Solforosa, solforosa, solforosa

Niente. Non se ne esce. Come già accennato qualche mese fa ormai agli occhi del grande pubblico vale il dogma secondo il quale i vini naturali sono quelli senza anidride solforosa.

Quindi il suo giudizio sul vino naturale è…

“…che uno su dieci è fantastico per sei mesi e in seguito imbevibile. Gli altri nove non sono bevibili in partenza. La fissa del naturale nasce da gruppi di appassionati più che dal grande pubblico: ma non si può pensare a un mercato composto unicamente da vini senza anidride solforosa. La trovo una discutibile astuzia di marketing”.

Così Maurizio Zanella, presidente di Cà del Bosco e del Consorzio per la Tutela del Franciacorta, a proposito dei vini naturali in un’intervista di Maurizio Bertera su Linkiesta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | Tag: , , , , | Commenta

5 Commenti

  1. Nic Marsél
    Pubblicato 30 ottobre 2013 alle 10:47 | Link

    L’astuzia di marketing è quella di rilasciare queste dichiarazioni sfuocate, imprecise, confuse, mentendo con cognizione di causa. Il personaggio in questione non fa parte del grande pubblico e non posso immaginare che non sappia che il vino naturale non è quello senza solfiti. L’obiettivo è spostare l’attenzione su un falso problema, appunto quello dei solfiti, per mettere i bastoni tra le ruote al carro (che in prospettiva potrebbe essere quello del vincitore) sul quale non si puo’ salire.

  2. Pubblicato 30 ottobre 2013 alle 11:04 | Link

    La disinformazione si fa soprattutto alterando di poco la realtà ed omettendo particolari. D’altra parte, i vini naturali li fa pure Cotarella…

  3. Alesio Piccioni
    Pubblicato 30 ottobre 2013 alle 11:06 | Link

    Solo chiacchiere da Bar, il signor Zanella sa benissimo come stanno le cose…
    Qui l’unico problema reale è capire, all’interno delle varie fazioni, quali sono i parametri per poter definire un vino “naturale”, per ora l’unico parametro adottato Mi sembra sia la partecipazione alle varie fiere di settore.
    A buon intenditor servirebbero più parole!

    • Pubblicato 30 ottobre 2013 alle 11:17 | Link

      Beh, non solo. Ad oggi, a dieci anni di distanza dalla prima edizione di Villa Favorita, le cose sono decisamente più chiare, direi. Come già scritto rispondendo a Maurizio Gily su Facebook esiste anche una certa bibliografia relativa all’argomento i cui contributi più interessanti (opinione personale) iniziano con l’enorme lavoro divulgativo di Sandro Sangiorgi, continuano con i libri di Giovanni Bietti e finiscono, almeno in ordine cronologico, con Servabo, il libro di Simona Centi, Gianpaolo Di Gangi, Alessandro Franceschini e Maurizio Paolillo. Per non parlare dei tantissimi post che affrontano l’argomento (ce ne sono molti decisamente esaustivi, in proposito).

      Insomma, il problema a mio avviso non è la definizione ma la continua disinformazione, ed è proprio nell’assenza della solforosa ed i vini naturali che essa trova uno dei suoi apici.

  4. Alesio Piccioni
    Pubblicato 31 ottobre 2013 alle 01:47 | Link

    Purtroppo caro Jacopo le tue parole non fanno che rafforzare e dare ragione alla tesi di Zanella.
    Solo una nicchia di persone può documentarsi come tu affermi.

Commenta

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Sottoscrivi senza commentare



  • La gestione della pubblicità su questo blog è affidata al network Vinoclic.

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter



  • Archivio


  • Tag Cloud

  • Creative Commons

    Creative Commons License