in Birra

La Oude Geuze di De Cam

Se è vero che una volta arrivati ai lambic e derivati non è così facile tornare indietro, è anche vero che da quelle parti c’è davvero da divertirsi nello scoprire le tantissime sfumature che differenziano questo o quel birrificio. Io per esempio ci sono arrivato tardi, alle birre di Karel Goddeau e più in generale di De Cam. Si tratta di una piccola guezestekerij pochi chilometri ad ovest di Bruxelles, una realtà nata negli anni novanta che da subito si è distinta per la chiara impronta tradizionale del proprio lavoro. Membro fondatore della HORAL, the High Council for Artisanal Lambic Beers (traduzione di HOge Raad voor Ambachtelijke Lambikbieren), se le birre targate De Cam erano inizialmente frutto di un assemblaggio di lambic provenienti da Boon, Girardin e Lindemans, oggi può vantare una propria produzione a Drie Fonteinen (fonte: Mondo birra). La curiosità riguarda le grandi botti in cui matura, tutte da dieci ettolitri precedentemente usate nel famoso stabilimento ceco Pilsner Urquell.

La Oude Geuze stupisce per non solo per spessore ma anche e soprattutto per tutta la suadente complessità che riesce ad esprimere: toni agrumati, note selvatiche di torba, tracce tanto floreali quanto animali introducono ad un assaggio pieno, ruvido, appagante. Dalla spiccata acidità, ha esattamente la stoffa necessaria per bilanciarne la veemenza. Rock’n’roll, invita a tornare sul bicchiere grazie ad una freschezza affatto scontata. Profondissima, è birra che ho amato immediatamente.

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