Sauternes AOC – Château L’Agnet La Carrière 2004

LaCarriere

Uvaggio: Sémillon 90%, Sauvignon 10%

L’Agnet La Carrière è Sauternes base, ma che sa dare più di qualche soddisfazione. Il colore è dorato, luminoso al centro, appena più scarico verso il bordo. Bello. Gli aromi coccolano: miele, frutta gialla -quasi- sotto spirito, acacia, vaniglia. In bocca manca leggermente di spalla acida ma scorre piacevole, giusto dopo cena. La nota zuccherina non impera, ma rimane come dolce sottofondo fino al finale, normale per persistenza.

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Pomerol AOC – Château La Grave a Pomerol 1999

PomerolUvaggio: Merlot 85%, Cabernet Franc 15%

Che poi uno si immaginerebbe di trovarsi di fronte ad un assaggio caratterizzato da grandi morbidezze. Ed invece ti stupirà per eleganza, per un corpo leggero, per la grande finezza. Gli aromi sono netti e molto puliti. Pepe, liquirizia, ciliegia appassita. In bocca poi un guizzo di sapidità a renderlo nervoso e scattante. Lo ricorderai con grande piacere.

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Margaux AOC – Château Prieuré Lichine 1999

Margaux

Uvaggio: Cabernet Sauvignon 52%, Merlot 31%, Cabernet Franc 12%, Petit Verdot 5%

Il comune è quello di Cantenac, la denominazione è quella di Margaux, la regione Bordeaux, of course. Vini fini ed eleganti, quindi. Prieuré Lichine (prima era Château La Prieuré ed ancora Château Prieuré-Cantenac) non fa eccezione. Attacca deciso e sapido. Rimane equilibrato e coniuga un corpo di materia ed un guizzo di freschezza. Prima di lasciarsi dimenticare ritorna sulle note olfattive, in particolare su di una base erbacea pizzicata da pepe nero.

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Moulis-en-Médoc AOC – Château Chasse-Spleen 2001

Chasse-Spleen

Uvaggio: Cabernet Sauvignon 70%, Merlot 20%, Petit Verdot 10%

Volevo conludere quegli assaggi bordolesi di cui avevo iniziato a scrivere prima della parentesi veronese. Chasse-Spleen di Claire Villars è davvero elegante e lineare, soprattutto nei profumi. Erbaceo e vivido, diretto. In bocca chiude il cerchio con una freschezza inaspettata e con un tannino compiuto. Bello anche il finale, vibrante e pulito.

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Pessac-Léognan AOC – Les Plantiers du Haut-Brion 1999

Haut-BrionUvaggio: Sauvignon, Sémillon

Di carattere caldo, anche il colore è carico, ti stupisce per una sensazione grassa appena accentuata, in bocca. Ma è al naso che esprime il meglio di sé. E’ un giro sulla giostra: uva matura, mandorla, gesso, note ossidate, grande profondità, camomilla, agrumi, la tipica idea di avere a che fare con muffe nobili. E invece rimane secco e ritorna con una certa freschezza e la persistenza è appena al di sotto delle aspettative ma ha grandissima personalità e sa ammaliare. Non c’è dubbio.

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Pessac-Léognan AOC – Château Carbonnieux Blanc 1999

CarbonnieuxUvaggio: Sauvignon, Sémillon

Ti ritrovi per caso ad una mini presentazione di vini di BordeaUmbria. Una cosa rapida, dicevano. Assaggeremo giusto due cose veloci. Erano le quattro del pomeriggio e dovevi tornare in ufficio a lavorare e sapevi perfettamente che sarebbe stata più lunga del previsto. Ma potevi rinunciare?

