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	<title>enoiche illusioni &#187; Letterature</title>
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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>La guida ai vitigni d’Italia di Slow Food</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 10:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Giavedoni]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Gily]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso ci si imbatte con colpevole ritardo in qualcosa di fondamentale. &#8220;Ad averlo preso prima&#8220;, viene da dire. Avrei per dire evitato di sostenere per troppo tempo che il Trebbiano d&#8217;Abruzzo è sinonimo del Bombino. Quando invece, cito testualmente, &#8220;le difficoltà che si incontravano nel distinguerlo nettamente dal Trebbiano toscano e dal Bombino bianco hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/guida-ai-vitigni-dItalia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8332" title="Guida ai vitigni d'Italia" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/guida-ai-vitigni-dItalia.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a>Spesso ci si imbatte con colpevole ritardo in qualcosa di fondamentale. &#8220;<em>Ad averlo preso prima</em>&#8220;, viene da dire. Avrei per dire evitato di sostenere per troppo tempo che il Trebbiano d&#8217;Abruzzo è sinonimo del Bombino. Quando invece, cito testualmente, &#8220;<em>le difficoltà che si incontravano nel distinguerlo nettamente dal Trebbiano toscano e dal Bombino bianco hanno portato all&#8217;iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà della Vite solo nel 1994</em>&#8220;. O scoprire che il Grechetto di Todi è gemello del Pignoletto. Il Blanc de Morgex del Prié Blanc e, ma questa è più facile, che Cannonau, Grenache, Alicante, Roussillon, Gamay del Trasimeno e Tai Rosso sono tante facce della stessa medaglia.</p>
<p>Il volume curato da Fabio Giavedoni e Maurizio Gily è uno di quelli fondamentali. Seicento vitigni, di cui oltre a oltre la metà è dedicata una scheda mai avida di dettagli, dalla storia alla diffusione, dalla pianta al vino. E poi tutti i sinonimi, un&#8217;ampio glossario, le biografie dei più importanti ampelografi della storia.</p>
<p>In due parole, da avere.</p>
<p><em><a href="http://editore.slowfood.it/editore/ita/dettagli.lasso?cod=9788884992420">Slow Food Editore, 14 euro</a>.</em></p>
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		<title>L&#8217;invenzione della gioia &#8211; Il nuovo libro di Sandro Sangiorgi</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 11:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[L'invenzione della gioia]]></category>
		<category><![CDATA[Porthos]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Sangiorgi]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che ho appena nominato Sangiorgi in relazione ad un suo libro del 2003, quello sull&#8217;Amarone, vorrei segnalare che lunedì prossimo 7 febbraio verrà finalmente presentato a Roma il suo nuovo attesissimo lavoro: L&#8217;invenzione della gioia, sogno, civiltà, linguaggio. Tutti i dettagli sul sito di Porthos.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che ho appena nominato Sangiorgi in relazione ad un suo libro del 2003, quello sull&#8217;Amarone, vorrei segnalare che lunedì prossimo 7 febbraio verrà finalmente presentato a Roma il suo nuovo attesissimo lavoro: <em>L&#8217;invenzione della gioia, sogno, civiltà, linguaggio</em>.</p>
<p>Tutti i dettagli sul sito di <a href="http://porthos.it/index.php?option=com_jcalpro&amp;Itemid=156&amp;extmode=view&amp;extid=84">Porthos</a>.</p>
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		<title>Il vino a Roma, di Slawka G. Scarso</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 10:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Il vino a Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Slawka G. Scarso]]></category>

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		<description><![CDATA[Per rimanere in topic, e mi riferisco ai libri di carta come Slow Wine, segnalo velocemente questa nuova guida dedicata &#8220;alle migliori aziende vinicole del Lazio e ai locali in cui bere bene nella capitale&#8220;. L&#8217;autrice, Slawka G. Scarso (si, per fugare ogni dubbio la conosco ed è stata così gentile da farmi avere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6856" title="Il vino a Roma" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Il-vino-a-Roma.