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	<title>enoiche illusioni &#187; Fabrizio Gallino</title>
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		<title>Carema Riserva DOC – Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema 2004 e 2005</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Produttori Nebbiolo di Carema]]></category>

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		<description><![CDATA[Nebbiolo &#124; 10-15 € Quando si parla di vini del cuore non si è mai obiettivi. Come se si dovesse parlare della prima fidanzata, del primo amore. Ci sono vini di cui ti innamori, a prescindere. E se poi, come in questo caso, riservano anche piacevoli sorprese, è tutto di guadagnato. Carema è una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6267" title="Carema Riserva DOC - Cantina dei Produttori di Carema 2004 e 2005" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Carema-Riserva-DOC-Cantina-dei-Produttori-di-Carema-2004-e-2005.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Nebbiolo | 10-15 €</p>
<p>Quando si parla di vini del cuore non si è mai obiettivi. Come se si dovesse parlare della prima fidanzata, del primo amore. Ci sono vini di cui ti innamori, a prescindere. E se poi, come in questo caso, riservano anche piacevoli sorprese, è tutto di guadagnato.<br />
<strong>Carema </strong>è una delle doc più piccole d&#8217;Italia. I suoi vigneti sono raccolti in un fazzoletto di terra che sale lungo la montagna. Sono vigne che esistono da lunghissimo tempo, lì, in una continua lotta tra l&#8217;uomo e la natura. La montagna che cerca di sovrastare ma che allo stesso tempo dona la sua essenza e la sua personalità. E l&#8217;uomo che interagisce con la pietra, la roccia, rispettandola e attendendo i suoi frutti.<br />
Carema è <strong>Nebbiolo</strong>.<br />
Carema è un vino da aspettare.<br />
Mi è capitata la fortuna di assaggiare a poche ore di distanza due annate vicine, il 2004 e il 2005. Vini giovani proprio perchè il nebbiolo, come tutti sanno, regala il meglio solo (o quasi) nel lungo periodo.<br />
Basta un anno di differenza per cogliere aspetti sorprendenti fin dal colore. Granato mattonato e compatto il più giovane, leggermente aranciato e più sgranato, meno carico, il più vecchio. E al naso stessa difficoltà ad uscire. Restii, i vini della montagna. Dapprima le note fruttate, poi le spezie, più evidenti nel 2004. Nel 2005 gioca ancora una componente giovanile, quasi verde, rasposa ed immatura. Nel 2004 il pepe e una potenza espressiva che sale con il passare dei minuti. In bocca sono sapidi fin dal primo sorso: la pietra della montagna si fa sentire in entrambi i casi. Tannini ancora ruvidi, soprattutto nel 2005. Ma il anche il 2004 non scherza in quanto a durezza. Le morbidezze appena accennate, l&#8217;alcool è sempre ben equibrato. Vino da lasciare nel bicchiere e apprezzare le sfumature che vengono man mano fuori. Vino sorprendente, perchè mai banale. E se pensi al costo, intorno ai 10 euro in cantina, diventa ancora più sorprendente.<br />
Carema. Vino delle mie montagne.</p>
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		<title>Freisa d&#8217;Asti DOC &#8211; Cascina Gilli, Vigna del Forno 2007</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2010/03/freisa-dasti-doc-cascina-gilli-vigna-del-forno-2007/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Freisa &#124; &#60;10 € Per una volta abbandono la mia amata Valle d&#8217;Aosta per spostarmi più a sud, sulle colline morbide tra Torino ed Asti. E per parlare di un altro di quei vini un po&#8217; dimenticati e sottovalutati: il/la Freisa, in questo caso nella versione ferma ed elegante di Cascina Gilli. In questo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5552 cornice" title="Freisa d'Asti DOC - Cascina Gilli, Vigna del Forno 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Freisa-dAsti-DOC-Cascina-Gilli-Vigna-del-Forno-2007.jpg" alt="" width="284" height="341" /><br />
Freisa | &lt;10 €</p>
<p>Per una volta abbandono la mia amata Valle d&#8217;Aosta per spostarmi più a sud, sulle colline morbide tra Torino ed Asti. E per parlare di un altro di quei vini un po&#8217; dimenticati e sottovalutati: il/la Freisa, in questo caso nella versione ferma ed elegante di Cascina Gilli.</p>
