Il Pinot Nero di Edi Kante

“Uh, sembra quasi una via di mezzo tra la Borgogna di Charles ed Eric Rousseau e la Sardegna di Gianfranco Manca.”

Questa la primissima affermazione a proposito di un vino servito nel bicchiere alla cieca, cui ne hanno fatto seguito molte altre, completamente fuori fuoco tanto per vitigno quanto per posizione geografica. Inutile dire che era proprio quella, la prima, ad essere l’ipotesi che pur con tutte le variabili del caso più si avvicinava ad un certo barlume di correttezza. Perchè c’è il mediterraneo, dentro il Pinot Nero di Edi Kante. Tra l’altro nessuno, in oltre mezz’ora di divagazioni su questa bottiglia così ricca di fascino, era più tornato a nominare il pinot nero tale era la prepotenza di questa vocazione a tratti marina, a tratti solare. Ed invece ancora una volta il Carso torna a stupire con un vino di grande equilibrio, appagante e disteso, caratterizzato da uno dei profili olfattivi più stupefacenti abbia mai sentito in un Pinot Nero. Dalla polvere di cappero a quel profumo tipico dei boschi di pino marittimo, dal ribes alla scorza di arancia fino ad un diffuso e piacevolissimo sentore di polvere di vaniglia. Magari non c’era quella freschezza che avrebbe fatto gridare al miracolo ma in bocca era assaggio di grande stoffa, un unico e lineare assolo di sax tenore che continuava fino ad una chiusura di grande partecipazione tattile.

Una bottiglia targata 1999 trovata un po’ per caso tra gli scaffali impolverati di una locale enoteca. Una selezione che viene prodotta senza una chiara logicità, a questa vendemmia è seguita solamente quella del 2009, e che – a trovarla – viene via a circa 35 euro.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia | Tag: , | Commenta

5 Commenti

  1. Pubblicato 9 luglio 2013 alle 15:41 | Link

    è un po’ che non mi capita di bere un pinot nero di Kante, fra l’altro dalle mie parti non è affatto facile trovarlo. Tu dove hai avuto questa fortuna?

  2. Jacopo Cossater
    Pubblicato 9 luglio 2013 alle 16:01 | Link

    Un amico in un’enoteca di Pg. Io a questo punto non vedo l’ora di assaggiare il 2009.

    • Pubblicato 9 luglio 2013 alle 17:57 | Link

      Purtroppo l’unica enoteca che ricordo a Perugia risale a quasi 10 anni fa, in realtà non era un’enoteca ma un grande magazzino con prodotti di ogni genere, vini compresi. Stava in una zona leggermente periferica, fuori dal centro storico, ma il nome proprio non me lo ricordo…

      • Pubblicato 9 luglio 2013 alle 19:10 | Link

        Ma certo, il “vecchio” Giò. Di quel vero e proprio grande magazzino è rimasto un piccolo negozio, anche enoteca. Comunque no, la bottiglia viene (credo) da un posto che si chiama Beresapere.

  3. Pubblicato 11 luglio 2013 alle 23:49 | Link

    Non mi meraviglio che questo vino abbia sollecitato lunghe divagazioni: è un perfetto mix di anima mediterranea e aristocrazia borgognona. In cantina ne ho una bottiglia, presa direttamente da Kante lo scorso aprile: non la toccherò per un bel po’.

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