Colli Euganei DOC – Il Mottolo, Serro 2005

MottoloUvaggio: Merlot 60%, Cabernet franc 25%, Cabernet sauvignon 15%

Il taglio bordolese padovano, va detto, ha stupito per piacevolezza. Rosso rubino scuro, scorrevole, con un’unghia appena violacea si caratterizza per uno spettro olfattivo molto caratteristico dell’uvaggio. In particolar modo escono il cabernet, con le sue caratteristiche note erbacee, di peperone verde, ed il merlot, con un frutto rosso giovane, scuro, ma morbido e carezzevole. Grande scorrevolezza come grande linearità. Equilibrato come ci piace, con una sapidità viva e con un finale molto pulito. Un ulteriore affinamento in bottiglia non potrà che migliorarlo.

[s3]

Amarone della Valpolicella Classico DOC – Cantina Valpolicella, La Sorte 1998

La SorteUvaggio: Non pervenuto (Corvina, Rondinella, Molinara?)

Io questo non lo conoscevo proprio. Cioè. Conoscevo la Cantina Valpolicella, ma questo Amarone proprio non lo avevo mai visto, ed in rete ho trovato ben poco. Granato scuro, l’unghia appare appena aranciata e la trama, in generale, racconta una bevuta fitta. Al naso, così, senza nascondersi, stupisce per profondità diretta. I sentori sono appena animali, di cuoio, di liquirizia, di confetture rosse. E se in bocca l’attacco è appena etereo riesce comunque a librarsi sul palato grazie ad una bella freschezza ed acidità. Davvero niente male.

Ma voi ne sapete qualcosa di più? Sulla provenienza, intendo.

[s4]

Amarone della Valpolicella Valpantena DOC – Bertani, Villa Arvedi 2005

Villa ArvediUvaggio: Rondinella, Corvina

Ribes nero, amarena, ciliegia matura; tutte confetture scure, spezie morbide. Sai che potevi aspettare qualche anno per questa bevuta. Sai anche che sono aromi che si evolveranno acquistando in eleganza e complessità. Avevi voglia però di una bottiglia per il dopo cena, un vino da meditazione che non fosse dolce. Ed il suo essere vellutoso non ha tradito le attese. Anche in bocca, dove un tannino comunque importante non infastidiva, ma dava profondità e ti accompagnava al finale, lunghissimo, anche se morbido, comunque perfettamente in linea con gli aromi che avevi ritrovato. Giovane quindi, ma piacevolissimo.

[s4]

Soave DOC – Marco Mosconi, Corte Paradiso 2007

MosconiUvaggio: Garganega

Se l’impatto è inizialmente erbaceo, il continuo è decisamente floreale. Solo dopo appaiono aromi come la pera e la pesca, ma vanno cercati, che qui il naso è gentile. Assaggiato appare molto secco ma altrettanto lineare, emerge una sapidità di gran classe e dopo, al centro, un picco di alcolicità lo accompagna al finale, leggero e pulito. Gentile dicevo. Si, ma di gran carattere.

[s3]

Breganze Superiore DOC – Beato Bartolomeo 2006

BreganzeUvaggio: Merlot

Mentre la televisione trasmette ‘Un’ottima annata‘, e con un occhio alle avventure provenzali di Russell Crowe, mi ritrovo a scrivere del merlot che viene da Vicenza: vino abbastanza rispettoso delle caratteristiche del vitigno, nonostante tutto. Vino semplice, caratterizzato da un corredo aromatico abbastanza basico, ma piacevole, approfondito da una leggera nota erbacea. In bocca l’impatto è immediato, appena ricco nella sua giovinezza, anche tannica, ma altrettanto veloce nel lasciare il passo ad una nota eterea ed un finale piuttosto largo e poco persistente. Appena sufficiente, come ‘Un’ottima annata’.

[s2]

P.s. La foto è colpa mia. Anzi, del telefonino.

VSQ – Gini, Gran Cuvée Brut 1996

Gini, Gran Cuvée Brut 1996Uvaggio: Garganega, Chardonnay, Pinot Nero

Certo, la sboccatura è del 2004, ma ti avvicinerai comunque a questa bollicina con una certa reverenza, ché comunque dodici anni non son mica noccioline. Ti stupirà a partire dal colore, di oro giallo, carico ed intenso. Il corredo aromatico uscirà con prepotenza, a partire dal frutto candito e dalla pera prima, da una certa mineralità e fragranza poi. In bocca sarà pieno e morbidoso, caldo, comunque secco, a scapito di nervosismo generale ed acidità. La persistenza rimarrà sul palato per parecchio tempo, ricordandoti la sua età.

[s3]

Organizzare l’ufficio stampa

A volte capita che nella tua casella di posta faccia capolino un comunicato stampa. Sono per lo più anonimi, non firmati, raccontano poco di interessante e, nel peggiore dei casi, sono scritti in un italiano traballante. Altre volte invece ricevi una mail da una persona reale, che ti chiama per nome, che ti racconta qualcosa. Ti invita a Milano e, sapendo che vivi a Perugia, aggiunge che potrebbe essere una bella occasione per rivedere le strade su cui hai vissuto fino a poco tempo prima. Insomma, inizia una conversazione.

Sono sicuro che all’ufficio stampa di Santa Margherita sanno cos’è il Cluetrain Manifesto. Bravi.

Recioto della Valpolicella DOC – Trabucchi 2005

Recioto TrabucchiUvaggio: Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella, Dindarella, Oseleta

E se ieri ho scritto dell’Amarone oggi devo obbligatoriamente dedicare qualche riga al Recioto, entrambi assaggiati ieri sera. Ancora migliore, se possibile. Perchè più in tensione, più dritto, estremamente elegante. Naso complessissimo di frutti rossi scuri. Marmellate e passiti. Idee anche balsamiche. Spezie austere. In bocca ha una rotondità ed una freschezza straordinarie. E’ armonico nel suo essere completo, dall’attacco, fino a quell’idea che rimane sul palato parecchio tempo dopo averlo assaggiato. Son soddisfazioni da bere.

[s4]