London Cru, London’s first Urban Winery

Certo il vino sarà quello che sarà ma l’idea non è male: le “Urban Wineries” hanno il sapore della resistenza metropolitana. London Cru è infatti il nome di una vera e propria cantina aperta all’interno dei locali di quello che era uno stabilimento dedicato alla produzione di gin. Un luogo che in teoria potrebbe arrivare a produrre ottomila bottiglie all’anno che offre la possibilità alla cittadinanza di entrare il contatto con il meraviglioso mondo della vinificazione, cosa forse scontata per chi vive nei paesi produttori, un po’ meno per chi è abituato a prendere un Prosecco ad Earls Court.

Spoiler: si sono fatti spedire le uve di barbera dal Piemonte, sono chiaramente dei pazzi scatenati.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Tag: , | Commenta

14 Commenti

  1. Pubblicato 6 febbraio 2014 alle 17:23 | Link

    Da rinchiudere. Nella cantina stessa, ma senza vino :-)

  2. graziano
    Pubblicato 6 febbraio 2014 alle 19:19 | Link

    caro Daniele Tincati ho visto il tuo blog e capisco che di vino ti intendi ma dal tuo commento vedo che il marketing non lo è, hanno avuto una idea brillante che farà scuola, ora invece di proporre di esportare anche i vinaioli con l’uva al solito aspettiamo che ci precedano francesi-spagnoli-e altri ma le idee vanno sviluppate anche se sono di altri, noi lo abbiamo fatto con la birra con risultati eccezionali per il ns. paese dispiace per te anzi mi scusi per LEI e per la ns. enologia PS: provi ad immaginare una simile idea con i ns. aziende e vinaioli che facciano accordi del genere in Giappone Cina o altri paesi ?? guardi il commento di Jacopo Cossater

    • Pubblicato 6 febbraio 2014 alle 22:20 | Link

      Caro Graziano,
      dammi pure del tu, tanto da queste parti sono sicuro che siamo tutte persone per bene.
      Il mio era un commento sarcastico, giusto per stare in tema di follie.
      Non mi intendo di marketing, ma ho capito che è un’idea strampalata ma che potrebbe dare buoni frutti dal punto di vista economico e di immagine per la nostra viticoltura.
      Mi restano comunque i dubbi legati alla ecosostenibilità di un’operazione del genere.
      Quanto impatta il trasporto di un certo quantitativo di frutta ?
      Per arrivare in buone condizioni, cosa si deve usare per proteggere l’integrità degli acini ?
      Potrei andare avanti per minuti…
      Possiamo fare qualcosa di meglio per le nostre terre, che non esportare uva da vinificare.
      Se aspettiamo la Cina stiamo freschi, si stanno già attrezzando da anni a coltivare uva da vino.
      Saluti.

      Tra un pò ci troviamo qui le bottiglie cinesi, altro che portare là uva.

      • graziano
        Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 11:19 | Link

        Daniele due esempi per farti capire uno è l’azoto che alcuni viticultori in IT già usano poi ho amici produttori di verdura in foglia che tutte le mattine mandano un camion climatizzato all’ortomercato di Milano (figurati quelli che arrivano dal sud) e uno allo scalo merci della Malpensa quando il primo torna alle 13 da Milano l’altro è già partito per il Giappone, ci arrivano fiori freschi da Olanda tutti i gg. apprezzo quello che intendevi tu e grazie per la confidenza (tu) e io intendevo non aspettiamo che visto che non gli vendiamo l’uva si vengono a comprare le aziende poi si piange

        • Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 12:01 | Link

          Capisco i dubbi legati all’ecosostenibilità del trasporto del “frutto uva” ma allora dovremmo anche pensare a quanto incide il trasporto di un vino confezionato, spostare una bottiglia di vino da uno stato all’altro ha un costo e mi azzardo a dire, non minore del trasporto dell’uva. Ben vengano tutte le iniziative che fanno parlare del vino.

          • Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 12:54 | Link

            Ok, ben vengano le iniziative che fanno parlare di vino e soprattutto di quello italiano.
            Il costo del trasporto sarà forse lo stesso, o di più, ma stiamo parlando di trasporto di prodotto finito, non da trasformare.
            Perché allora non portano in Italia i pomodori dalla Cina, invece del triplo concentrato ?
            Anche qui arriva la frutta proveniente dal Sudafrica, o dalla Thailandia, ma il trasporto richiede che la frutta non sia completamente matura e venga fatto largo uso di conservanti.
            Se questi signori hanno un sacco di soldi da spendere e trasportano tutto in giornata via aerea, allora forse si salva qualcosa, altrimenti si dovrebbe raccogliere l’uva in anticipo, che qualcuno che ne sa più di me mi dice che non va bene.
            Non stiamo parlando di trasformare cereali già maltati in birra…..

  3. Lorenzo Abussi
    Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 00:26 | Link

    Che figata!!!!
    Grazie Jacopo della segnalazione :D
    che dire, ci vado a fare un giro quanto prima e ti dico com’è :D

  4. ivosalvini
    Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 09:26 | Link

    La cosa piu’ stupida mai letta in vita mia. Complimenti al signore che pensa che sia una grande trovata. W il marketing!

    • Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 09:50 | Link

      Ivo scusa, senza stare a scomodare paroloni quali “marketing”, a me sembra invece iniziativa di grande sostanza. Qui nessuno compra vino già fatto inventandoci una bella storia per riuscire a venderlo. Ci sono le vasche d’acciaio, là dentro.

    • graziano
      Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 11:25 | Link

      grazie ma resto della mia opinione perché ho toccato con mano il problema la gente non si limita a commentare letteralmente ma si muove, una volta sbaglia, l’altra no
      ci sentiamo tra qualche anno

  5. Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 09:58 | Link

    c’è un vecchio detto, Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. (O. Wilde) Poichè la notizia ha già varcato i confini nazionali, per chi ha inventato la trovata è già un successo. Poi siete sicuri che non possa far bene alla Barbera? Magari si entra in enoteca, si vede la bottiglia di Barbera e si acquista, perchè si è letto qualcosa!!!!

  6. Pubblicato 7 febbraio 2014 alle 10:29 | Link

    Jacopo volevo passarci a fine dicembre quando ero a Londra ma erano chiusi per ferie. Io non ci trovo nulla di male, anzi

2 Trackbacks

  1. [...] notizia piuttosto datata, è iniziativa che a mosso i suoi primi passi quasi un anno fa, ma in cui mi sono imbattuto solo ieri: l’apertura di una vera e propria cantina nel centro di Londra, Inghilterra. Una [...]

  2. [...] notizia piuttosto datata, è iniziativa che ha mosso i suoi primi passi quasi un anno fa, ma in cui mi sono imbattuto solo ieri: l’apertura di una vera e propria cantina nel centro di Londra, Inghilterra. Una [...]

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