Ponte di Toi, il vermentino di Stefano Legnani

Assaggialo, poi mi dirai.

Le parole sono quelle di Carlo Tabarrini, quando ci siamo visti nella sua casa/cantina per parlare di Cantina Margò ne aveva un cartone nell’angolo. Era tornato da pochi giorni da un rendez-vous con lo stesso Stefano Legnani, anche lui piccolissimo viticoltore/artigiano ma in provincia di La Spezia. Un solo ettaro di vermentino reimpiantato nell’autunno del 2006, una sola etichetta. Questa.

All’inizio, appena aperta la bottiglia ieri sera, mi aveva un attimo spiazzato. Era bicchiere rude, intenso e particolarmente materico. All’inizio, mi riferisco ai primissimi minuti, non nascondo di aver pensato che la macerazione sulle bucce di una settimana fosse quasi eccessiva. Come se avesse schiacciato il varietale ingabbiandolo in uno schema già visto. Mai intuizione fu più sbagliata: con il passare dei minuti continuavo infatti a tornare sul vino bevendolo con gusto. Era quella straordinaria salinità che subito non avevo avvertito e che lo rendeva scattante e dinamico. Beverino ma al tempo stesso complesso e sfaccettato.

Questa sera tornando nel bicchiere mi diverto a rincorrere tutte queste sensazioni tanto mature quanto fresche. L’idea è quella di avere a che fare con un vermentino dallo spiccato carattere mediterraneo, ricco, espressivo e lungo. È la vendemmia del 2011, e l’unica cosa cui riesco a pensare adesso è dove trovarne un’altra bottiglia da bere più in là.

Ciao Carlo, l’ho assaggiato quindi. E l’ho trovato decisamente gustoso.

Un altro tranquillo weekend di vino

C’è il sole e si sta bene e sembra ci siano tutti i migliori presupposti per vivere al meglio i prossimi due giorni, a Genova.
Domani sarà Vinix Unplugged Conference. Tanti interventi e spunti interessanti.
Anche in streaming, per chi non fisicamente presente.
Poi, per tutta la giornata di lunedì, Terroir Vino. Con un sacco di produttori da scoprire.

In caso ci si vede lì, ai Magazzini del Cotone.

Terroir Vino 2009, note a margine

Terroir VinoVa detto che avresti voluto essere presente a Genova per Terroir Vino anche gli altri anni, questa era la quinta edizione, ma per tutta una serie di impegni lavorativi non eri riuscito a raggiungere la città ligure. Sbagliando, pare.
Terroir Vino, da come si legge anche sul sito, è l’evento annuale organizzato da TigullioVino.it, online magazine italiano dedicato al mondo del vino a partire dall’aprile del 2000. Occasione di verifica e confronto con i protagonisti dell’informazione online, gli operatori del vino e i lettori, Terroir Vino è un banco d’assaggio di qualità superiore: solo il meglio dei vini e degli oli effettivamente degustati dalle due commissioni degustatrici del sito, presenti i produttori.

Ti sei accorto poi, durante la giornata, che è manifestazione organizzata in modo praticamente perfetto, senza ma.
La location è quella delle grandi occasioni, Palazzo Ducale – qui e qui due foto di Studio Cru, per rendere l’idea.
Gli espositori presenti sono 125, tutti (tutti) che giocano le proprie carte sulla qualità complessiva della loro offerta e, cosa che ti sta particolarmente a cuore, erano tutti presenti, di persona (a differenza di Vini nel Mondo a Spoleto, ne avevi scritto solo pochi giorni fa).
Il servizio a supporto di Terroir Vino è il migliore in cui tu ti sia mai abbattuto. Ghiaccio sempre disponibile, come acqua, grissini, pane e, leggero stupore, tutta una serie di stuzzichini salati gentilmente serviti verso l’ora di pranzo.
L’ambiente, poi, è molto rilassato e sereno, avevi come la sensazione che fosse davvero occasione di confronto per tutti. E non è poco.

