Il Trebbiolo, rosso de La Stoppa

Pochi giorni fa in un altro post avevo accennato a una recente serie di visite a La Stoppa, appena sopra Piacenza. Non è un caso quindi che mi ritrovi qui, adesso, a sottolineare la straordinaria beva del rosso più semplice e immediato che viene prodotto nella cantina di Rivergaro. Un rosso, il Trebbiolo, che come il Dinavolino di Giulio Armani sta scandendo il ritmo di questa mia estate. Fresco, è vino che trova la sua dimensione più naturale dopo una breve sosta in frigorifero. Bonarda e barbera, taglio che più tradizionale non si può, per un sorso goloso e sfaccettato, articolato e intenso. In una parola, appagante. Un vino capace inoltre di introdurre perfettamente le belle complessità che caratterizzano un po’ tutta la produzione della cantina di Elena Pantaleoni, dalla Barbera (che meraviglia quella del 2006 ancora in vendita) fino alla Macchiona o all’Ageno, il bianco. A meno di 10 euro in zona è impossibile bere di meglio.

By Jacopo Cossater This entry was posted in Assaggi, Emilia-Romagna | and tagged , , | Scrivi un commento

8 Commenti

  1. Luigi
    Pubblicato il 25 agosto 2015 alle 10:28 | Permalink

    Provata qualche giorno fa.
    Bottiglia splendida.
    Cosa mi dici, invece, dell’annata 2014 del Trebbiano VV di Collecapretta?
    Vado sul sicuro o rischio una delusione come nel 2011? In tutta Italia il 2014 non ha reso granché bene, o sbaglio?

    • Pubblicato il 25 agosto 2015 alle 10:30 | Permalink

      Ciao Luigi, l’ho (ri)assaggiato proprio 2 giorni fa. Non il miglior Vigna Vecchia di sempre ma boccia sicura, mi è piaciuto molto. Appena più sfuocato rispetto alle migliori versioni ma comunque disteso, piacevolissimo.

  2. Pubblicato il 4 settembre 2015 alle 09:36 | Permalink

    Trebbiolo bevuto mese scorso a Civitanova; bel vino.

  3. Pubblicato il 9 settembre 2015 alle 21:59 | Permalink

    Si beve un gran bene alla Stoppa, tanto di cappello.
    Ma permettetemi di dire che il Piacentino prima di tutto è fatto di vinelli destrutturati, non di bicchieri che ti tolgono il fiato.
    Il bello è di scolarsi una malvasia in una calda sera d’estate con due fette di melone, e di scoprire che a bottiglia finita il palato non è ancora appagato, e stomaco e testa chiedono un altro “pum” per dirti basta.
    Alla sartoriale, t-shirt contro giacca rifinita a mano.

  4. Pubblicato il 3 febbraio 2016 alle 13:00 | Permalink

    Jacopo hai già provato casa benna? Al Fivi mi ha colpito positivamente, prezzi incredibili, gutturnio fermo a 5 euro, riserva a 7.
    Trebbiolo 12 e 13 hanno colpito anche amici che conoscono poco la tipologia. La 14 mi sembra ancora piuttosto scomposta e non so se arriverà al livello della bottiglia che hai recensito. Abbracci
    Luca

  5. Pubblicato il 9 febbraio 2016 alle 19:39 | Permalink

    Facciamo così, lo riapro alla prima occasione sperando di confermarti le mie sensazioni :) intanto stasera mi godo trebbiolo 12

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà mai pubblicato o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi tag e attributi HTML <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Subscribe without commenting

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter



  • Archivio


  • Tag Cloud

  • RSS

  • Creative Commons

    Creative Commons License