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Il Rosato d’Abruzzo “Selezione Damigiana” 2012 di Rabasco

Dice: “fammi capire, ma scrivi del nuovo rosato di Rabasco solo perchè la persona che l’ha pensato (e realizzato) è tuo carissimo amico?“. Risponde: “no, o comunque non solo: ne scrivo prima di tutto perchè mi piace l’idea dietro questa bottiglia, poi perchè – aspetto direi centrale – mi piace il risultato e solo in ultima analisi anche perchè Danilo Marcucci è un carissimo amico“.

Chiarito questo, ecco a voi la “Selezione Damigiana” 2012 di Rabasco. Ovvero una produzione limitatissima di montepulciano vinificato in rosato da vigneti nel comune di Pianella, in provincia di Pescara, Abruzzo. Non vi dice niente questo nome vero? Neanche a me, basta però dare una veloce occhiata alla mappa per scoprire che è località che confina con Loreto Aprutino e con quei vigneti. Si, esatto, e tutto comincia a diventare più chiaro. Questa vendemmia è la prima di un progetto a lungo termine, se fosse un software si tratterebbe di certo di una “beta release”. È evidente che le cose cominceranno infatti a farsi più chiare a partire dalla prossima vendemmia quando rispettivamente aumenterà il numero di bottiglie, da quella del 2012 ne sono state prodotte solo duecentottanta (!), e in vigna saranno riviste alcune piccole cose.

Racconta la bellissima etichetta: “Questo rosato nasce dalla vinificazione in bianco di uve rosse. Fermenta con i propri lieviti a temperatura libera in un tinello aperto troncoconico per sei giorni e termina la fermentazione in damigiane da 54 litri dove rimane fino alla primavera subendo solo due travasi in luna calante, uno ai primi di novembre e uno a febbraio. Viene imbottigliato a mano con la prima luna di marzo e non si aggiunge solforosa in nessuna fase della vinificazione“. Il risultato oggi, ed è prestissimo per una valutazione, racconta di un rosato che vive un interessante conflitto tra le sue parti più morbide, dolci, mature, ed un’indomabile anima sapida, praticamente salata. Due livelli di profondità che sul finale si fondono molto bene, un equilibrismo che porta ad un assaggio di spessore, coinvolgente ed appagante.

L’idea dichiarata, a partire dalla prossima vendemmia, è quella di anticipare la raccolta di qualche giorno e di cercare una maggiore tensione verso le durezze. Vedremo, quello che è certo è che le basi ci sono, eccome, e che da queste parti si seguirà con grande interesse il risultato.

E adesso scusatemi, vado a finire la bottiglia.

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