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Precisazioni: “naturale è un termine che non mi piace, meglio culturale”

Signor Gaja, ha detto recentemente «Quella del vino naturale non è una moda. La direzione è quella e non si tornerà più indietro». Accidenti.

“Intanto a ripensarci, naturale è un termine che non mi piace. Meglio se avessi detto “culturale”, indicando un vino meno manipolato e più originale, per quel target di consumatori più di testa che di palato. Ci sono persone che preferiscono una bottiglia magari non perfetta ma che li soddisfa perché sanno come è stata realizzata, in modo diverso dalla massa. Piace il concetto, insomma.”

Da una bella intervista di Maurizio Bertera ad Angelo Gaja, su Linkiesta.

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Commento

  1. “In ogni caso, stiamo assistendo a un processo importante, che non può riguardare i vini con un prezzo basso”. Ci sarebbe da discutere su questa affermazione… Se per prezzo basso intendiamo i vini a 2€ del discount ok, altrimenti sembrerebbe quasi un voler delegittimare quei produttori “culturali” che riescono a tenere una buonissima qualitá media a prezzi contenuti. Per non parlare di ció che si puó trovare sfuso (ultimamente se ne é parlato in abbondanza).

    • Giusto, anche se è vero che sono sempre meno i produttori di vini “culturali” che tengono prezzi davvero accessibili, tali da renderli effettivamente da tutti i giorni. Gran parte dei naturali sono, per dirla all’inglese, dei vero e propri “premium wines”.