Veneto IGT – La Biancara di Angiolino Maule, Sassaia 2008

Veneto IGT - La Biancara di Angiolino Maule, Sassaia 2008
Uvaggio: Garganega 85%, Trebbiano 15% | Prezzo: <10 €

Certo che a trovarsi nel bicchiere, magari senza la dovuta preparazione, una garganega de La Biancara si potrebbe rimanere spiazzati, almeno all’inizio. Ad avvicinarsi invece ai vini di Angiolino Maule con curiosità l’effetto sarà probabilmente di piacevole sorpresa. Penso prima ai colori, di rara intensità. Antichi, quasi. Soprattutto, poi, alle sensazioni di profonda mineralità che per la tipologia sanno offrire. E non è un caso. Sono sensazioni volute, che la pianta si deve radicare ben bene nel terreno per poi tirare fuori quanto di meglio i sedimenti vulcanici hanno da offrire.

Anche il Sassaia, il più basico forse di tutta l’offerta, non è indenne dalle sopracitate caratteristiche. E’ assaggio denso e profondo, che esprime sentori di gesso, di pietre levigate, di fiori gialli. Appena monocorde, forse. Ma è idea che scompare velocemente, che in bocca è pieno, forse barocco seppur semplice e scorrevole. Acidità sostenuta, lieve tannicità, finale dal frutto compiuto. Molto più che consigliato, a questo prezzo poi.

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Valpolicella Classico Superiore DOC – Zenato 2007

Valpolicella Classico Superiore DOC - Zenato 2007

Uvaggio: Corvina 80%, Rondinella 10%, Sangiovese 10%. | Prezzo: <10 €

Da Zenato un Valpolicella che coniuga freschezza e corpo, per una bicchiere inaspettato.
Rosso rubino scuro e solo a tratti concentrato gioca le sue carte migliori con una certa fragranza del frutto. I sentori sono floreali, appena vegetali, lontanamente pungenti. In bocca l’ingresso è certamente secco e lineare. Nel mentre, poi, tende ad allargarsi e riempire il palato, ricordando il suo essere al tempo stesso bevuta asciutta e vellutata. Andando a cercare nella persistenza si scoprirebbe una bella armonia, con una sensazione di frutti rossi che ritorna diretta. Una bevuta giusta, praticamente.

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VSQ – Cantina di Soave, Equipe 5, Riserva dei Cinque Brut N.V.

Riserva dei cinque

Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero | Sboccatura: 2006

Il colore è quello dell’oro giallo. I sentori raccontano di cremosità, di piccola pasticceria, di lieviti, appena smorzati, di mela e canditi. E’ naso in generale di grande morbidezza e delicatezza. In bocca ritorna molto il racconto olfattivo, parte di una trama molto vellutata. Chiaro, aperto oggi, dopo quasi tre anni di cantina, paga qualcosa in termini di freschezza ma lascia comunque intravedere bellezza e femminilità.

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Prosecco di Conegliano DOC – Carpenè Malvolti, Extra Dry N.V.

Carpene Malvolti

Uvaggio: Prosecco

Allora se negli ultimi tempi vi è capitato di salire sul collegamento veloce – Frecciarossa – tra Roma e Milano avrete sicuramente notato che, dopo la partenza da ogni stazione, una gentile quanto (appena) fastidiosa voce femminile regolarmente avvisa che in prima classe sta per essere servito un breve benvenuto: un quotidiano, qualche snack, ed un bicchiere di Prosecco Carpenè Malvolti. Non ho resistito. Visto sullo scaffale del supermercato dovevo sapere di cosa si trattasse. Va detto che – come potete vedere sul sito – la gamma è piuttosto ampia e che questo extra dry è alla base, anche come prezzo (di poco superiore ai cinque euro) della loro piramide di produzione. Dalla spuma vivace scrivo velocemente di un naso basico ma estremamente lineare. Molta tipicità nel raccontare sentori principalmente di fiori bianchi e di frutta come la pera e la pesca. Estremamente bevibile, in bocca rimane dritto grazie ad una bella sensazione di spiccata freschezza. Bevuta molto equilibrata, non manca di rotondità, in particolare sul finire del palato. Complessivamente piacevole, davvero.

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Bianco di Custoza Passito DOC – Menegotti, Eliodoro 2003

EliodoroUvaggio: Cortese 40%, Garganega 30%, Trebbiano 20%, Malvasia 10%

Piacevole perchè emergono sia una bella freschezza che un certo nervosismo. Vibrante, quasi. Il colore è quello dell’oro giallo, al naso emergono idee cremose, anche di piccola pasticceria, agrumate e di vaniglia. Non è assaggio scontato, anzi. Finisce lungo, ritornando con una certa precisione sulle note olfattive. Carezzevole.

