in Assaggi, Trentino-Alto Adige

Il Sur Lie Alpino di Furlani

E insomma non credo ci sia bisogno di ribadire il mio debole per i sur lie (eh? tu che mi leggi non sai di cosa sto parlando? prova a dare un’occhiata qui). Spesso, non sempre, trovo siano vini di rara schiettezza, caratterizzati da una beva travolgente e da una levità del tutto particolare, una grazia che a volte sembra fare parte del loro DNA.

La bottiglia di oggi viene dalle colline di Trento, la produce Matteo Furlani con la collaborazione di Danilo Marcucci e beh, è un altro vino che già al primo sorso mi ha letteralmente conquistato. Si tratta di un rifermentato in bottiglia da uve bianche raccolte l’anno scorso, nel 2012. Un vino la cui fermentazione si interrompe naturalmente con l’arrivo dell’inverno e che riparte in bottiglia con il salire delle temperature primaverili. Un sur lie che viene quindi prodotto senza l’aggiunta di lieviti selezionati e/o zuccheri e senza l’aggiunta, in nessuna fase della vinificazione e/o dell’imbottigliamento, di anidride solforosa (argomento su cui devo tornare quanto prima).

Un assaggio teso come mai mi sarei aspettato, tutto giocato su una certa mineralità e su toni agrumati ancora verdi, che ricordano il pompelmo e il lime. Acidità e freschezza sono sensazioni che si possono toccare con mano, che lo accompagnano proiettano lungo il palato fino ad una chiusura di rara pulizia. E se non si tratta certo di un campione in termini di complessità è anche vero che basterà aspettare alcuni mesi per trovare nel bicchiere sensazioni nuove, più docili ed avvolgenti.

A meno di dieci euro, sarà uno dei vini dell’estate.

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Commento

  1. Accidenti Jacopo, questo mi manca 🙂 Però le scritte “Natura” e “Metodo Interrotto” sull’etichetta dell’altra bottiglia sono francamente inquietanti.

    • Si fa dell’umorismo su una bizzarra dicitura in etichetta, non certo sul lavoro di un agricoltore. Mi fido della competenza di Jacopo in particolare sulla tipologia “sur lie” e non vedo l’ora di assaggiare la bottiglia in questione, anche se l’estate non vuole proprio arrivare.