<p>In questo caso il Freisa sembra quasi nebbioleggiare: sarà la vicinanza genetica, sarà la capacità dell&#8217;enologo, ma sfiderei chiunque a riconoscere alla cieca questo vino. E questo non vuol dire che le peculiarità del vitigno vengano meno. No, assolutamente: ma la somma dei fattori regala eleganza e struttura che non ti aspetteresti, anche perchè da queste parti il Fresia è solo quello con tanta frutta e che &#8220;frizza&#8221;. Rubino intenso e luminoso, al naso è un tripudio di spezie con il pepe ed il tabacco che si alternano in un gioco di dolcezza e pizzicorio. Poi c&#8217;è la frutta, leggermente sotto spirito: l&#8217;alcool è subito un po&#8217; potente, ma con il passare dei minuti si integra alla perfezione. Ed in bocca i tannini vivaci ma eleganti, l&#8217;acidità e la sapidità di prima qualità donano a questo vino una struttura ed una persistenza davvero notevole che avvolge la bocca per tantissimo tempo. Grande interpretazione del Freisa.</p>
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		<title>Rosso di Montefalco DOC – Fattoria Colleallodole di Milziade Antano 2006</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milziade Antano]]></category>
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		<description><![CDATA[Sangiovese, Sagrantino, Merlot &#124; 10-15 € E se Jacopo scrive di Valle d&#8217;Aosta, il minimo che possa fare è rispondere con un vino umbro. E non un vinello qualunque, ma neppure uno dei più conosciuti dell&#8217;Umbria enoica. No, parliamo di un Montefalco Rosso, quello di Milziade Antano, molto amato dal nostro padrone di casa tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5086 cornice" title="Rosso di Montefalco DOC - Milziade Antano 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Rosso-di-Montefalco-DOC-Milziade-Antano-2006.jpg" alt="" width="394" height="228" /></p>
<p style="text-align: center;">Sangiovese, Sagrantino, Merlot | 10-15 €</p>
<p>E se Jacopo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/01/valle-d%e2%80%99aosta-petite-arvine-doc-%e2%80%93-cave-des-onze-communes-2008/">scrive di Valle d&#8217;Aosta</a>, il minimo che possa fare è rispondere con un vino umbro. E non un vinello qualunque, ma neppure uno dei più conosciuti dell&#8217;Umbria enoica. No, parliamo di un Montefalco Rosso, quello di Milziade Antano, molto amato dal nostro padrone di casa tanto da dedicare a questo particolare produttore <a href="http://www.intravino.com/vino/la-fattoria-colleallodole-di-milziade-antano/">un post su Intravino</a>.</p>
<p>Ed ora capisco perchè Jacopo lo apprezzi molto.. E&#8217; un vino che ti cattura: di quelli che tuffi il naso nel bicchiere e che non ti molla più. Elegante e molto piacevole, ma non è un&#8217;eleganza eterea: è una bevuta piena di vigore, quasi carnale.<br />
Il colore rosso rubino carico concede qualche sfumatura al granato. Ma quello che prende è il naso: complessità e rigore, eleganza e intensità. Ciliegia, frutti rossi, liquirizia, cacao, una punta balsamica e spezie. Tutto perfetto, netto e rotondo. Ed in bocca è vibrante, invoglia quasi a masticare, visto il frutto che avanza sorretto da una bella acidità e da tannini ancora un po&#8217; ruvidi ed astringenti. Ma non si può non notare una piacevole morbidezza che smussa quelli che potrebbero essere punti critici ed un alcool perfettamente integrato. Chiude con il frutto e le spezie che avvolgono la bocca e restano lì, appesi, per lunghissimi momenti.</p>
<p>Accidenti, gran bel vino.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Valle d&#8217;Aosta, Chambave Moscato Passito DOC &#8211; La Crotta di Vegneron, Prieure 2007</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 15:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moscato bianco &#124; 15-20 € Di nuovo moscato, anzi Muscat. Questa volta però in versione passita, che affina per 12 mesi solo in acciaio. E&#8217; un tripudio di aromi, ovviamente tendenti al dolce: miele, zafferano, fiori di acacia, frutta bianca leggermente appassita, uvetta. Tutti profumi incastonati in gocce color ambra, dense ed intense, brillanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Moscato bianco | 15-20 €</p>
