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	<title>enoiche illusioni &#187; Emilia-Romagna</title>
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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>Barbera dell’Emilia IGT Camillo Donati 2006</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 19:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Barbera &#124; &#60;10 € Ho dovuto ricontrollare, davvero non mi ricordavo se ne avessi mai scritto. E no, in effetti. Eppure il nome di Camillo Donati è comparso su queste pagine più di una volta, sempre però legato al suo lambrusco (e sauvignon) o comunque a quella che alcuni avevano timidamente definito come la nouvelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Barbera-dellEmilia-IGT-Camillo-Donati-2006.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7951" title="Barbera dell'Emilia IGT Camillo Donati 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Barbera-dellEmilia-IGT-Camillo-Donati-2006.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a>Barbera | &lt;10 €</p>
<p>Ho dovuto ricontrollare, davvero non mi ricordavo se ne avessi mai scritto. E no, in effetti. Eppure il nome di <a href="http://www.enoicheillusioni.com/tag/camillo-donati/">Camillo Donati</a> è comparso su queste pagine più di una volta, sempre però legato al suo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/01/lambrusco-dellemilia-igt-camillo-donati-il-mio-lambrusco-2007/">lambrusco</a> (e <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/02/sauvignon-dellemilia-igt-camillo-donati-il-mio-sauvignon-2007/">sauvignon</a>) o comunque a quella che alcuni avevano timidamente definito come la <em><a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/01/la-nouvelle-vague-dei-lambruschi/">nouvelle vague</a></em> della tipologia.</p>
<p>Ho dovuto ricontrollare dicevo. Perchè è da tempo che sostengo che uno dei migliori vini che escono dalla cantina di Arola, la provincia è quella di Parma, sia la sua barbera. Una bottiglia che chiude un cerchio, che ridefinisce ai miei occhi questo vitigno così diverso in base a luogo, terreno, viticoltore. Una barbera sempre di grande espressività, leggera da bere e profonda nel rivelarsi. Un vino adorabile in tutto e per tutto.</p>
<p>Ecco, tutta questa introduzione per dire che l&#8217;altra sera ero a cena da Simone Padoan alla pizzeria <em>I Tigli</em> e in carta ho visto la barbera di Camillo Donati. Miracolo, del 2006. E certo, potrei stare qui a scrivere di quanto quella sua anima frizzante fosse solo appena sopita, di come i suoi profumi siano diventati più viscerali, più passiti, più profondi e di quanto in bocca fosse una continua sorpresa, un bicchiere chiamava immediatamente il successivo. Invece no, mi limiterò a scrivere che quella non era l&#8217;ultima bottiglia. E che è in carta a dodici euro.</p>
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		<title>VDT Cà de Noci, Notte di luna 2007</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2011/03/vdt-ca-de-noci-notte-di-luna-2007/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 23:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Cà de Noci]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Masini]]></category>

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		<description><![CDATA[Moscato giallo 50%, Spergola 30%, Malvasia aromatica 20% &#124; 15 € Mentre bevevo il Notte di luna pensavo a Giovanni Masini, anima e cuore di Cà de Noci, e di quanto si ritrovino nel vino tanti dei caratteri che rimandano a lui. Come persona dico. Un bicchiere severo e al tempo stesso dolce, schivo solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/VDT-Cà-de-Noci-Nottediluna-2007.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7774" title="VDT Cà de Noci, Nottediluna 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/VDT-Cà-de-Noci-Nottediluna-2007.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Moscato giallo 50%, Spergola 30%, Malvasia aromatica 20% | 15 €</p>
<p>Mentre bevevo il <em>Notte di luna</em> pensavo a Giovanni Masini, anima e cuore di Cà de Noci, e di quanto si ritrovino nel vino tanti dei caratteri che rimandano a lui. Come persona dico. Un bicchiere severo e al tempo stesso dolce, schivo solo all&#8217;apparenza. Fiero.</p>
