Il Sur Lie Alpino di Furlani

E insomma non credo ci sia bisogno di ribadire il mio debole per i sur lie (eh? tu che mi leggi non sai di cosa sto parlando? prova a dare un’occhiata qui). Spesso, non sempre, trovo siano vini di rara schiettezza, caratterizzati da una beva travolgente e da una levità del tutto particolare, una grazia che a volte sembra fare parte del loro DNA.

La bottiglia di oggi viene dalle colline di Trento, la produce Matteo Furlani con la collaborazione di Danilo Marcucci e beh, è un altro vino che già al primo sorso mi ha letteralmente conquistato. Si tratta di un rifermentato in bottiglia da uve bianche raccolte l’anno scorso, nel 2012. Un vino la cui fermentazione si interrompe naturalmente con l’arrivo dell’inverno e che riparte in bottiglia con il salire delle temperature primaverili. Un sur lie che viene quindi prodotto senza l’aggiunta di lieviti selezionati e/o zuccheri e senza l’aggiunta, in nessuna fase della vinificazione e/o dell’imbottigliamento, di anidride solforosa (argomento su cui devo tornare quanto prima).

Un assaggio teso come mai mi sarei aspettato, tutto giocato su una certa mineralità e su toni agrumati ancora verdi, che ricordano il pompelmo e il lime. Acidità e freschezza sono sensazioni che si possono toccare con mano, che lo accompagnano proiettano lungo il palato fino ad una chiusura di rara pulizia. E se non si tratta certo di un campione in termini di complessità è anche vero che basterà aspettare alcuni mesi per trovare nel bicchiere sensazioni nuove, più docili ed avvolgenti.

A meno di dieci euro, sarà uno dei vini dell’estate.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Trentino-Alto Adige | Tag: , , , | Commenta

9 Commenti

  1. Nic Marsél
    Pubblicato 23 maggio 2013 alle 08:46 | Link

    Accidenti Jacopo, questo mi manca :-) Però le scritte “Natura” e “Metodo Interrotto” sull’etichetta dell’altra bottiglia sono francamente inquietanti.

    • Pubblicato 23 maggio 2013 alle 08:50 | Link

      ..”metodo interrotto” però a me piace molto. :)

      • Nic Marsél
        Pubblicato 23 maggio 2013 alle 09:08 | Link

        No dai… ci manca solo il “metodo-interrotto”,”brut”, “contro-natura” e il disastro è completo

        • Pubblicato 24 maggio 2013 alle 09:44 | Link

          Per me l’unico difetto di quel nome è che pesca semanticamente nei metodi anticoncezionali! Per il resto non mi inquieterei ;-)

  2. Adriano Aiello
    Pubblicato 23 maggio 2013 alle 16:03 | Link

    Io attendo l’etichetta “Naturalmente non dosato, percivacemente interrotto” :)

  3. Danilo
    Pubblicato 26 maggio 2013 alle 12:00 | Link

    Ciao Jacopo ma chi sono questi tuoi amici?

    • Pubblicato 26 maggio 2013 alle 20:06 | Link

      Non sono sicuro di aver capito la domanda. Nel dubbio ti dico che sono.. bevitori di cui mi fido molto. ;)

    • Nic Marsél
      Pubblicato 27 maggio 2013 alle 11:08 | Link

      Si fa dell’umorismo su una bizzarra dicitura in etichetta, non certo sul lavoro di un agricoltore. Mi fido della competenza di Jacopo in particolare sulla tipologia “sur lie” e non vedo l’ora di assaggiare la bottiglia in questione, anche se l’estate non vuole proprio arrivare.

  4. Pubblicato 12 giugno 2013 alle 17:11 | Link

    Probabilmente (sicuramente!) a un po’ più di dieci euro direttamente comprando dall’azienda…12 euro sur lie, 18 euro metodo interrotto che fa molto sensual!!!

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