<p>Di nuovo moscato, anzi <em>Muscat</em>. Questa volta però in versione passita, che affina per 12 mesi solo in acciaio.<br />
E&#8217; un tripudio di aromi, ovviamente tendenti al dolce: miele, zafferano, fiori di acacia, frutta bianca leggermente appassita, uvetta. Tutti profumi incastonati in gocce color ambra, dense ed intense, brillanti e scintillanti. Nell&#8217;assaggio, poi, tornano tutti supportati dall&#8217;alcool e dalla freschezza.<br />
Morbidissimo, mai stucchevole, è invitante e se abbinato ad un erborinato un po&#8217; deciso diventa assolutamente strepitoso. Splendido rapporto qualità/prezzo e, soprattutto, in grado di regalare emozioni.<br />
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div></p>
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		<title>Valle d&#8217;Aosta, Chambave Moscato DOC &#8211; La Crotta di Vegneron 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 16:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moscato bianco &#124; &#60;10 € Ancora Valle d&#8217;Aosta, di nuovo su Enoiche Illusioni. Ancora a metà della regione, poco prima di arrivare ad Aosta. I vigneti di Chambave e dei comuni limitrofi si perdono a vista d&#8217;occhio sulle colline che partono dalla Dora e si scontrano con le montagne che incombono sonnolente alle loro spalle. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Moscato bianco | &lt;10 €</p>
<p>Ancora Valle d&#8217;Aosta, di nuovo su Enoiche Illusioni.<br />
Ancora a metà della regione, poco prima di arrivare ad Aosta. I vigneti di Chambave e dei comuni limitrofi si perdono a vista d&#8217;occhio sulle colline che partono dalla Dora e si scontrano con le montagne che incombono sonnolente alle loro spalle.</p>
<p>Moscato o, come di dice in Valle, <em>Muscat</em>. Ed è uno di quelli che non ti aspetti: colore pulitissimo, paglierino scarico, aromatico, elegante, quasi dolce al naso, con albicocca e timo a fare da padroni. Ma l&#8217;entrata in bocca è una sferzata di acidità. Vino assolutamente secco e molto giovane, con le durezze nette e definitite. Quello che stupisce, alla fine, è il ritorno, gentile e delicato del frutto, quasi a voler chiedere scusa dell&#8217;irruenza iniziale. Una volta compreso il gioco di richiami e rimbalzi tra freschezza e fruttato, esprime una bevibilità invidiabile.<br />
E rimane assaggio particolare e di sicuro interesse.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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		<title>Carema DOC – Ferrando, Etichetta nera 2005</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2009/10/carema-doc-ferrando-etichetta-nera-2005/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 22:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Nebbiolo &#124; Prezzo: 30-50 € Se esistono, ed esistono, ne sono certo, i vini del cuore, allora il Carema è il mio vino del cuore. Un vino di montagna, un nebbiolo di montagna. Per alcuni declinazione minore del nebbiolo. Per me solo sconosciuta ai più. Colore nebbiolo, oserei dire, paradigmatico, granato scarico, luminoso. Spezie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Uvaggio: Nebbiolo | Prezzo: 30-50 €</p>
<p>Se esistono, ed esistono, ne sono certo, i vini del cuore, allora il Carema è il mio vino del cuore. Un vino di montagna, un nebbiolo di montagna. Per alcuni declinazione minore del nebbiolo. Per me solo sconosciuta ai più.</p>
<p>Colore nebbiolo, oserei dire, paradigmatico, granato scarico, luminoso. Spezie, frutta, un fiore lontano ed una leggerissima nota balsamica: il naso non è immediato, ma se assaporato con lentezza regala tantissime sfumature. In bocca paga un po’ di giovinezza. Sì, giovinezza, avete capito bene, pur essendo un vino del 2005: è un nebbiolo, di montagna oltretutto, ha bisogno di tempo. I tannini sono ancora vivaci, supportati da una bella freschezza: una discreta morbidezza smorza la loro irruenza, rendendo la bevuta già piacevole. Non oso pensare quali emozioni potrà regalare tra qualche anno.