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p>Per rimanere <em>in topic</em>, e mi riferisco ai libri di carta come <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/10/slow-wine/">Slow Wine</a>, segnalo velocemente questa nuova guida dedicata &#8220;a<em>lle migliori aziende vinicole del Lazio e ai locali in cui bere bene nella capitale</em>&#8220;. L&#8217;autrice, <a href="http://www.marketingdelvino.it/">Slawka G. Scarso</a> (si, per fugare ogni dubbio la conosco ed è stata così gentile da farmi avere una copia del libro) racconta con dovizia di particolari una marea di enoteche, wine bar, in generale posti dove poter contare su di un buon bicchiere a Roma. Il libro è piacevole e sempre scorrevole e si divide in tre grandi categorie. Nella prima ecco un lungo elenco di posti dove poter &#8220;bere in mescita&#8221; seguito poi &#8220;da bere a casa&#8221; e &#8220;da scegliere tra le aziende del Lazio&#8221;. E attenzione, non si tratta di brevi schede come quelle che si potrebbero trovare su di una qualunque guida turistica. No, qui si tratta di due pagine fitte fitte di informazioni, consigli, aneddoti legati a quel particolare indirizzo. Un amico romano particolarmente addentro a certe questioni, interrogato in proposito, mi ha confermato la validità delle insegne (anche se in questo senso avevo pochi dubbi). Tutto bello quindi, in particolare le pagine che, alla fine, suddividono i vari locali in base al quartiere. Un indice per zone utile per chi, come me, non è praticissimo della capitale. Anzi, un&#8217;idea per la prossima edizione potrebbe essere quella di affiancare anche una piccola mappa della città che io, per dire, non saprei dire <em>esattamente</em> dove si trovi la Tuscolana. Ma non è un problema, vorrà dire rimarrò a bere in centro.</p>
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		<title>Slow Wine</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 22:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Chapeau. Al di là delle chiocciole o dei grandi vini o quellocheè lo devo dire. Slow Wine è una guida bellissima. La guardo, la sfoglio avidamente, la leggo, e penso che -finalmente- c&#8217;è una guida in cui il territorio è protagonista indiscusso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chapeau. Al di là delle chiocciole o dei grandi vini o <em><a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/09/su-slow-wine-la-nuova-guida-ai-vini-di-slow-food/">quellocheè</a></em> lo devo dire. Slow Wine è una guida bellissima. La guardo, la sfoglio avidamente, la leggo, e penso che -finalmente- c&#8217;è una guida in cui il territorio è protagonista indiscusso.</p>
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		<title>Pietre Colorate, terra radici mani</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 11:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Intravino]]></category>
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		<category><![CDATA[Vinix Live!]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo letto di Pietre Colorate su Intravino. Mi ci ero imbattuto, era un Vinix Live!, anche alcuni amici me ne avevano anche parlato. Non avevo capito, però. Solo qualche giorno fa, mentre le mani sfogliavano quelle pagine ruvide e dalla grammatura pesante mi sono reso conto dell&#8217;importanza della pubblicazione. I colori, per esempio. Definiti e definitivi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6743 cornice" title="Pietre Colorate" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Pietre-Colorate.jpg" alt="" width="544" height="364" />Avevo letto di Pietre Colorate su <a href="http://www.intravino.com/persone/pietre-colorate-e-una-rivista-poetica-e-profumata-crescera/">Intravino</a>. Mi ci ero imbattuto, era un <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4284&amp;lang=ita">Vinix Live!</a>, anche alcuni amici me ne avevano anche parlato. Non avevo capito, però. Solo qualche giorno fa, mentre le mani sfogliavano quelle pagine ruvide e dalla grammatura pesante mi sono reso conto dell&#8217;importanza della pubblicazione. I colori, per esempio. Definiti e definitivi. Il font, classico ed al tempo stesso autorevole, come se i caratteri fossero più pesanti, solo lì. E poi il racconto, che il vino è argomento capace di infinite sfaccettature. Mai banale, capace di sorprendere. Non immediato ma abbastanza profondo senza apparire fine a se stesso.</p>
<p>Quattro numeri l&#8217;anno, come le stagioni. Quattro numeri di pensieri e di sensazioni, per lasciarsi trasportare. Autunno, oggi, come la foto in apertura.</p>
<p><a href="http://www.pietrecolorate.com/">Pietre colorate</a> è una bellissima pubblicazione, questo il succo.</p>
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		<title>Su Slow Wine, la nuova guida ai vini di Slow Food</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parlo da solo]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle cose che non mi riuscivo a spiegare a proposito dell&#8217;imminente ed attesissima nuova guida &#8220;Slow Wine&#8221; edita da Slow Food riguardava il come sarebbero riusciti a giustificarne una nuova uscita, o edizione, ogni anno, come tutte le altre guide. Cioè. Una delle cose che fin da subito i curatori avevano messo bene in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose che non mi riuscivo a spiegare a proposito dell&#8217;imminente ed attesissima nuova guida &#8220;<a href="http://www.slowine.it/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=171">Slow Wine</a>&#8221; edita da Slow Food riguardava il come sarebbero riusciti a giustificarne una nuova uscita, o edizione, ogni anno, come tutte le altre guide.<br />
