Viva la carta di qualità

Ha fatto capolino ieri nella mia cassetta della posta -quella reale, non quella elettronica- il primo numero di Dispensa, magazine interamente “dedicato a tutti gli amanti del cibo e dell’universo che gli gira intorno”. Un bel progetto di un centinaio di pagine fatto di storie, anche lunghe, che forse non siamo più abituati a leggere; che richiedono attenzione e concentrazione ma che ripagano con un senso di grande appagamento. Di carta? Si, di carta. Da tempo infatti sono convinto esista uno segmento specifico per un certo tipo di pubblicazioni di grande, grandissima, qualità che non soffre la crisi editoriale e che anzi, nel peso di una carta da 140 grammi, nella bellezza di grandi fotografie, nella qualità di testi anche di diecimila battute trova un senso particolarmente compiuto.

Oggetti che spesso riprendo in mano, che colorano le stanze di casa e che non potrei mai immaginare di leggere (solo) in digitale. Ecco che quindi Dispensa forse andrà ad affiancarsi a pubblicazioni cui sono particolarmente affezionato come Rivista Studio, IL MagazineMonocle, CerealApartamento ed altri. E poi sto pensando di abbonarmi a Howler, un magazine che sta ridisegnando la narrazione del calcio non solo negli Stati Uniti.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Tag: , | Commenta

6 Commenti

  1. Pubblicato 2 ottobre 2013 alle 11:01 | Link

    ti manca The World of fine Wine, la più bella rivista di vino del mondo

    • Pubblicato 2 ottobre 2013 alle 11:03 | Link

      Eh, lo so. Ma con un abbonamento annuale di The World of fine Wine mi ci ripago praticamente tutti gli altri.

  2. Pubblicato 2 ottobre 2013 alle 11:02 | Link

    Credo che il fascino della rivista cartacea sia, come tanto altro, il tempo.
    La newsletter, la notizia sul blog, il quotidiano online, vengono letti di sfuggita, cercando di prendere l’informazione immediata. E la scarsa lunghezza di un articolo, o di un post, digitale, è lì a dimostrarlo.
    Inoltre mettere su un blog costa al massimo 50€ l’anno. Se qualcuno spende soldi, tempo, organizzazione, per pubblicare e diffondere una rivista, vuol dire che ci tiene davvero.
    Il rumore che fanno le pagine mentre le sfogliamo, non ricorda un po’ lo scricchiolio dei dischi in vinile?

    • Pubblicato 2 ottobre 2013 alle 11:06 | Link

      E infatti la vendita di vinili su Amazon è quella con il maggior incremento percentuale. Qualcosa come il 745% in cinque anni. Non è meraviglioso?

  3. Pubblicato 2 ottobre 2013 alle 14:39 | Link

    Aggiungo che trovo fantastica anche l’attesa stessa del magazine, che ci si ritrova nella cassetta (quella vera) proprio l’unico giorno in cui non lo si attende con ansia.
    Pensavo oggi anche a quanto è ancora bello comprare libri, avere in mente di comprarli, cercarli, nemmeno chiedere se ci sono e dove sono quando si entra in libreria, gustare quegli attimi in cui ci si avvicina allo scaffale giusto e scovare la tua copia che ti aspetta.
    Belle cose, queste si a mio avviso non tecnologicamente rimpiazzabili.

  4. Pubblicato 4 ottobre 2013 alle 11:27 | Link

    Ci sono letture che proprio non riesco ad affrontare in digitale, soprattutto quando l’articolo è lungo e magari l’argomento richiede particolare attenzione. Nel web a mio avviso sono più adatti scritti brevi. La “carta” spesso mi da soddisfazione visiva tattile, è un momento di intimità tra me e ciò che sto leggendo. Questo non potrebe accadermi nel web, ne son certa!, e allora come dici tu “Viva la carta di qualità”.

Un Trackback

  1. [...] più bella, quella da annusare, accarezzare e collezionare. Chi mi conosce sa quanto questa sia una passione che è cresciuta con il tempo e che ha trovato compimento con l’incontro con l’amico di [...]

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