Champagne Dom Pérignon, Rosé Vintage 1998

Dom PérignonUvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Così – davanti all’opportunità non mi sono certo tirato indietro, ci mancherebbe – ho fatto capolino all’interno di uno dei tanti eventi che Dom Pérignon aveva organizzato a Milano la settimana scorsa, che culminavano con il giorno di San Valentino e nei quali si sarebbe brindato a rosé 1998.

Non lo avevo mai assaggiato e com’era prevedibile mi sono trovato di fronte ad un grandissimo Champagne. Facile, direte. A partire dal colore, che in molti defniscono aragosta, per essere di un rosato appena scuro e decisamente caldo. Al naso il meglio di sé: davanti tutta l’eleganza dei grandi metodi classici viene espressa da bellissime e delicate sensazioni di crosta di pane, di lieviti, da idee fragranti che si affiancano ad un frutto rosso avvolgente e molto riconoscibile. Dietro, fanno capolino piccoli grandi sentori che donano complessità al tutto: un qualcosa di agrumato, una certa mineralità, una speziatura gentile. In bocca è l’eleganza trasformata in bollicina. E’ femminile, esile seppur con una struttura di grandissimo equilibrio. Sicuramente avvolge il palato e rimane dritto e profondo e bellissimo. Non travolge, anche se è difficile rimanere indifferenti davanti ad una persistenza imbarazzante per lunghezza e per pulizia. Stilisticamente è impeccabile. E non lo dimenticherò facilmente.

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Champagne Voirin-Jumel, Blanc de Blancs Extra Brut S.A.

VoirinJumelUvaggio: Chardonnay

Di gruppi di acquisto ne esistono di tutti i tipi. I più noti sono quelli solidali, legati a beni di prima necessità, principalmente agricoli. Ma, ovviamente, possono essere di qualunque tipo: i miei genitori per esempio, con alcuni amici, ordinano un paio di volte all’anno una grande quantità di olio da Trevi, da un produttore che li ha conquistati. In questo modo spuntano un prezzo decisamente interessante.

Io, nel mio piccolo, ho aderito ad un gruppo di acquisto di bollicine francesi, argomento decisamente a me più caro. Un amico andava in Champagne, ha raccolto le ordinazioni ed è tornato con la macchina piena di bottiglie di piccoli produttori.

I Voirin e i Jumel – quelli della prima bottiglia del gruppo di acquisto – formano un’unica famiglia di vignaioli. Producono unicamente Blanc de Blancs a Cramant, una delle patrie indiscusse e più apprezzate per lo chardonnay. La proprietà, giusto per informazione, comprende 12 ettari di vigneto, tutti a Grand Cru, per una produzione annua commercializzata di appena 60.000 bottiglie.

E’ Blanc de Blancs di grande freschezza, caratterizzato da un naso straordinario. Aromi molto agrumati, di limone in particolare, si affiancano a sensazioni floreali e minerali, di gesso. In bocca l’attacco è deciso, ma sulla lunghezza manca di nerbo: è guidato da un’acidità grintosa ma la mancanza di liquer d’expédition si fa sentire. Si riprende sul finale, caratterizzato da una grande freschezza e pungenza. Più elegante che muscolare, renderebbe al meglio d’estate, come aperitivo, vicino al mare – considerazione mia.

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Champagne Dufour, Rosé Brut S.A.

Dufour

Il perlage è finissimo e vivace, in particolare all’inizio, quando la spuma è leggera. Le sensazioni di frutta rossa sono vive, fragranti, belle. In bocca l’attacco è amarognolo, appena etereo, dal corpo sottile ma dalla personalità vigorosa. Si muove sul palato come se si staccasse da terra per ritornare sul finale con le note, non dolci, del naso. E’ brut vero, dal residuo zuccherino decisamente esiguo, teme abbinamenti strutturati, pur rosè, ma è bella bottiglia, sicuramente da provare.

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La qualità della foto è quella che è. Ma adesso ho capito: non è colpa mia, ma di Nokia.

Champagne Paul Déthune, Grand Cru Brut S.A.

PaulUvaggio: Pinot Nero 70%, Chardonnay 30%

Sarà che ultimamente ho un debole per quelle bottiglie con un residuo zuccherino piuttosto basso. Quelle che all’aperitivo si bevono facili, per intenderci. Sarà stato il naso, da manuale del metodo classico, con questa decisa sensazione di pinot nero prima e di profondità diretta, dopo. Sarà l’impatto in bocca, secco, pulito, lineare, davvero bello. Ma questa è stata decisamente la mia bottiglia di Natale. Da segnarsi il nome sul taccuino.

