Champagne Ayala, Cuvée Rosé Brut Nature

Chardonnay, Pinot nero | Sboccatura settembre 2008 | 40-50 €

Se forse la prima cosa cui pensi con il bicchiere pieno è una certa austerità, è all’assaggio che Ayala ti spiazza. Sarà per quel nervo, o forse per quelle note inaspettate.

Il rosa è scuro ed antico, il perlage fitto, di rara eleganza. E poi a sentirlo, ah, tutto quello sfondo di sottobosco, vero protagonista, ancor più delle più ovvie note fruttate del pinot nero.
In bocca è particolarmente compiuto, e si caratterizza per una spalla acida di particolare importanza. Riempie il palato, ricordando magari assaggi di altre tipologie. Allo stesso modo però, subito dopo, si caratterizza per una grande scorrevolezza e pulizia, a richiamare un altro bicchiere.
Solo apparentemente solenne, diventa facilmente bevuta amica.

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Champagne Ayala, Zéro Dosage Brut Nature

Pinot nero, Chardonnay, Pinot meunier | Sboccatura luglio 2009 | 25-30 €

La cosa più bella del pas dosé di Ayala è che sembra solo appararentemente facilmente codificabile. E’ cioè uno di quei Champagne capaci di coniugare all’eleganza bevibilità e corpo. La complessità non è protagonista, va cercata nella bellezza dei profumi, capaci di evolvere durante l’assaggio.

Il naso è croccante e diretto, le sfumature emergono piano piano, diverse di volta in volta. Crosta di pane, leggera e sfumata, frutta fresca prima, leggermente passita poi. Un tocco minerale. In bocca l’attacco è soffice, nonostante la tipologia, e piacevolissimo. In un secondo momento emergono le componenti più dure a renderlo dritto, diretto e ad accompagnare tutto il sorso.

Uno Champagne da bere, nella migliore accezione del termine.

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Champagne Georges Clément, Blanc de Blancs Premier Cru Brut

Chardonnay

Delicato, prima di tutto. Poi, dopo qualche momento, si trova uno Champagne di ampia florealità che fa da contorno a note più fruttate, in particolare di limone, pera e mela cotogna. E’ gentile, come solo un Blanc de blancs sa essere.
In bocca attacca elegante, gioca le proprie carte su tutta una serie di piacevoli morbidezze e, grazie alla sapienti corrispondenze con le note olfattive, risulta particolarmente compiuto. Soffice e seducente.

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Champagne Georges Clément, Cuvée Tradition Brut

Pinot nero, Pinot meunier, Chardonnay

Federico Miniussi, con la sua Fine Food and Wine, importa e commercializza eccellenze alimentari. Poco prima di Natale mi ha chiesto un’opinione su due nuovi Champagne che sta inserendo in catalogo. Potevo rifiutare?
E domani il secondo.

La Cuvée Tradition di Georges Clément, con la sua spuma morbida e divertita, è Champagne capace di stupire per la nitidezza dei suoi profumi. Gli agrumi sono gradevoli, quasi dolci. E’ croccante pur senza stancare, con un sottofondo di pan brioche, mandorle e di miele, appena accennato.
Attacca dritto, certamente piacevole. Continua polposo, ritornando sulle note olfattive. Termina avvolgendo il palato, grazie anche ad un finale di mirevole lunghezza.

Un grande Brut di stampo classico, da non mancare.

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Champagne Bonnaire, Grand Cru Blanc de Blancs Brut S.A.

Bonnaire

Uvaggio: Chardonnay 100%

Sarà perchè non è molto strutturato e difficilmente lo vedrei sulla tavola, se oggi dovessi prendere un aperitivo, non starei a pensarci molto. Bonnaire è Blanc de Blancs molto pulito, dal colore paglierino appena scarico e dal perlage fine e persistente. I sentori sono delicati e piuttosto definiti, in particolare di frutta bianca e di lieviti. In bocca è armonico e conferma le aspettative rimanendo fine ed accarezzando il palato, senza grandi picchi emozionali ma rimanendo molto lineare. Un assaggio gentile.

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Champagne Maillart, Cuvée Prestige Brut 1995

MaillardUvaggio: Pinot Nero 65%, Chardonnay 35%

Tredici anni sui lieviti per un naso pieno, appena evoluto, molto lineare. Al colore brilla l’oro giallo, appena più scarico sui bordi. Note minerali e di sottobosco, di frutta bianca e di funghi. Bella la freschezza iniziale che poi riempie la bocca con un ritorno -imperioso?- dei sopracitati aromi. Assaggio espressivo e particolare, di grande persistenza. Da portare a tavola, ed essere felici.

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Le migliori 99 maison di Champagne 2009

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Ricordavo di aver incrociato, al tempo, qualche informazione, ai tempi della presentazione a Merano durante il Wine Festival, a proposito di una guida su quella parte di Francia che cerco di approfondire da tempo. Ci è voluto però il consiglio di un amico che considero mio opinion leader sull’argomento per convincermi all’acquisto.

Inevitabile e fondamentale una parte introduttiva sulla storia dello Champagne, sui vitigni utilizzati, sulla vinificazione ed una breve intervista a Richard Geoffroy – Chef de Cave di Dom Pérignon – a condire il tutto. Qualche pagina su sigle ed abbinamenti e poi la guida vera e propria: novantanove delle più note e meglio distribuite Maison. Le schede sono impeccabili per chiarezza: all’indirizzo ed il nome dell’importatore segue una descrizione dell’azienda che affronta due tematiche fondamentali per capirne l’approccio, storia e stile. A fronte le degustazioni degli Champagne prodotti. Note veloci, pulite, di grande personalità ma, soprattutto, estremamente dirette e lineari. A concludere, utilissimo per chi decidesse di fare un giro in zona, l’indice delle cantine per villaggio.

A cura di Alberto Lupetti e Luca Burei. Un acquisto fondamentale.

Champagne Gatinois, Brut S.A.

Gatinois

Uvaggio: Pinot nero 90%, Chardonnay 10%

Di grande personalità, la bollicina basica di Gatinois. Il colore, bellissimo, sterza verso il rame. E’ delicato ma allo stesso tempo deciso. Agrumi come il mandarino e l’arancia ed una leggera speziatura appaiono davanti ad una mineralità quasi sfuggente. In bocca è ricco, per una bevuta dal corpo imporatante. Paga qualcosa in freschezza, si potrebbe dire, ma rimane lungo e piacevole, anche con qualche sensazione più calda. Una bevuta austera.

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Champagne Arnoud Margaine, Premier Cru Brut S.A.

MargaineUvaggio: Chardonnay 90%, Pinot nero 10%

Alla quarta generazione di vigneron i Margaine producono 50.000 bottiglie. Il comune è quello di Villers-Marmery, un piccolo villaggio non lontano da Ambonnay. Il paese è una piccola oasi per lo chardonnay in un territorio dove la varietà principale è il pinot nero. Caratteristiche principali, freschezza e finezza, che ritroviamo anche in questa bottiglia. Il naso è piacevolissimo, ed emergono belle sensazioni floreali e fruttate, molto tipiche dell’uvaggio. In parallelo sentori tipici, appena pungenti, di crosta di pane e, meno, di lieviti. In bocca la grana del perlage sembra appena grossolana, ma si conferma assaggio di grande freschezza e di corpo di grande interesse. Persistenza media, ma di bella pulizia sul finale.

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