<p>Questo, nello specifico, è un bianco figlio di una macerazione sulle bucce di cinque giorni, dal bellissimo colore: oro antico. Al naso non si rivela immediatamente ma vuole tempo per raccontare le sue diverse sfaccettature. Un naso certamente maturo, mai stanco, austero nell&#8217;esprimere sentori che ricordano la frutta gialla, agrumi e canditi, una speziatura più lontana. Un&#8217;aromaticità di grande spessore e fascino.<br />
In bocca è potente, dritto, secco, attraversato da una venatura più acida di grande spessore. Oltre tredici gradi, e si sente. Poi si allarga svelando le sue parti più morbide e raccontando di un assaggio particolarmente compiuto.</p>
<p>Ah, l&#8217;Emilia.</p>
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		<title>Lambrusco Mantovano DOC Corte Pagliare Verdieri 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 11:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lambrusco Viadanese &#8211; Sabbionetano &#124; 5 € Un piccolo miracolo, direttamente dalla pianura (quella vera) tra Mantova e Parma. Un lambrusco di grande beva e al tempo stesso di bella profondità. Il meglio al naso: da una parte una sorta di fragrante freschezza, quella data da quei sentori che riportano ad una certa florealità, ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Lambrusco-Mantovano-DOC-Corte-Pagliare-Verdieri-2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7757" title="Lambrusco Mantovano DOC Corte Pagliare Verdieri 2009" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Lambrusco-Mantovano-DOC-Corte-Pagliare-Verdieri-2009.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Lambrusco Viadanese &#8211; Sabbionetano | 5 €</p>
<p>Un piccolo miracolo, direttamente dalla pianura (quella vera) tra Mantova e Parma. Un lambrusco di grande beva e al tempo stesso di bella profondità. Il meglio al naso: da una parte una sorta di fragrante freschezza, quella data da quei sentori che riportano ad una certa florealità, ad un frutto rosso e fresco. Dall&#8217;altra un&#8217;intensità più viscerale, che riporta a profumi apparentemente più difficili. Un tutt&#8217;uno particolarmente intrigante.<br />
In bocca il bicchiere richiama immediatamente il successivo, c&#8217;è un momento conduttore che attraversa tutto l&#8217;assaggio appena amarognolo, anche sul finale.</p>
<p>Gustoso e buono, con un prezzo che commuove.</p>
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		<title>Emilia Bianco IGT Vittorio Graziano, Tarbianaaz 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 16:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trebbiano &#124; 10 € Era settembre 2008 e non conoscevo Vittorio Graziano. Mauro mi consigliava il suo lambrusco ed io, felicemente ignorante ed in balia degli eventi, scrivevo del suo Tarbianaaz. Sono passati due anni ed il suo Lambrusco l&#8217;ho bevuto, eccome, il suo e quello di tanti altri. In questo periodo ho anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7233" title="Emilia Bianco IGT - Vittorio Graziano, Tarbianaaz 2009" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Emilia-Bianco-IGT-Vittorio-Graziano-Tarbianaaz-2009.jpg" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p style="text-align: center;">Trebbiano | 10 €</p>
<p>Era settembre 2008 e non conoscevo Vittorio Graziano. Mauro <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/09/vdt-vittorio-graziano-tarbianaaz/#comment-525">mi consigliava</a> il suo lambrusco ed io, felicemente ignorante ed in balia degli eventi, <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/09/vdt-vittorio-graziano-tarbianaaz/">scrivevo</a> del suo <em>Tarbianaaz</em>. Sono passati due anni ed il suo Lambrusco l&#8217;ho bevuto, eccome, il suo e quello di tanti altri. In questo periodo ho anche un po&#8217; esplorato quell&#8217;Emilia fatta di &#8220;lambrusco e pop corn&#8221; e mi sono lasciato trasportare tanto dai vini quanto dai loro produttori. Ho scoperto un mondo intero, ed oggi non ne posso più fare a meno.<br />
Ho scoperto per esempio che il Tarbianaaz, questo splendido vino bianco macerato con le sue bucce, si fa ancora con il cappello in gesso, a chiudere le vinacce appena riemerse, e che poi si apre solo con l&#8217;anno nuovo, qui si è sempre fatto così. E che poi nel bicchiere è una sorpresa continua, con tutti quei rimandi ad un mondo fatto di albiccocca, di terra e di canditi, senza mai stancare. Una bocca secca, piacevolissima ed avvolgente è il passo successivo per un vino che non ci si stancherebbe mai di tenere sotto mano. C&#8217;è quasi una trama che ricorda un vino rosso, ma leggero. C&#8217;è quel calore che non è mai troppo, accompagnato da una punta più profonda, quasi minerale. Ed una chiusura di grande personalità.<br />