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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		<title>Erbaluce di Caluso Spumante Doc – Le Baccanti, Berenice 2004</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Erbaluce di Caluso &#124; Sboccatura: giugno 2009 &#124; Prezzo: 10-15 € Bollicine autoctone. Erbaluce, Piemonte. Sconosciuta alla maggioranza, la produzione di metodi classici in terra canavesana è oramai faccenda che va avanti da 10 anni. Ed i risultati sono davvero, in alcuni casi, sorprendenti. Il caso di Berenice, metodo classico de Le Baccanti, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3482 cornice" title="Erbaluce di Caluso Spumante Doc - Le Baccanti, Berenice 2004" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Erbaluce-di-Caluso-Spumante-Doc-Le-Baccanti-Berenice-2004.png" alt="Erbaluce di Caluso Spumante Doc - Le Baccanti, Berenice 2004" width="294" height="294" />Uvaggio: Erbaluce di Caluso | Sboccatura: giugno 2009 | Prezzo: 10-15 €</p>
<p>Bollicine autoctone. Erbaluce, Piemonte. Sconosciuta alla maggioranza, la produzione di metodi classici in terra canavesana è oramai faccenda che va avanti da 10 anni. Ed i risultati sono davvero, in alcuni casi, sorprendenti.</p>
<p>Il caso di Berenice, metodo classico de Le Baccanti, è significativo: assaggio completo, piacevole, assolutamente equilibrato, elegante. Questa è sicuramente la chiave per descrivere questo vino. Fin dal colore, paglierino con leggeri bagliori dorati, si nota una certa finezza ed il perlage, fitto e costante, è in linea con questa impressione. Al naso è inizialmente austero, con semplici e basici sentori di crosta di pane. Poi, molto lentamente ma con assoluta precisione, emergono i sentori di fiori di zagara e di mela. E l&#8217;impressione di eleganza si protrae, confermandosi all&#8217;assaggio: freschezza e sapidità sono elementi fondamentali che regalano profondità. Scivola piacevolmente in bocca lasciando un retrogusto ammandorlato di discreta persistenza. Non ha nessuna sbavatura, dimostrandosi sempre lineare ed elegante. Piacevole, e per certi versi, sorprendente bevuta.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Valle d&#8217;Aosta DOC &#8211; Grosjean, Fumin 2007</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 17:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Fumin &#124; Prezzo: &#60;10 € Continuiamo con il nostro ideale viaggio tra le piccole chicche nascoste della Valle d&#8217;Aosta. Questa volta parliamo del Fumin, altro autoctono diffuso nella Valle centrale e solo di recente riscoperto dai produttori. Nel corso dell&#8217;undicesima Rassegna dei Vini Valdostani l&#8217;ho potuto assaggiare purezza e l&#8217;idea sembra chiara: il 2007 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2883 cornice" title="Valle d'Aosta DOC - Grosjean, Fumin 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Valle-dAosta-DOC-Grossjean-Fumin-2007.png" alt="Valle d'Aosta DOC - Grossjean, Fumin 2007" width="294" height="294" />Uvaggio: Fumin | Prezzo: &lt;10 €</p>
<p>Continuiamo con il nostro ideale viaggio tra le piccole chicche nascoste della Valle d&#8217;Aosta. Questa volta parliamo del Fumin, altro autoctono diffuso nella Valle centrale e solo di recente riscoperto dai produttori.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;undicesima Rassegna dei Vini Valdostani l&#8217;ho potuto assaggiare purezza e l&#8217;idea sembra chiara: il 2007 è un vino ancora giovane e un po&#8217; vivace, da domare, ma con stoffa. Il colore è ancora giovane, rosso rubino pieno, consistente ed impenetrabile, al naso mostra sentori di frutti di bosco, spezie, vaniglia, tabacco, zenzero ed un ricordo vago, lontano, di <em>erbaceo</em>. In bocca va sicuramente verso le durezze, con tannini appena ruvidi ed una freschezza netta, il tutto accompagnato da una spalla alcolica decisa. Persistente, lascia un retrogusto leggermente amarognolo.<br />
Sicuramente è vino ancora giovane e da aspettare: le premesse, però, sembrano essere valide.</p>
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		<title>VDT – Feudo di San Maurizio, Saro Djablo 2007</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 18:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Aosta]]></category>
