Vino in Valle a Perugia

Solo per segnalarvi che sabato pomeriggio alle 18.30 presso il Café di Palazzo della Penna -il museo di arte contemporanea di Perugia- presenterò insieme all’autore un libro che sono felicissimo di aver portato in città. Si tratta di “Vino in Valle, un viaggio fra i vignerons della Valle d’Aosta” di Fabrizio Gallino, meglio conosciuto come Enofaber.

Ci sarebbero un sacco di cose da scrivere a proposito di un percorso per alcuni tratti comune, ricordo quando ormai cinque o sei anni fa muovevamo entrambi i primi passi nel mondo dei blog del vino con quell’insicurezza tipica di chi non sapeva bene cosa stava facendo. I nostri percorsi da allora si sono incrociati più volte, tanto online quanto offline, facendo nascere un’amicizia tutt’altro che banale grazie ad una persona, Fabrizio, sempre disponibile a dedicare agli altri un po’ del suo tempo per un consiglio, un ammonimento, una pacca sulla spalla.

Ovviamente -e ci mancherebbe- la presentazione sarà accompagnata da alcuni bicchieri particolarmente rappresentativi delle tipologie più importanti della Valle. Qui l’evento su Facebook, inutile dire che mai come in questo caso spero riusciate a passare (l’ingresso e la degustazione sono gratuiti).

Vallée d’Aoste Pinot Nero DOC – Cave des Onze Communes 2007

Pinot nero | 10-15 €

Scuro, a guardarlo, il pinot nero valdostano. Ed anche i sentori che sprigiona sono vagamente austeri, ciliegia in primo piano, un terziario fatto di cacao ed una nota che dopo tende a diventare più dolce, appena vanigliata.

Non sfugge, in bocca attacca deciso, puntuale, piuttosto morbido. Emerge una nota alcolica di una certa importanza che accompagna tutto l’assaggio, fino ad un incedere leggermente amarognolo, su un finale piacevolmente lungo.
Coerente.

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Valle d’Aosta Chardonnay DOC – Les Crêtes, Cuvée Bois 2006


Chardonnay | 30-50 €

Pensando allo chardonnay che viene dalle valli più a nord, prima di trovarlo nel bicchiere, sarebbe facile intuire quelle suggestioni fatte più di tensioni che di tenerezze, per dire. Invece.

Invece stupisce da subito, sarà per quel colore che, deciso, sterza verso l’oro, pur con una nota più chiara che veloce attraversa il riflettersi della luce. Il naso è dirompente per intensità generale, ci vuole qualche secondo per riuscire a mettere a fuoco quelli che poi sono i tanti riconoscimenti che si andranno a scrivere avidamente sul piccolo moleskine nero. Riporto: al sottofondo di vaniglia si affiancano note di frutta gialla matura, calda e particolarmente intensa. Le note minerali, appena accennate, sembrano sopraffatte da un tutto che affianca ad una certa speziatura (ma solo accennata) una sicura vena erbacea.
In bocca è assaggio morbido, che accarezza il palato e che lo riempie. Dopo, solo dopo, una nota più piccante sembra riuscire ad affacciarsi su tali e tante sensazioni soffici, ma è la fine dell’assaggio, quando l’idea si distende sul finale, particolarmente lungo.

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Valle d’Aosta Petite Arvine DOC – Cave des Onze Communes 2008

Petite arvine | <10 €

E’ vero che di solito a parlare della Valle d’Aosta e dei bellissimi vini di quelle parti ci pensa Fabrizio però, bhè, mi ci sono imbattuto, ed è stato incontro piacevole, e mi piaceva l’idea di provare a dedicare a questo particolare vitigno qualche riga.

Particolare? Inaspettato forse, è assaggio che coniuga aromaticità e freschezze. Cioè, lo guardi e trovi un vino dal colore che sterza deciso verso sfumature dorate. E poi anche quando ci metti il naso dentro ti ritrovi davanti a quelle intensità, quasi calde. Cose che ricordano la frutta gialla, ma anche tropicalità lontane, appena ammandorlate, ma che subito ritornano sulle montagne grazie a quella mineralità amica.
E poi in bocca, ah in bocca, è lì che ti stupisce, che è bevuta nervosa e fresca. Però equilibrata, che c’è quella leggera nota alcolica che è piacevole, che lo tiene vivo, ma anche quelle leggere sapidità.

Caspita, proprio buono, ho pensato. Ecco perchè mi andava di scriverne.

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Valle d’Aosta, Chambave Moscato Passito DOC – La Crotta di Vegneron, Prieure 2007

Moscato bianco | 15-20 €

Di nuovo moscato, anzi Muscat. Questa volta però in versione passita, che affina per 12 mesi solo in acciaio.
E’ un tripudio di aromi, ovviamente tendenti al dolce: miele, zafferano, fiori di acacia, frutta bianca leggermente appassita, uvetta. Tutti profumi incastonati in gocce color ambra, dense ed intense, brillanti e scintillanti. Nell’assaggio, poi, tornano tutti supportati dall’alcool e dalla freschezza.
Morbidissimo, mai stucchevole, è invitante e se abbinato ad un erborinato un po’ deciso diventa assolutamente strepitoso. Splendido rapporto qualità/prezzo e, soprattutto, in grado di regalare emozioni.
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Valle d’Aosta, Chambave Moscato DOC – La Crotta di Vegneron 2008

Moscato bianco | <10 €

Ancora Valle d’Aosta, di nuovo su Enoiche Illusioni.
Ancora a metà della regione, poco prima di arrivare ad Aosta. I vigneti di Chambave e dei comuni limitrofi si perdono a vista d’occhio sulle colline che partono dalla Dora e si scontrano con le montagne che incombono sonnolente alle loro spalle.