Ecco, quello che voglio dire è che la gioia della conoscenza è senza tempo, ci sarà sempre qualcosa da approfondire ed il Tarbianaaz è un vino che urla di felicità.</p>
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		<title>VSQ &#8211; Ermete Medici, Unique Rosé Brut 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 16:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lambrusco Marani &#124; Sboccatura: 2010 &#124; 10 € Eh, bel colore. Quel rosato appena un po&#8217; stanco, lontanamente antico, di quelli che ammaliano. E poi bollicine, tante e vigorose. Il naso affascina, che forse all&#8217;inizio appare monocorde, ma in realtà dietro sa essere al tempo stesso sfaccettato e sottile. Gentile, profumato. In bocca c&#8217;è equilibrio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6684" title="VSQ - Ermete Medici, Unique Rosé Brut 2008" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/VSQ-Ermete-Medici-Unique-Rosé-Brut-2008.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Lambrusco Marani | Sboccatura: 2010 | 10 €</p>
<p>Eh, bel colore. Quel rosato appena un po&#8217; stanco, lontanamente antico, di quelli che ammaliano. E poi bollicine, tante e vigorose. Il naso affascina, che forse all&#8217;inizio appare monocorde, ma in realtà dietro sa essere al tempo stesso sfaccettato e sottile. Gentile, profumato. In bocca c&#8217;è equilibrio, si avverte subito la realizzazione di un&#8217;idea. E poi non è fragile, anzi. C&#8217;è una vena di freschezza che porta subito al bicchiere successivo. Una punta di sapidità che sul finale si trasforma in una sensazione più calda, ad avvolgere il palato. Insomma, buono.</p>
<p>Ecco, questo tutto quello che ho pensato di quello che avevo nel bicchiere. E, davvero, non riuscivo a carpire quale potesse esserne la provenienza che, come ultimamente capita spesso con alcuni amici, la bottiglia era coperta. Champagne? No. Franciacorta? Uhm. Oltrepò? Forse.<br />
Reggio Emilia. Lambrusco. Ermete Medici &amp; Figli. Poi uno dice i pregiudizi.</p>
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		<title>Bosco Eliceo Fortana DOC &#8211; Mariotti, Duna della Puia 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 19:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fortana &#124; &#60;10 € Già la denominazione informale, vini delle sabbie, dovrebbe farci alzare un sopracciglio ed attirare la nostra attenzione. La provincia è quella di Ferrara, l&#8217;azienda si chiama Mariotti e le viti sono praticamente al mare. Per cominciare. Il Duna della Puia poi è profumatissimo, gentile, apparentemente delicato. Ci sono tutte quelle idee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6198" title="Bosco Eliceo Fortana DOC - Mariotti, Duna della Puia 2008" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Bosco-Eliceo-Fortana-DOC-Mariotti-Duna-della-Puia-2008.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Fortana | &lt;10 €</p>
<p>Già la denominazione informale, <em>vini delle sabbie</em>, dovrebbe farci alzare un sopracciglio ed attirare la nostra attenzione. La provincia è quella di Ferrara, l&#8217;azienda si chiama Mariotti e le viti sono praticamente al mare. Per cominciare.</p>
<p>Il Duna della Puia poi è profumatissimo, gentile, apparentemente delicato. Ci sono tutte quelle idee relative ad un perchè di frutta rossa, fresca, molto didascalica. C&#8217;è succo, in particolare al centro dell&#8217;assaggio, e pulizia. Si caratterizza per essere vino leggero, estremamente bevibile, nella migliore accezione possibile del termine. E godibile, ecco.</p>
<p>E ci sarebbe da aprire una lunga parentesi a proposito della passione che <a href="http://www.blogewine.blogspot.com/">Mirco Mariotti</a> trasmette, ogni volta che lo si incontra. Io, dopo aver alzato un sopracciglio, mi sono trovato a fare anche un gran sorriso. Che questo Fortana è stata una delle scoperte più piacevoli di questa calda estate.</p>