Cioè. Una delle cose che fin da subito i curatori avevano messo bene in chiaro era il fatto che non sarebbe stata una guida come tutte le altre (Gambero Rosso, Espresso, etc.) e che, in particolare, sarebbe stata una pubblicazione capace di raccontare non solo i bicchieri, ma anche e soprattutto le cantine che li producono. &#8220;<em>Abbiamo voluto mettere in campo una diversa metodologia di valutazione, che si basa su tre parametri: rapporto qualità prezzo, eccellenza del prodotto e vicinanza alla filosofia Slow Food nelle pratiche dell’azienda (&#8230;) Non utilizzeremo però punteggi, ma giudizi.</em>&#8221;<br />
Ecco, non riuscivo a togliermi dalla testa il fatto che una guida, per poter giustificare la propria annualità, debba obbligatoriamente raccontare e giudicare le diverse annate. E&#8217; il senso stesso della sua esistenza. Se fosse solo un discorso di cantine basterebbe una pubblicazione una tantum, magari con riedizioni aggiornate ogni <em>tot</em>.<br />
Poi ho finalmente capito. Basta <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2010/09/16/il-grande-vino-di-sf-e-il-nuovo-tre-bicchieri/">dare i premi</a> ai migliori vini assaggiati (anche se questa non è esattamente una novità assoluta, forse).</p>
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		<title>Porthos</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 17:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Porthos]]></category>

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		<description><![CDATA[Porthos è un&#8217;idea. Ma anche una pubblicazione trimestrale, una casa editrice ed una scuola. Porthos è raccontare il vino come prodotto culturale capace di emozionare. Porthos è aspettare. Guardare la cassetta della posta con aria interrogativa e, magari qualche giorno dopo, scartare il pacchetto velocemente, tornando per un momento bambino. Porthos è la ruvidità della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6087 cornice" title="Porthos" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Porthos1.jpg" alt="" width="544" height="329" /></p>
<p>Porthos è un&#8217;idea. Ma anche una pubblicazione trimestrale, una casa editrice ed una scuola. Porthos è raccontare il vino come prodotto culturale capace di emozionare.<br />
Porthos è aspettare. Guardare la cassetta della posta con aria interrogativa e, magari qualche giorno dopo, scartare il pacchetto velocemente, tornando per un momento bambino.<br />
Porthos è la ruvidità della carta, proiezione archetipale di artigianalità perdute.<br />
Porthos è riflessione sull&#8217;odierno, ma è anche ritrovarsi a leggere articoli di anni prima, con magari maggiore curiosità e consapevolezza.<br />
Porthos è lasciarsi cullare, dalle immagini e dalla scrittura.<br />
Porthos è un momento, <em>quel</em> momento, quando ogni assaggio diventa unico ed irripetibile.<br />
Porthos è chiedersi perchè, senza voler necessariamente trovare una risposta.<br />
Porthos, forse, è il vino che vorremmo.</p>
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		<title>Jay McInerney ed il Sagrantino di Montefalco</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[House&Garden]]></category>
		<category><![CDATA[Jay McInerney]]></category>
		<category><![CDATA[Sagrantino di Montefalco]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimanendo in tema Sagrantino era da tempo che volevo postare questo articolo di Jay McInerney* sul Sagrantino di Montefalco apparso a maggio 2004 su House&#38;Garden. Anche se certamente datato è sicuramente interessante. Pagina 1 (jpg, 926,7 KB) Pagina 2 (jpg, 1,0 MB) *Si, è uno dei miei scrittori di riferimento. E si, ha scritto regolarmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2640 cornice" title="Jay McInerney" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Square.png" alt="Jay McInerney" width="294" height="294" /></p>
<p>Rimanendo in tema Sagrantino era da tempo che volevo postare questo articolo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jay_McInerney">Jay McInerney</a>* sul Sagrantino di Montefalco apparso a maggio 2004 su House&amp;Garden. Anche se certamente datato è sicuramente interessante.</p>
<p><a href="http://img132.imageshack.us/img132/733/jay1k.jpg" target="_blank">Pagina 1</a> (jpg, 926,7 KB)</p>
<p><a href="http://img15.imageshack.us/img15/3198/jay2hz.jpg" target="_blank">Pagina 2</a> (jpg, 1,0 MB)</p>
<p>*Si, è uno dei miei scrittori di riferimento. E si, ha scritto regolarmente di vino sulla stessa rivista. In effetti, anche due suoi libri sono profondamente influenzati dal mondo del vino: &#8216;Bacchus and Me: Adventures in the Wine Cellar&#8217; del 2000 e &#8216;A Hedonist in the Cellar: Adventures in Wine&#8217; del 2006.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le più belle strade del vino, Itinerari in Europa tra filari e vigneti</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2009/08/le-piu-belle-strade-del-vino-itinerari-in-europa-tra-filari-e-vigneti/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 21:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Santini]]></category>
		<category><![CDATA[Ornella D'Alessio]]></category>

