in Parlo da solo, Umbria

Cinque stelle, sono tutti vini buonissimi

Montefalco, Perugia. La prima edizione dell’anteprima è andata. Era infatti la primissima volta che il Consorzio dedicava un appuntamento – a ruota dei più famosi toscani – ad un’unica annata. Un’anteprima che certo, qualche difficoltà logistica la comportava di sicuro. Quella del Sagrantino è infatti denominazione piuttosto frammentata, che se da una parte permette ai produttori di vendere i propri vini del 2011 dal 1° gennaio di quest’anno dall’altra li vede uscire in commercio in un periodo temporale davvero ampio, molti infatti non saranno sugli scaffali prima dell’inizio del 2016, e anche di più. Una degustazione quella di oggi segnata da un numero davvero importante di campioni di botte, con tutte le difficoltà che questo comporta (per informazioni citofonare Valpolicella, l’anteprima dell’Amarone porta con sé la stessa problematica).

Volevo però tornare a parlare di stelle e di stelline, quelle valutazioni che vengono espresse proprio dai maggiori consorzi italiani al fine di indicare in sintesi la qualità dell’annata. Tempo fa ne avevo scritto su Intravino, sottolineando quanto ormai siano giudizi perlopiù privi di valore, sempre eccessivamente polarizzati verso l’alto. Giudizi che sulla distanza rischiano di rivelarsi addirittura controproducenti. Per capirci: a Montefalco l’unica (l’unica!) annata che in quindici anni è riuscita nell’impresa di scendere sotto le 4 stelle è quella del 2002. Dal 1997 al 2011 sono state tutte (tutte!) grandi o grandissime vendemmie, fenomeno tutt’altro che unico ed anzi assai simile nelle vicine Montepulciano, Montalcino, etc.

Penso al 2003, millesimo il cui andamento stagionale richiama inevitabilmente il 2011, ed al fatto che quei Sagrantino sono oggi fermi, privi di slancio, cristallizzati in una dimensione tannica ed alcolica senza via d’uscita. Nel 2013 avevo organizzato una degustazione sul tema proprio per vederci più chiaro. Ok, a distanza di 8 anni il panorama produttivo è cambiato molto, chi c’era è cresciuto, nuovi attori sono apparsi sulla scena. Nel 2003 poi c’era un’idea di Sagrantino forse un po’ diversa, ricchezza e potenza avevano un valore che nel tempo è diventato più sfumato. Le cose sono cambiate, ed è proprio per questo che vedere queste 5 stelle, oggi, lascia un po’ perplessi.

Quasi dimenticavo: la trentina di assaggi di questa mattina – cosa tutt’altro che trascurabile – non ha fatto che confermare queste perplessità. Vini buoni, vini meno buoni. Sopratutto un’annata non superiore alla 2010, alla 2006, alla 2004 (per tornare a parlare di stelle).

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Commento

  1. Un blogger è un blogger e un giornalista è un giornalista, la sola frustrazione non aiuta a raggiungere lo status di giornalisti. Bloggers che quando scrivono posts castigano intere denominazioni le quali sono volano di sviluppo per Toscana e Umbria, gli stessi che se si troveranno a compilare guide non metteranno voti sotto i 90 punti.

    • Uh, castigare intere denominazioni? E quando mai?

      Tra l’altro non sono neanche sicuro di aver compreso appieno il senso del tuo intervento, Adriano (sopratutto alla luce dei tantissimi post che nel corso degli anni ho dedicato al Sagrantino di Montefalco). Ti va di spiegarti meglio?

  2. sulle stelle dei consorzi troppo inchiostro digitale è stato sprecato inutilmente. sui tempi di presentazione alle anteprime (e alle guide, spesso) un po’ meno. io penso che tipologie come amarone e sagrantino siano quasi ingiudicabili a tre-quattro anni dalla vendemmia, e comunque molto lontani dall’aver terminato il loro giusto periodo di affinamento. più in generale, spesso nelle anteprime (e nelle guide…) vengono sottoposti campioni di annate ancora introvabili per il normale pubblico di consumatori che si rifornisce in enoteche e gdo. un produttore mi ha confessato che da anni l’immissione in commercio del suo vino di punta avviene due-tre anni dopo l’invio di quella stessa annata alle commissioni di degustazione delle guide! per chi sono scritte e pubblicate, allora, le guide? per conto di chi il cronista si avventura nelle anteprime?

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