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		<title>Lambrusco Reggiano DOC &#8211; Le Barbaterre 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lambrusco Grasparossa &#124; &#60;10 € Le Barbaterre, Vini come Bio comanda, si legge in grassetto sia sul sito che sulla brochure cartacea. Così, giusto per chiarire, da subito, come stanno le cose. Ed i vini di Quattro Castella, la provincia è quella di Reggio Emilia, non tradiscono le attese, mai. Anzi, spesso riescono ad accompagnarti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6178" title="Lambrusco Reggiano DOC - Le Barbaterre 2008" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Lambrusco-Reggiano-DOC-Le-Barbaterre-20081.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Lambrusco Grasparossa | &lt;10 €</p>
<p><em><a href="http://www.barbaterre.com/">Le Barbaterre</a>, Vini come Bio comanda</em>, si legge in grassetto sia sul sito che sulla brochure cartacea. Così, giusto per chiarire, da subito, come stanno le cose. Ed i vini di Quattro Castella, la provincia è quella di Reggio Emilia, non tradiscono le attese, mai. Anzi, spesso riescono ad accompagnarti lungo un percorso inaspettato ed affascinante, pur rimanendo fedelmente ancorati alla terra da cui provengono.</p>
<p>Il Lambrusco, assaggio in divenire, ti ricorda subito che il mondo è quelle delle rifermentazioni in bottiglia, difficili ed affascinanti. Scuro, scurissimo, regala un naso concentrato ed a suo modo introverso. Rabarbaro, anche. In bocca ti aspetteresti un sorso dirompente per forza e struttura. Ed invece, invece c&#8217;è scorrevolezza e pulizia. Ritorna un po&#8217; sul frutto, in particolare verso sensazioni più gentili, come se l&#8217;uva volesse dire la sua, alla fine.<br />
Assaggio in divenire, dicevo. Sicuramente crescerà.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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		<title>Emilia IGT &#8211; Ceci, Otello Nero di Lambrusco</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 11:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lambrusco]]></category>

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		<description><![CDATA[Lambrusco Maestri &#124; 10-15 € C&#8217;è un&#8217;anima secca, nell&#8217;Otello nero. E&#8217; quella della nota vegetale, più dura, quasi pungente. E&#8217; la stessa che in bocca si trasforma in un&#8217;idea asciutta, agrappante. E c&#8217;è un anima più dolce, forse più scura. E&#8217; quella della schiuma, violacea e compatta, che al naso esprime quel sentore fruttato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6104" title="Emilia IGT - Ceci, Otello Nero di Lambrusco" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Emilia-IGT-Ceci-Otello-Nero-di-Lambrusco.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Lambrusco Maestri | 10-15 €</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;anima secca, nell&#8217;Otello nero. E&#8217; quella della nota vegetale, più dura, quasi pungente. E&#8217; la stessa che in bocca si trasforma in un&#8217;idea asciutta, agrappante.</p>
<p>E c&#8217;è un anima più dolce, forse più scura. E&#8217; quella della schiuma, violacea e compatta, che al naso esprime quel sentore fruttato e che in bocca si trasforma in un&#8217;idea quasi abboccata. Che rimane, sul finale.</p>
<p>Due anime che faticano a trovare un punto d&#8217;incontro.</p>
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		<title>VDT – Tavernello rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 23:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Caviro]]></category>
		<category><![CDATA[Tavernello]]></category>

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		<description><![CDATA[Uvaggio non dichiarato &#124; &#60;10 € Io per esempio credo di avere già bevuto il Tavernello. Credo fossero i tempi dei primissimi anni dell&#8217;Università, quando quello che era nel bicchiere aveva davvero poca importanza, che c&#8217;erano cose più urgenti. Tutta la cosa del vino è decisamente successiva e va di pari passo con la necesità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6096" title="Tavernello" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Tavernello2.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio non dichiarato | &lt;10 €</p>
<p>Io per esempio credo di avere già bevuto il Tavernello. Credo fossero i tempi dei primissimi anni dell&#8217;Università, quando quello che era nel bicchiere aveva <em>davvero</em> poca importanza, che c&#8217;erano cose più urgenti. Tutta la cosa del vino è decisamente successiva e va di pari passo con la necesità di proiettare se stessi verso qualcosa che ci definisca, in qualche modo. Per me almeno è stato così.<br />