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5 ottimi motivi per tornare a Villa Boschi (e a Villa Favorita)

Villa BoschiAllora come avevo già scritto a caldo durante i giorni di Vinitaly, a Verona, anche quest’anno si sono tenute due manifestazioni (l’anno scorso erano tre, almeno si è fatto un passo avanti) dedicate a cosiddetti vini naturali. Una era a Villa Boschi (Vini Veri, Triple A, Renaissance Du Terroir), l’altra a Villa Favorita (Vin Natur).

Ecco, io l’anno prossimo ci tornerò sicuramente:

– Perchè sono manifestazioni rilassate che nascono e che vedono come naturale fruitore il consumatore. Certo. Se si vende molto meglio (e si vende, certo), ma nessuno storcerà mai il naso per una richiesta di assaggio. Si è tutti lì per quello.

– Per i vini che mi ritrovo a scoprire e che cercherò di rintracciare, durante l’anno. Tra i tanti mi sono sottolineato il Gewurztraminer di Domaine Zind-Humbrecht, il Pinot nero di Domaine Sabre, la Barbera di Castello di Verduno, gli Chardonnay di Domaine Labet, i muffati di Marco Sara, i bianchi dei Clivi. Tra i tanti.

– Per gli splendidi vini che riassaggio sempre volentieri, che durante l’anno le occasioni sono certamente poche. Penso, a braccio, al Clos de la Coulée de Serrant di Joly, al Piasa Rischei di Forteto della Luja, ai Baroli di Cappellano, Rinaldi e Mascarello, al Sagrantino di Bea, al Granato di Foradori, al Brunello di Manfredi. Ma questi sono nomi noti. Il bello di Villa Boschi e Villa Favorita è proprio lasciarsi andare e scoprire nuovi assaggi.

– Per la diversità e la personalità di ogni bicchiere. Spesso basta fare un paio di metri, passando al banco successivo e l’approccio potrebbe essere completamente diverso, sicuramente capace di stupire.

– Perchè colui che vi verserà da bere (il più delle volte) è colui che il vino lo ha fatto. E lo conosce bene. E avrà piacere a raccontarvelo. E’ lì -anche- per quello.

Ci vediamo nel 2010.

Villa Boschi e Villa Favorita, a caldo.

VilleCome probabilmente sapete durante i giorni di Vinitaly si sono tenute due manifestazioni cosiddette parallele.

La prima, a Villa Boschi in provincia di Verona, schierava i produttori aderenti al Gruppo Vini Veri, alla Renaissance Du Terroir ed al manifesto della Triple A – i biodinamici quest’ultimi, per intenderci. Cappellano, Rinaldi, Paolo Bea, Coste Piane, Massa Vecchia, Podere Le Boncie, Dario Princic, Radikon, Emidio Pepe alcuni dei presenti.

La seconda, a Villa Favorita in provincia di Vicenza, vedeva protagonista l’Associazione Viticoltori Naturali, o VinNatur, fondata da Angiolino Maule. Nomi noti sono Foradori, Valentini, I Clivi, Frank Cornellissen ed altri.

Ecco, questi due bellissimi appuntamenti hanno un unico grande difetto. Non sono uno solo.

Foto di Dissapore

Da Verona sul Blog Café 2009

CremonaIn generale è bello che ci sia un premio per i blog vinosi (e cibosi). Il voto da casa ha dato i seguenti risultati:

Miglior Blog del Food:

I Piaceri della Vita

Mediterraneo in Cucina

Una Finestra di Fronte

Miglior Blog del Vino:

Divino Scrivere

Percorsi di Vino

VinoGlocal

Il Blog dei Blog:

Andrea Graziano…food & co.

Cuciniamo insieme ad Andrea

Maidireristorante

Voi li conoscevate, tutti?

Maggiori informazioni su Squisito Blog Café.

Poi, di questi giorni veronesi, scriverò più approfonditamente nei prossimi. Adesso svengo. Concedetemelo.

Amarone della Valpolicella Classico DOC – Domìni Veneti, Vigneti di Jago 2001

Square_1Uvaggio: Corvina 70%, Corvinone 20%, Rondinella 10%

Amarone, quindi. E’ assaggio vellutato e setoso. Di colore quasi granato è scurissimo e davvero impenetrabile. Al naso il meglio: una nota appena eterea fa da apripista a spezie severe, ad un frutto passito gradevolissimo e vanigliato, sul finire. In bocca è di corpo importante. Si nota un’alcolicità poderosa che rimane fino al termine, compatto e piacevole. A chiudere questo lungo inverno.

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