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		<description><![CDATA[E così mi ritrovo tra le mani un bellissimo libro, che difficilmente avrei comperato, di quelli che magari avrei sfogliato in libreria pensando &#8216;hey, questo si che è fatto bene&#8217;, ma che poi avrei scartato per destinare i miei fondi altrove. Perchè è vero, forse, che scrivere delle più belle strade del vino d&#8217;Europa può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2553 cornice" title="Le più belle strade del vino, Itinerari in Europa tra filari e vigneti" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/lepiùbellestradedelvino.png" alt="lepiùbellestradedelvino" width="294" height="294" /></p>
<p>E così mi ritrovo tra le mani un bellissimo libro, che difficilmente avrei comperato, di quelli che magari avrei sfogliato in libreria pensando &#8216;hey, questo si che è fatto bene&#8217;, ma che poi avrei scartato per destinare i miei fondi altrove.<br />
Perchè è vero, forse, che scrivere delle più belle strade del vino d&#8217;Europa può apparire scontato: in fondo le regioni sono le più famose, Roja, Bordeaux, Champagne, Borgogna, Alsazia, Langhe, Chianti, Mosella, Tokaj e tante altre. Ma. C&#8217;è un ma. Capita che il libro che mi ritrovo tra le mani sia corredato da fotografie splendide, che racconti i territori in modo semplice ma non scontato. Che consigli le cantine con metodo, per ogni regione; le più famose magari, ma è giusto così, per la maggior parte dei casi è fama meritata.<br />
Ho letto con interesse il capitolo dedicato all&#8217;Umbria e credo non aggiungerei una riga a quanto scritto. Semplice, facile, decifrabile. Giusto, se mi passate il termine.<br />
E certo, c&#8217;è qualche perplessità di fronte all&#8217;assenza di regioni storicamente rilevanti come la Valpolicella, o emergenti, come la Campania, tanto per dire. E se un intera sezione è dedicata alla Francia meridionale, perchè non fare lo stesso con l&#8217;Italia, invece di spendere sedici pagine per la Sicilia? Ma tant&#8217;è, Ornella D&#8217;Alessio e Marco Santini hanno confezionato un volume godibilissimo, che fa venire voglia di saltare in macchina e partire, perdendosi a girovagare per vigne, lasciando ogni problema alle spalle.</p>
<p>Su IBS, <a href="http://www.ibs.it/code/9788841856741/d-alessio-ornella-santini-marco/pi-ugrave-belle-strade-del.html">qui</a>.</p>
<p>Alle spalle, poi, dicevo. Domani parto per girovagare un po&#8217; la Scozia, territorio che mi attirava da troppo tempo per rimandare ancora. Il blog starà fermo un po&#8217;, e mi dispiace, ma è giusto così. Buone vacanze, a presto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le migliori 99 maison di Champagne 2009</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2009/04/le-migliori-99-maison-di-champagne-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 05:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Lupetti]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Burei]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Geoffroy]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordavo di aver incrociato, al tempo, qualche informazione, ai tempi della presentazione a Merano durante il Wine Festival, a proposito di una guida su quella parte di Francia che cerco di approfondire da tempo. Ci è voluto però il consiglio di un amico che considero mio opinion leader sull&#8217;argomento per convincermi all&#8217;acquisto. Inevitabile e fondamentale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1256" title="Square_2" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Square_2-300x300.png" alt="Square_2" width="300" height="300" /></p>
<p>Ricordavo di aver incrociato, al tempo, <a href="http://vinodaburde.simplicissimus.it/2008/11/11/la_prima_guida_agli_champagne_per_iphone_le_migliori_99_maison_di_champagne_di_lupetti_e_burei/">qualche informazione</a>, ai tempi della presentazione a Merano durante il Wine Festival, a proposito di una guida su quella parte di Francia che cerco di approfondire da tempo. Ci è voluto però il consiglio di un amico che considero mio opinion leader sull&#8217;argomento per convincermi all&#8217;acquisto.</p>
<div>Inevitabile e fondamentale una parte introduttiva sulla storia dello Champagne, sui vitigni utilizzati, sulla vinificazione ed una breve intervista a Richard Geoffroy &#8211; Chef de Cave di Dom Pérignon &#8211; a condire il tutto. Qualche pagina su sigle ed abbinamenti e poi la guida vera e propria: novantanove delle più note e meglio distribuite Maison. Le schede sono impeccabili per chiarezza: all&#8217;indirizzo ed il nome dell&#8217;importatore segue una descrizione dell&#8217;azienda che affronta due tematiche fondamentali per capirne l&#8217;approccio, storia e stile. A fronte le degustazioni degli Champagne prodotti. Note veloci, pulite, di grande personalità ma, soprattutto, estremamente dirette e lineari. A concludere, utilissimo per chi decidesse di fare un giro in zona, l&#8217;indice delle cantine per villaggio.</div>
<p>A cura di Alberto Lupetti e Luca Burei. Un acquisto <span style="font-style:italic;">fondamentale</span>.</p>
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