IGT &#8211; Bertani, Le Lave 2006</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1509 cornice" title="Veneto IGT - Bertani, Le Lave 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/lelave_bertani_large.jpg" alt="lelave_bertani_large" width="250" height="204" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Chardonnay, Garganega</p>
<p>Se in apertura va certamente detto che è molto giovane &#8211; è stato imbottigliato da meno di un mese &#8211; e che l&#8217;affinamento in bottiglia deve certamente fare il suo dovere, continuerei scrivendo che comunque parecchi muscoli sono già al loro posto. Lo si nota dal colore, giallo paglierino molto carico. Anche dagli aromi espressi al naso, ricchi, in cui la nota del passaggio in legno è ancora molto evidente dietro ad un attacco speziato e fruttato. In bocca l&#8217;acidità la fa da protagonista ed è un preludio ad un finale lungo e piacevole, seppur necessiti ancora di tempo per esprimersi al meglio.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="4">Veneto IGT &#8211; Bertani, Le Lave 1997</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Chardonnay, Garganega</p>
<p>Oro giallo, più delicato sui bordi. Naso di straordinaria pulizia. Mele cotte, frutta candita, una bella sensazione giustamente eterea. In bocca rimane cremoso, con il supporto di una bella spalla acida. Perde qualcosa in persistenza, dopo un&#8217;uscita di comunque grande eleganza.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="5">Valpolicella Classico Superiore DOC &#8211; Bertani, Villa Novare, Vigneto Ognisanti 2005</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Corvina, Rondinella, Molinara</p>
<p>Per essere un Valpolicella Superiore si caratterizza per una bevibilità straordinaria. Ha un futto carico ma pulito. E&#8217; equilibrato ed ha una bella corrispondenza con le sensazioni olfattive. Tannino vellutato. Interessante.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="6">Valpolicella Classico Superiore Ripasso DOC &#8211; Bertani, Villa Novare 2005</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1510 cornice" title="Valpolicella Classico Superiore Ripasso DOC - Bertani, Villa Novare 2005" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/villanovare_valpo_large-249x300.jpg" alt="villanovare_valpo_large" width="249" height="300" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Corvina, Rondinella, Molinara</p>
<p>Rosso rubino con riflessi violacei. Naso nervoso, fruttato, leggermente etereo, ancora vinoso. In bocca emerge una nota alcolica che tende a coprire i tannini e le parti più fresche. Nasce importante. Da sapere aspettare.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="7">Valpolicella Valpantena Ripasso DOC &#8211; Bertani, Secco-Bertani 2005</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1511 cornice" title="Valpolicella Valpantena Ripasso DOC - Bertani, Secco-Bertani 2005" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/secripasso_bertani_large.jpg" alt="secripasso_bertani_large" width="250" height="188" /></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Corvina, Rondinella, Molinara</p>
<p>Forse l&#8217;assaggio più interessante della giornata. Perchè vino &#8216;ruvido&#8217;, molto lineare, pulito, da cui emerge una certa sensazione di artiginalità. Al naso si ricordano intensità e complessità. Non scontato, anzi. Sentori fruttati e floreali fanno emergere anche sensazioni speziate e leggermente animali. In bocca è nervoso, secco, elegante. Finisce lungo lasciando una sensazione di uva. Bello.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 900;"><a name="8">Recioto della Valpolicella Valpantena DOC &#8211; Bertani 2005</a></span></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Corvina, Rondinella</p>
<p>Mi è piaciuto per il finale. E parto da lì. Da quella sensazione secca ed elegante che rimane davvero a lungo. Ritornando all&#8217;inizio, invece, sarebbe da notare l&#8217;estrema gioventù, ancora, dell&#8217;assaggio. Rosso rubino scuro e concentrato. Naso di visciole, di leggere speziature, di umidità. Equilibrato e consistente. Giustamente tannico e comunque armonico. Bella bevuta.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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