E i vini? Vista la qualità media complessiva andrebbero citati praticamente tutti. Tu, in particolare, ti sei segnato la bella pulizia del Prosecco Extra Dry de Le Vigne di Alice, la mineralità del Soave Colli Scaligeri di Sandro De Bruno, l’essere imperiale ed elegante del Grenache Cuvée Lauzettes di Domaine de la Gramière, il Canaiolo L’imbrunire ed il Chianti Rosae Mnemosis di Villa Petriolo. Ed ancora gli Aglianici tutti di Carbone, il Vermentino di Deriu ed il Cannonau ‘Sos Usos de una ‘Ia’ di Gostolai. In parallelo, poi, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia dell’Acetaia San Giacomo ed il miele d’uva di Mirco Mariotti.

Ma sei consapevole di avere assaggiato solo una piccolissima parte dei vini presenti e, con un po’ di nostalgia, ti consoli pensando all’edizione 2010 che speri davvero di non mancare.

Vinix Unplugged, un bel momento di confronto che può anche migliorare

Vinix UnpluggedCome avevo scritto qualche giorno fa oggi sono stato a Genova per Terroir Vino.

Ambiente bellissimo, tanti amici e, cosa di fondamentale importanza, molti produttori di grandi vini. Veramente niente da chiedere di più.
Ma vorrei fare un piccolo passo indietro.
Domenica, sempre a Genova, sempre a Palazzo Ducale, in una piccola sala adiacente quella dove poi oggi si è tenuta la manifestazione per cui ero in città, è stata occasione per incontrare un bel po’ di persone che sono attive online, in particolare su Vinix (variegata community dedicata al mondo vino) per una non-conferenza. Una sorta di momento di incontro e dibattito su temi che mi/ci/vi sono cari: internet, vino, interazione.
Chiunque poteva intervenire e prenotarsi un piccolo spazio di tempo per esprimere una sua idea o presentare un progetto. Tanti gli spunti quindi.

Mi dispiace per esempio essere arrivato in leggero ritardo ed essermi perso la presentazione dell’imminente nuovo progetto di Dissapore – Intravino – da Parte di Fiorenzo Sartore.
Al contrario sono felice di avere ascoltato gli interessanti motivi di riflessione di Cinzia Canzian sul fare sapere o sul sapere fare sapere (ovvero come andare incontro ai propri pubblici), la presentazione dell’Osservatorio Wine di Angela Barison, l’introduzione alla prossima European Wine Blogger Conference di Robert McIntosh, le pubbliche relazioni online di Fabio Ingrosso, iI Baratto Wine Day ideato da Davide Cocco, Terroir Amarone di Giampiero Nadali ed altri ancora.

Solo che.
Ecco, solo che, come mi sono reso conto mentre scrivevo, tanti sono stati gli spunti e pochi i momenti di confronto e dibattito. Troppi argomenti. Troppo poco tempo.La prima edizione è andata, ed è stata una soddisfazione generale per tutti essere presenti. E grazie a Filippo Ronco per averla pensata e realizzata. L’anno prossimo perchè, per esempio, non concordare precedentemente due o tre argomenti di interesse generale ed affrontare solo quelli? Potrebbe essere interessante e sicuramente più approfondito.

Su Twitter tanti piccoli post su questo incontro. Eccoli.

Terroir Vino, manca poco

Terroir Vino

Il sottoscritto domenica prossima e lunedì sarà a Genova, per Terroir Vino.L’edizione è la quinta, per me la prima. La location splendida, Palazzo Ducale. L’elenco dei produttori presenti estremamente interessante. Le premesse per una bellissima giornata ci sono davvero tutte.

Poi, domenica, ci sarà una piccola cosa dedicata al vino ed alla rete, nata dalla rete, per parlare anche della rete. Un barcamp, in pratica. Anzi, una conferenza. No, una non-conferenza, ecco.