Moscato o, come di dice in Valle, Muscat. Ed è uno di quelli che non ti aspetti: colore pulitissimo, paglierino scarico, aromatico, elegante, quasi dolce al naso, con albicocca e timo a fare da padroni. Ma l’entrata in bocca è una sferzata di acidità. Vino assolutamente secco e molto giovane, con le durezze nette e definitite. Quello che stupisce, alla fine, è il ritorno, gentile e delicato del frutto, quasi a voler chiedere scusa dell’irruenza iniziale. Una volta compreso il gioco di richiami e rimbalzi tra freschezza e fruttato, esprime una bevibilità invidiabile.
E rimane assaggio particolare e di sicuro interesse.

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Valle d’Aosta DOC – Grosjean, Fumin 2007

Valle d'Aosta DOC - Grossjean, Fumin 2007Uvaggio: Fumin | Prezzo: <10 €

Continuiamo con il nostro ideale viaggio tra le piccole chicche nascoste della Valle d’Aosta. Questa volta parliamo del Fumin, altro autoctono diffuso nella Valle centrale e solo di recente riscoperto dai produttori.

Nel corso dell’undicesima Rassegna dei Vini Valdostani l’ho potuto assaggiare purezza e l’idea sembra chiara: il 2007 è un vino ancora giovane e un po’ vivace, da domare, ma con stoffa. Il colore è ancora giovane, rosso rubino pieno, consistente ed impenetrabile, al naso mostra sentori di frutti di bosco, spezie, vaniglia, tabacco, zenzero ed un ricordo vago, lontano, di erbaceo. In bocca va sicuramente verso le durezze, con tannini appena ruvidi ed una freschezza netta, il tutto accompagnato da una spalla alcolica decisa. Persistente, lascia un retrogusto leggermente amarognolo.
Sicuramente è vino ancora giovane e da aspettare: le premesse, però, sembrano essere valide.

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VDT – Feudo di San Maurizio, Saro Djablo 2007

VDT - Feudo di San Maurizio, Saro Djablo 2007

Uvaggio: Barbera, Freisa, Ciliegiolo, Dolcetto, Gamay, Petit rouge, Fumin e Premetta in percentuali diverse a seconda delle annate | Prezzo: 10-15 €

Un vino fuori dai soliti canoni. Un vino fuori dalla DOC poichè sono impiegati vitigni alloctoni ed autoctoni in proporzioni variabili. Un vino prodotto con vigne vecchie almeno di 30 anni.

Anche questo assaggio si è svolto ad Aymavilles, in occasione della Rassegna dei vini valdostani. Il Feudo di San Maurizio si trova a Sarre, poco distante da Aosta e propone, oltre ai classici Doc valdostani, anche un paio di vini fuori dagli schemi, tra cui questo Djablo.
Colore è rosso rubino carico, con un leggero riflesso granato: consistente, fa intuire che ci troviamo di fronte ad un vino dotato di corpo. Al naso emerge subito la frutta sotto spirito e le spezie, tabacco e cuoio. Con il passare dei minuti si aggiungono note di liquirizia e di cacao. Tutti i sentori sono netti, puliti e intensi. In bocca è una sorpresa, è molto morbido ma allo stesso tempo corposo e dotato di una struttura notevole. Tannini setosi, sapidità e una buona persistenza completano il quadro di un assaggio davvero interessante.

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Valle d’Aosta DOC – Coopérative de l’Enfer, Vin des Seigneurs, Mayolet 2007

MayoletUvaggio: Mayolet | Prezzo: <10 €

Dopo la pausa estiva rieccomi ospite di Jacopo. Non potevo non iniziare con un vino valdostano, autoctono e un po’ particolare. Il produttore, la Coenfer di Arvier, centro dell’Alta Valle celebre per l’Enfer, i cui vitigni fanno capire veramente il concetto di viticultura eroica, si è lasciato trasportare dalla rivalutazione di un vitigno autoctono, il Mayolet che rischiava di scomparire. E la scommessa ha funzionato.

Il colore è rosso rubino, carico, acceso, limpido: il naso non è particolrmente complesso e chiama alla memoria sentori fruttati di frutti di bosco, qualche erba leggermente appassita (timo e ginepro) e una leggera speziatura, in particolar modo pepe. In bocca è più strutturato e carnoso: caldo, secco e discretamente morbido, serba ancora una discreta freschezza ed i tannini sono ben integrati. Discretamente persistente, finisce con un decisa nota amarognola che rende questo vino ideale per una cena a base di raclette o di motzetta (o mocetta) valdostana…

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