Tappi, tappi, tappi

Stavo navigando abbastanza distrattamente, cercavo una particolare informazione a proposito dei tappi considerati come alternativi al sughero, quando mi sono accorto di avere aperto a poche tab di distanza due pagine in totale contrapposizione tra di loro. Da una parte “Io sto col sughero“, una campagna che vede coinvolto anche Carlo Cracco finanziata da APCOR, la Portuguese Cork Association. Dall’altra “Io non so di tappo“, un sito di Nomacorc, il più importante produttore di tappi alternativi del mondo.

Nel frattempo in Umbria un colosso come Cardèto ha dichiarato di aver eliminato dal proprio portafoglio i sugheri agglomerati. Esatto, quelli più brutti e più scandenti. Al tempo stesso però da un’indagine condotta da Astroricerche e voluta proprio da APCOR risulta che per moltissimi “il tappo di sughero non solo protegga la qualità del vino, ma sia anche in grado di conferirgli maggior valore rispetto ad altri tipi di chiusura”.

La strada è ancora lunga.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | Tag: , , , | Commenta

3 Commenti

  1. Pubblicato 3 maggio 2014 alle 15:56 | Link

    Ciao Jacopo, qualche settimana fa ho parlato di un vino con tappo di vetro che non mi convince (il tappo non il vino).
    Ho cercato di coinvolgere produttori di vino nella discussione, ma senza risultato.
    Capire i pareri di chi li usa e perché, sarebbe interessante, al di la delle ragioni dei produttori di tappi.
    Proprio parlando direttamente con qualche vignaiolo ho capito alcuni problemi che possono dare alcuni tipi di tappi alternativi.
    Mi piacerebbe approfondire il discorso….

  2. gianpaolo
    Pubblicato 3 maggio 2014 alle 18:40 | Link

    pero’, non tutti i tappi agglomerati sono brutti e scadenti, al contrario alcuni sono piu’ costosi e offrono garanzie di non cessione di TCA, TBA (per quanto possibile), per esempio i Diam. Poi, anche i tappi a vite non sono perfetti, bisogna capire per ogni vino specifico quali sono le condizioni di ossido-riduzione adatte, modulare la quantita’ di ossigeno disciolto e la quantita’ di solforosa libera. Io rimango dell’idea che il tappo perfetto non esiste, esiste il miglior compromesso possibile caso per caso, vino per vino. I tappi in vetro sono esteticamente belli, ma a parte il costo del vetro, e il suo trasporto (pensate su centinaia di migliaia di pezzi la differenza di peso tra sughero e vetro), la vera chiusura la fa la guarnizione di plastica che si frappone tra il vetro della bottiglia e quello del tappo, per cui a pensarci bene il tappo e’ in plastica (la stessa cosa in un certo senso avviene anche con il tappo a vite, piu’ avanzato perche’ si possono scegliere i rivestimenti interni per permeabilita’ all’ossigeno).

    • Pubblicato 3 maggio 2014 alle 23:55 | Link

      Grazie del sempre ottimo contributo Gianpaolo, non posso che essere d’accordo su tutto. Proprio stasera ero a cena con un produttore che mi parlava della sua esperienza con i Diam, assolutamente positiva.

Commenta

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Sottoscrivi senza commentare



  • La gestione della pubblicità su questo blog è affidata al network Vinoclic.

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter



  • Archivio


  • Tag Cloud

  • Creative Commons

    Creative Commons License