Verona 2013, ho assaggiato cose che non riesco a dimenticare

E ti pareva. È mercoledì e la primavera si è palesata all’improvviso, asciugando la pioggia che per due/tre giorni si è abbattuta abbastanza incessantemente su Verona. Ma va tutto bene. Io in questo momento sono sul treno che, tra un cambio e l’altro, dovrebbe riportarmi a casa nel tardo pomeriggio. Giusto così, sono stati quattro giorni di fiesta e domani mattina si rientra con prepotenza in una certa quotidianità. Nel frattempo, mentre il convoglio si lascia alle spalle Porta Nuova ripenso ad alcuni dei bicchieri che, più di altri, hanno illuminato questi giorni veronesi. Dalle manifestazioni organizzate da VinNatur e da Viniveri fino al meltin’ pot fieristico. Perchè in fondo tutto quanto dovrebbe ruotare intorno a quello che c’è nel bicchiere, no?

Il primo, uno dei più luminosi, è lo spettacolare grillo targato 2012 di Nino Barraco. Quello che sarà il “Vignamare” è un vino bianco meraviglioso, mi riporta immediatamente la mente a quella vigna, uno degli appezzamenti più spettacolari che abbia mai avuto l’onore di visitare, e alla spiaggia, al mare, al sale, al sole. Che. Vino. Pazzesco. Occhio poi ad un altro grillo, non così geograficamente lontano dal primo. Il 2012 di Cantine Barbera è forse il più buono mai prodotto nella cantina di Menfi.

A proposito di bianchi, e qui mi ricollego velocemente alla recente trasferta carsica, c’è un produttore che mi ha stupito più di altri. Dall’annata 2009 ha tirato fuori due vitovska meravigliose per finezza e per complessità. Vini tesi e poliedrici, davvero splendidi. Paolo Vodopivec, punto e a capo.

Grazie a Maria Grazia Melegari sono poi tornato ad innamorarmi di Soave e della Garganega. Il “Vigne della Brà” 2010 di Filippi brilla per profondità e slancio. Uno dei più buoni Soave che ricordi, un vino che è potenzialmente anche migliore del 2006 assaggiato sempre a Villa Favorita. E se anche mi sbagliassi di qualche punto fidatevi, dimenticatene un cartone giù in cantina per un po’. Poi ne parliamo.

Appagante e rinfrescante il Lambrusco di Sorbara “Falistra” di Podere Il Saliceto. Affascinante per eleganza il Brunello di Montalcino 2008 “Madonna delle Grazie” de Il Marroneto. Pazzesca per definizione, intensità e classe la barbera 2006 de La Stoppa. Per non parlare del rosso 2010 di Alessandro Dettori. Anzi no, parliamone. Ma come fa? Davvero, lì dentro c’è una stoffa difficile da trovare altrove. Un cannonau che unisce grazia, eleganza, profondità ad uno spiccato (e meraviglioso) carattere mediterraneo. Wow.

Dalla vendemmia 2011 Saša Radikon ha tirato fuori altri due grandissimi vini. Lo Slatnik in particolare mi ha stupito non solo per freschezza e complessità ma anche per la grandissima personalità. Sono proprio i suoi vini, non c’è niente da dire. In questi anni avevo un po’ perso di vista il lavoro di Vanni Nizzoli di Cinque Campi. Ho trovato vini bianchi molto precisi, puliti, sfaccettati. Su tutti il metodo classico, il “Particella 128″. Per rimanere in tema, buonissimo anche il “Dosaggio Zero” di Letrari, un Trento Doc dritto ed elegante, uno di quelli che torneresti sempre ad assaggiare.

E poi che bello trovare piacevoli conferme, vini già assaggiati nel corso degli ultimi dodici mesi che non hanno fatto altro che riproporre quanto di buono avevo pensato al primo bicchiere. Il Faro 2010 di Bonavita, il Cirò Riserva 2008 di ‘A Vita, il rosato 2010 di Massa Vecchia, il prosecco 2011 di Casa Coste Piane.