		<category><![CDATA[Feudo di San Maurizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Uvaggio: Barbera, Freisa, Ciliegiolo, Dolcetto, Gamay, Petit rouge, Fumin e Premetta in percentuali diverse a seconda delle annate &#124; Prezzo: 10-15 € Un vino fuori dai soliti canoni. Un vino fuori dalla DOC poichè sono impiegati vitigni alloctoni ed autoctoni in proporzioni variabili. Un vino prodotto con vigne vecchie almeno di 30 anni. Anche questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2676 cornice" title="VDT - Feudo di San Maurizio, Saro Djablo 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Saro.png" alt="VDT - Feudo di San Maurizio, Saro Djablo 2007" width="294" height="294" /></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Barbera, Freisa, Ciliegiolo, Dolcetto, Gamay, Petit rouge, Fumin e Premetta in percentuali diverse a seconda delle annate | Prezzo: 10-15 €</p>
<p>Un vino fuori dai soliti canoni. Un vino fuori dalla DOC poichè sono impiegati vitigni alloctoni ed autoctoni in proporzioni variabili. Un vino prodotto con vigne vecchie almeno di 30 anni.</p>
<p>Anche questo assaggio si è svolto ad Aymavilles, in occasione della Rassegna dei vini valdostani. Il Feudo di San Maurizio si trova a Sarre, poco distante da Aosta e propone, oltre ai classici Doc valdostani, anche un paio di vini fuori dagli schemi, tra cui questo Djablo.<br />
Colore è rosso rubino carico, con un leggero riflesso granato: consistente, fa intuire che ci troviamo di fronte ad un vino dotato di corpo. Al naso emerge subito la frutta sotto spirito e le spezie, tabacco e cuoio. Con il passare dei minuti si aggiungono note di liquirizia e di cacao. Tutti i sentori sono netti, puliti e intensi. In bocca è una sorpresa, è molto morbido ma allo stesso tempo corposo e dotato di una struttura notevole. Tannini setosi, sapidità e una buona persistenza completano il quadro di un assaggio davvero interessante.</p>
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		<title>Ruché di Castagnole Monferrato DOC – Terre dei Roggeri 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 08:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Gallino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Ruché di Castagnole Monferrato]]></category>
		<category><![CDATA[Terre dei Roggeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Uvaggio: Ruché &#124; Prezzo: &#60;10 € Il Ruché è un altro autoctono piemontese poco conosciuto e diffuso. Il centro deputato alla produzione è Castagnole Monferrato, affascinante borgo abbarbicato sulle colline. E questo è un vino che non ti aspetti. Un vino che necessita di tempo e pazienza, ma che alla fine regala belle emozioni e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2605 cornice" title="Ruché di Castagnole Monferrato DOC – Terre dei Roggeri 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Ruché.png" alt="Ruché" width="294" height="294" /></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Ruché | Prezzo: &lt;10 €</p>
<p>Il Ruché è un altro autoctono piemontese poco conosciuto e diffuso. Il centro deputato alla produzione è Castagnole Monferrato, affascinante borgo abbarbicato sulle colline.</p>
<p>E questo è un vino che non ti aspetti. Un vino che necessita di tempo e pazienza, ma che alla fine regala belle emozioni e, considerato il rapporto qualità-prezzo, la soddisfazione è notevole. Prima dicevo del tempo e della pazienza: il Ruché 2007 di Terra dei Roggeri (che non è altro che il marchio adottato dalla Cantina Sociale di Castagnole), vino rosso rubino con qualche lieve ricordo granato, è un vino che va aspettato. Bisogna aprirlo, versarlo, ascoltarne il suono della discesa nel bicchiere ed attendere che si mostri. <em>Annusato</em> e bevuto d&#8217;impulso non dice nulla: chiuso e schivo. Bisogna dargli qualche minuto, iniziare a mangiare qualcosa e poi.. eccolo: al naso i frutti rossi, ribes e prugna, la fanno da padrone, seguiti da una speziatura di pepe e noce moscata, piacevole, non insistente. Lontani, ma chiari, i ricordi di rose. Ma il mistero si svela in bocca: secco, caldo, morbido, fresco, equilibrato in ogni sua parte, con i tannini decisi ma non astrigenti. Piacevolissima beva e buona persistenza, chiama cibo ad ogni sorsata. E la bottiglia finisce in un amen. Applausi.</p>
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