Touraine AOC – Puzelat, Le Clos du Tue Bœuf, Sauvignon 2007

PuzelatUvaggio: Sauvignon

Ancora biodinamica quindi. Continuo ad imbattermici. Un amico, che è anche il distributore della Velier qui in Umbria, mi diceva che solo in Lombardia si vendono più bottiglie (di triple A, appunto). Agli umbri piacciono naturali, pare.
Il Sauvignon di Puzelat emerge per nervosismo e mineralità. E’ di grandissima piacevolezza. Giustamente floreale e caratterizzato da un frutto gentile. Fresco quanto basta, di gran corpo e dalla bocca piena seppur leggera, stupisce per la lunghezza del finale. Carezzevole.

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Savennières AOC – Nicolas Joly, Les Vieux Clos 2005

LesVieuxClosUvaggio: Chenin Blanc

Sempre a proposito di biodinamica e per parlare dello [stra]conosciuto ideatore della rinascita delle denominazioni di origine Nicolas Joly. Les Vieux Clos è il fratellino minore del ben più noto Coulée de Serrant. Il vitigno di partenza è lo stesso, lo chenin. E’ innegabilmente più semplice, ma caratterizzato da una bevibilità straordinaria. E’ paglierino carico. Al naso, splendido, ha tanta aromaticità. Frutta candita, fiori gialli, camomilla, miele, agrumi, note minerali e lontanamente speziate. In bocca rivela la sua giovinezza ma rimane comunque molto equilibrato grazie ad un’ottima acidità. Ha un bel finale di sentori di pepe e di vaniglia.

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Touraine AOC – Thierry Puzelat, Pinot Noir 2004

Uvaggio: Pinot Nero

Eccoci quindi grazie alla guida ai ristoranti non solo d’Italia di Paolo Marchi in questo angolo di Trentino, a Soraga, in val di Fassa, a visitare il ristorante “La Stua de Marco”. Ristorante annesso all’albergo. Interessante. Cucina molto presente, molto di territorio, caratterizzata da accostamenti non imprevedibili ma realizzati da manuale, anche se non proprio leggerissimi. In generale piatti tutti molto golosi. Bella carta dei vini, più per originalità che per numero di etichette con una pagina dedicata ad i biodinamici ed una ad i biologici. Dalla prima, questo Pinot nero. Importato in Italia da Velier, fa parte dei “Triple A”. Bello e, soprattutto, buono.

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