Poi certo, questi sono tutti assaggi che neanche lontanamente vogliono rappresentare un minimo senso di completezza. Mai come quest’anno ho assaggiato poco, lasciando più spazio alle parole che ai bicchieri. Quattro giorni di fiesta, come dicevo. Va tutto bene.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi | Tag: , , , , , , , , , , , , , , | Commenta

13 Commenti

  1. Pubblicato 10 aprile 2013 alle 16:19 | Link

    Caro Jacopo, hai piazzato i “miei” vini del cuore (della 3giorni veronese) nel tuo ottimo pezzo:
    - le 2 Vitovska di Vodopivec;
    - i 2 Grillo di Barraco;
    - il Dettori rosso ed il suo Otto Marzo (grandioso).
    Poi ci sarebbero i rossi ‘A Vita e Bonavita, ma non sarei imparziale…

  2. Lorenzo
    Pubblicato 11 aprile 2013 alle 11:52 | Link

    Bel resoconto Jacopo, contavo di leggere qualcosa del genere.
    Grazie di qualche dritta pratica che sperimenterò al più presto (es. Letrari, visto il bisogno di nuove bollicine e la non lontananza dalle mie rotte quotidiane).
    Pensando ad alcuni dei miei ricordi di Cerea:
    - non avendolo mai bevuto prima, il rosato di massa vecchia: pazzesco!
    - divertente e allegro il fiano bollicina di case bianche
    - mi sono un pò avvicinato all’etna, forse non sono ancora pronto per il carso..
    - haderburg e coste piane non stancano mai
    - a’vita imprescindibile, anche se sono più sul superiore che sulla riserva
    - ho perso i georgiani…peccato o meglio così?
    - infine lo dico io (e non per ingraziarmi l’autore): i vini di colle capretta in mezzo a tutti gli altri non hanno sfigurato affatto, anzi!!!anzi!!!e l’olio l’avrebbero venduto a cisterne se ne avessero!

    • Pubblicato 11 aprile 2013 alle 20:23 | Link

      Hai ragione, l’olio extra vergine di oliva di Collecapretta è una cosa commovente. Meriterebbe un post a parte.

  3. Pubblicato 11 aprile 2013 alle 16:47 | Link

    Gentile Jacopo, ho avuto anch’io modo di apprezzare in quel di Villa Favorita la produzione Filippi. Ne sono rimasto molto colpito, specialmente dal Tardiva, ottenuto con uve attaccate da botrytis cinerea. Condivido con te l’intuizione di tenere in cantina per un po’ il Vigne della Brà. Ancora una cosa: il Faro Bonavita, che conosco bene, è sulle tracce del più quotato Palari, a mio parer diventerà a breve un must siciliano.
    Saluti.

    • Pubblicato 11 aprile 2013 alle 20:29 | Link

      Ops, la vendemmia tardiva di Filippi mi è sfuggita. Quanto al Faro di Bonavita direi che ormai è già un must, di quelli da non perdere assolutamente.

  4. Pubblicato 11 aprile 2013 alle 19:35 | Link

    Ciao Jacopo grazie di essere passato a bere il Falistra !!!grazie anche per la preziosa segnalazione …dopo tanto faticare queste sono pillole di fiducia che ti fanno andare avanti con più carica. ciao GP

  5. Pubblicato 12 aprile 2013 alle 13:32 | Link

    Ciao Jacopo, e grazie per essere passato a trovarmi :)

  6. Pubblicato 12 aprile 2013 alle 15:55 | Link

    Gian Paolo, 2 boccie di Falistra le sono riuscite con gran fatica a conservare dallo scorso anno e non vedo l’ora di riprovarle perché l’evoluzione in bottiglia non può che migliorarlo!!!

    http://grappolospargoloo.spazioblog.it/176135/Lambrusco+di+Sorbara+Fashion+Pink.html

  7. Nic Marsél
    Pubblicato 12 aprile 2013 alle 18:56 | Link

    Grazie della dritta sul Vignamare ne valeva davvero la pena. Pero’ a me è piaciuto molto anche il Kurni :-)

    • Pubblicato 13 aprile 2013 alle 00:08 | Link

      Ecco, io invece ho un debole per il Kupra. ;)

      • Nic Marsél
        Pubblicato 13 aprile 2013 alle 11:07 | Link

        Anch’io ce l’avrei quel debole, ma il mio CC è molto molto più debole :-)

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