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Il tappo a vite è (decreto) legge

Quello apparso sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 24 settembre a firma del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Nunzia De Girolamo, è Decreto storico (insomma, quasi). Dal giorno successivo la sua pubblicazione è infatti stato ufficialmente sdoganato il tappo a vite per tutte (tutte) le tipologie di vino italiane, ad esclusione ovviamente dei soli spumanti. Dal Barolo al Taurasi non c’è vino a denominazione di origine sul quale non sia quindi ipoteticamente possibile utilizzare lo Stelvin (saranno i singoli consorzi dei vini a DOCG -se sprovvisti di una regola in tal senso- a decidere se utilizzare il solo tappo di sughero con una modifica dei propri disciplinari da presentare entro sei mesi). Tra l’altro questo è decreto che va a completare il lavoro iniziato dal precedente Ministro che lo scorso 13 agosto 2012 aveva già intrapreso un percorso in questo senso.

Il testo completo in pdf lo potete trovare qui, a partire da pagina 4 (via Il Sole 24 Ore).

Edit 7/10/2013: Nello specifico, il tappo a vite viene ufficialmente riconosciuto come sistema valido per qualunque tipo di vino, anche a denominazione di origine (e questa è certamente la novità più rilevante). Tuttavia, se il suo disciplinare di produzione prevede una limitazione in tal senso questa rimane valida fatte salve eventuali successive modifiche.

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Commento

  1. Ciao Jacopo,
    mi sa che non è esattamente così.
    (vedi il punto sotto quello che tu hai sottolineato…)

    Se il disciplinare della DOC è più restrittivo questi non vengono toccati dalla nuova disposizione.
    Se invece non lo è hanno sei mesi di tempo per renderla più stringente.
    Ciò significa che a Bolgheri, purtroppo, non potremmo mai imbottigliare un Bolgheri DOC con tappo a vite.
    Sempre se io non ho capito una mazza di quanto scritto sulla GU

    • Uhm. Il testo dice:

      Limitatamente alle DOCG i cui vigenti disciplinari di produzione non contemplano disposizioni limitative per l’uso delle chiusure dei recipienti, il termine di entrata in vigore della modifica di cui all’art. 1, punto 2), del presente decreto è prorogato di sei mesi.

      Che tradotto significa: quei Consorzi i cui disciplinari non hanno disposizioni specifiche in materia (pochissimi, direi) hanno sei mesi per organizzarsi (e decidere se rimanere ai soli tappi “rasi”).

      Però è questione che si limita alle sole DOCG. Per le DOC -come Bolgheri- la questione non si porrebbe. Che dici?

      • Scusa, però è vero: se un vino a denominazione di origine DOP ha un disciplinare più stringente rimane valido quello:

        (..) fatte salve le disposizioni più restrittive stabilite negli specifici disciplinari di produzione DOP, ivi compresi i disciplinari DOP approvati o modificati alla data di entrata in vigore del presente decreto.