in Parlo da solo

Foursquare über alles

Al solito, il discorso è certamente più complesso di così. Ma l’ennesima conferma è che nelle città in cui Foursquare è largamente diffuso, come qui a NY da dove sto scrivendo, le guide cartacee non hanno più alcun motivo di esistere. Nessuno. In “explore” c’è già tutto, e funziona perfettamente.

E guardate, non è cosa che si limita alla sola ristorazione – il settore evidentemente con più visibilità insieme a bar, locali, etc. – ma è ragionamento più ampio, che ha che fare con un cambiamento radicale nel modo stesso di visitare e di vivere gli ecosistemi in cui ci muoviamo. La forza propulsiva di Foursquare, a differenza di TripAdvisor, è il suo essere liquido. In continuo e perenne cambiamento grazie agli umori degli utenti che ne fanno uso. Cosa succede di là, quando succede, chi fa check-in, se lo conosciamo, cosa è di tendenza in un determinato momento, le liste, i like e soprattutto i punteggi calcolati sulla base tutte queste variabili. Ovvio, maggiore è il numero degli utenti più diventa strumento capace di essere affidabile come nessun altro, anche sul web. Una piattaforma trasversale, non utilizzata solamente in ambito turistico ma anzi, la cui forza propulsiva deriva proprio dai “locals”, utenti capaci di essere vere e proprie guide virtuali per tutti gli altri. E poi il suo essere nativo per mobile, naturalmente immediato nell’utilizzo.

Da qui non si torna più indietro, ed è piuttosto entusiasmante.

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