Si comincia con Carbonnieux – storico Château di Graves e di Pessac-Léognan in particolare – e con la sua meno conosciuta interpretazione del bianco. Che è poco concentrato, si libra piuttosto leggero nonostante una certa età, o quasi. E’ esotico, molto minerale, fruttato – cedro in particolare – senza essere caldo. Certamente equilibrato riesce a coniugare grandi freschezze ed un corpo di tutto rispetto. Finisce bellissimo, ritornando su molte note olfattive. Affascinante.

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Bordeaux AOC – Grande Réserve de Beau-Rivage 2006

RivageUvaggio: Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 28%, Cabernet Franc 7%

Ci si avvicina ai bordolesi sempre con un pizzico di aspettativa in più – ok, almeno nel mio caso – ricercando profondità inaspettate e comunque possibili sorprese. Un po’ di amarezza quindi nello scoprire un vino dalla grande bevibilità ma il cui passaggio in legno sembrerebbe averne compromesso alcuni aromi. No, perchè è vino leggero, di un bel colore rosso rubino chiaro. Il naso, inizialmente chiuso, si apre su note molto vanigliate e generalmente speziate. Quelle spezie dolci, che ricordano quasi la cannella. Poi, sul finire, ecco idee di frutta rossa appassita e di una speziatura più profonda. In bocca l’alcolicità è evidente, a fronte di una tannicità particolarmente labile. Una spiccata acidità sembra tenerne in piedi l’equilibrio, nonostante tutto. Finisce appena scomposto, con una nota eterea e più amarognola. Ci sono rimasto un po’ male.

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Bordeaux Côtes de Francs AOC – Château Pimpine 2002

Chateau Pimpine 2002Uvaggio: Merlot 80%, Cabernet Sauvignon 20%

Si rimane in tema di biodinamica, da queste parti, con un Bordeaux che sa di naturale. Tantissimo. Al naso, soprattutto. Sentori molto tipici del merlot, molto rossi, fruttatoni, anche animali. In bocca è pieno e potente. Ha un tannino molto setoso e vellutato ed un’importante nota di acidità. Rimane però poco nervoso e si ricorda per una struttura imponente nella morbidezza. Molto persistente. Molto, insomma.

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Sauternes AOC – Château Rieussec, Carmes de Rieussec 2004

carmesrieussecUvaggio: Sémillon, Sauvignon

Il Carmes de Rieussec è il Sauternes “base” dello Château. Le migliori uve vengono utilizzate per l’altro, classificato gran cru classé nel 1855. Il rimanente, per produrre questo. Altri numeri, altri prezzi. E’ giallo dorato chiaro. Naso pulito, agrumi, zafferano, pesca, spezie. Dolce ma non stucchevole. Di corpo fresco e leggero. Finale molto equilibrato di media persistenza. Da abbinare: bevuto così, da solo, potrebbe non soddisfare completamente.

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Bordeaux Supérieur AOC – Lur-Saluces, Y 1979

y-d-yquem-lur-saluces-bordeaux-sauternesUvaggio: Sauvignon, Sémillon

Ecco. A volte ti imbatti nella bottiglia dell’anno. E ti ci imbatti per sbaglio. Nel ristorante più improbabile. Come dicevo qualche giorno fa. E quando un amico si ferma, dopo averla notata, e ti dice che non hai scelta, che a quel prezzo va assolutamente presa, sai che ha perfettamente ragione. Per raccontarne le gesta si potrebbe cominciare dal colore, oro giallo luminosissimo, con un bordo leggermente ambrato. Si continuerebbe con uno dei migliori nasi di sempre, fruttato, floreale, minerale, speziato. A dover parlare di riconoscimenti si nominerebbero lo zafferano, l’albicocca sciroppata, un lontano sentore tipico della botrytis, fiori gialli e gesso. Colpisce e verrà ricordato per la grande perfezione nell’interezza. In bocca ha una componente che ricorda i Sauternes, pur essendo secco. Una bilancia, freschezza ed acidità che non sembra vero, per i ventinove anni sulle spalle. Pulizia e completezza. Pure Magic.

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