L&#8217;interesse per questo specifico prodotto però è stato un po&#8217; risvegliato da <a href="http://www.mantellini.it/?p=8102">Massimo Mantellini</a>, uno di quelli bravi, da seguire, il quale notava, a proposito della pubblicità in radio dello stesso, come l&#8217;associazione con il dipartimento di microbiologia della Facoltà di Agraria dell&#8217;Università di Bologna fosse in qualche modo un po&#8217; forzata. E che forse non è che la stessa ne uscisse così bene, dopo.<br />
Allora sono andato al supermercato e ne ho preso un brik, sono tutti da un litro, di quello rosso. Ne volevo parlare come un vino qualsiasi.<br />
Degustazione. Giudizio. Voto. E via così.<br />
Solo dopo averlo versato nel bicchiere, però, mi sono reso conto di come sia difficile riuscire a scriverne rimanendo nei canoni normalmente utilizzati per raccontare un vino. Perchè è corretto, senza difetti apparenti e clamorosi. Perchè potrei anche stare qui e dire del riflesso violaceo o del profumo dal carattere un po&#8217; vinoso. Delle sensazioni, in bocca, che in qualche modo lo rendono particolarmente scorrevole &#8211; vedi acidità, assenza di tannino, ritorno su una certa idea di frutto, con poca, pochissima persistenza.<br />
Però il Tavernello è di più. E&#8217; un simbolo. E&#8217; uno dei vini più venduti al mondo, è quello che anche chi non si azzarderebbe mai ad assaggiare tiene in frigo per sfumare le cotture. E&#8217; il Tavernello, appunto. E&#8217; un fatto culturale, prima di essere una bevanda alcolica.<br />
Troppo ovvio, quindi, dire che preferisco tutte le altre cose, e che non credo mi ritroverei ad acquistarlo, ancora. Ci mancherebbe, qui si cercano emozioni, non <em>correttezze</em>. Però non me la sento di liquidarlo così, con un voto basso e via. Non ne vale la pena. Forse sarebbe meglio che io vada di là, che mi guardi allo specchio e che mi chieda se davvero vale la pena stare qui, e scrivere di questo o di quel vino, di approcci diversi, di territori, di persone, quando il Tavernello, questo vino con la data di scadenza è, in assoluto, il vino più bevuto in Italia. Forse, semplicemente, la mia (la nostra?) prospettiva alla fine va incontro ad esigenze così diverse da questa realtà da essere in un certo modo scollegate dal quotidiano. E questa idea mi spaventa.</p>
<p style="text-align: center;">S.V.</p>
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		<title>VDT &#8211; Denny Bini, Grecale 45 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 10:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Denny Bini]]></category>
		<category><![CDATA[Malbo gentile]]></category>

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		<description><![CDATA[Malbo gentile &#124; &#60;10 € Tutti interessanti i vini di Denny Bini, viticoltore in Coviolo, dalle parti di Reggio. Ci sarebbe da dedicare una scheda a più di uno, penso per esempio al Ponente 270, ma nel Grecale 45 mi ci sono imbattuto più di una volta e mi è sempre sembrato giusto, nella migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/VDT-Denny-Bini-Grecale-45-2009.jpg"><br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-6066" title="VDT - Denny Bini, Grecale 45 2009" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/VDT-Denny-Bini-Grecale-45-2009.jpg" alt="" width="344" height="418" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Malbo gentile | &lt;10 €</p>
<p>Tutti interessanti i vini di Denny Bini, viticoltore in Coviolo, dalle parti di Reggio. Ci sarebbe da dedicare una scheda a più di uno, penso per esempio al <em>Ponente 270</em>, ma nel <em>Grecale 45</em> mi ci sono imbattuto più di una volta e mi è sempre sembrato giusto, nella migliore accezione del termine.</p>
<p>Un malbo gentile figlio di una bella rifermentazione in bottiglia, con tutta quella schiuma violacea e ricca, a versarlo nel bicchiere. Profumato, regala sentori freschi, sottili, piacevolissimi. In bocca scorre veloce, ma c&#8217;è anche la struttura e un bicchiere chiama immediatamente il successivo.<br />
Perfetto, per queste prime calde giornate d&#8217;estate.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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