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Champagne Mignon & Pierrel, Brut S.A.

PierrelUvaggio: Chardonnay 60%, Pinot Nero 40%

So che la bollicina francese è scelta scontata per questi giorni di festa. Ma non ne ho potuto fare a meno. Avevo queste due bottiglie che mi guardavano da troppo tempo, in attesa di essere stappate. La prima, Mignon & Pierrel, è veramente scelta fine e delicata. Al naso, soprattutto, emergono sensazioni floreali di grande femminilità, idee minerali e solo dopo, a cercare un po’, viene fuori un corredo più biscottoso, di lieviti e di leggera crosta di pane. In bocca rimane di basso profilo, non impera, emerge un tiraggio di grande personalità, anche alcolica. Bello lo scoppiettio del perlage sul finale, di spiccata acidità, bello teso, anche se appena scomposto. Della seconda, decisamente più convincente, ne scriverò domani.

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Champagne Charles-Le-Bel, Brut S.A.

Charles-le-BelUvaggio: Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Meunier

Bollicina biodinamica che ti verrà proposta dalla lunghissima carta del ristorante L’Officina, a Perugia. Bollicina stilisticamente giusta, corretta, pulita. E’ morbida, lo avvertirai da subito, ancora prima di avvicinare il bicchiere alle labbra. Il naso ti riempirà di sentori di lieviti e di crosta di pane, di vaniglia, appena monocorde. In bocca è da subito pieno, per poi scendere verso un finale appena interrotto da un’idea di sapidità che non rimane a lungo e che fa da preludio ad un finale di media persistenza e di buona pulizia.

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Solita brutta foto del telefono. Scusatemi, ancora.

Champagne Moët & Chandon, Nectar Impérial S.A.

Nectar ImperialUvaggio: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier

Il Demi-sec di Moët & Chandon ha un bellissimo perlage, fine, lungo, tanto, piacevole da guardare. Avvicinandolo al naso emerge tutta la ricchezza di questa particolare tipologia. Pasticceria, biscotti, frutta secca sono legati da una rotondità fuori dal comune. In bocca ce lo si aspetterebbe più dolce, invece è appena abboccato e decisamente morbido. Finisce, durando non troppo, su una nota più dolce, appena evanescente.

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Champagne Delamotte, Brut S.A.

DelamotteUvaggio: Chardonnay 50%, Pinot Nero 30%, Pinot Meunier 20%

Lo Champagne fratellino minore di Salon è bollicina piena, abbastanza carica. Ha un naso ricco, vellutato, da cui emergono piacevoli sensazioni di frutta a polpa bianca, di agrumi, di piccola pasticceria, di lieviti caldi. In bocca è generoso, abbastanza equilibrato, morbido. Non è dritto quindi, non punge, ma stupisce per persistenza. Il fratellino minore di Salon è bollicina facile, che comunque non deluderà.

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Champagne Bernard Brémont, Brut S.A.

BrémontUvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Bernard Brémont è bollicina onesta e sincera. Vi stupirà per pulizia dei profumi. Il pinot nero è evidente (80%), appena addolcito dallo chardonnay. Cedro e sensazoni di mela aprono un naso di bei frutti rossi, di spezie appena accennate e di grande mineralità. In bocca è nervoso, ha corpo ed una acidità moderata. Finisce allargandosi un po’ su una nota più dolce, appena agrumata. Aperitivo perfetto.

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Champagne Mumm, Brut S.A.

MummUvaggio: Pinot nero, Chardonnay, Pinot meunier

Io, per esempio, il Mumm l’ho sempre associato ai podi della formula uno. Non che sia particolarmente appassionato di motori, anzi. Solo che è una cosa che mi è sempre rimasta impressa. Cioè, ho sempre pensato: che spreco spruzzarlo in giro.
Di proprietà, oggi, di quel colosso del beverage che è Pernod Ricard è uno Champagne che si lascia bere bene, pur essendo molto carico. Certo, caratterizzato da tutte quelle peculiarità tipiche del metodo classico, amplificate, quasi. Industrializzate, mi verrebbe da sussurrare. Ha un perlage importante, piacevole e rinfrescante. In bocca è di gran corpo, quasi cremoso, lungo e pieno. Intenso. Finisce appena ammandorlato con una sensazione di caramello, anche se largo sul palato.

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