in Assaggi, Umbria

Il riesling de La Palazzola

Vitigno: riesling. Tecnica di vinificazione: metodo classico. Regione: Umbria. Tre cose apparentemente in antitesi tra di loro, vero? E invece no: a pochissimi chilometri da Terni, dalle parti di Stroncone, Stefano Grilli ha trovato un equilibrio ben preciso, le sue sono bottiglie eleganti, definite e reattive. Di quelle che vale la pena assaggiare.

Ero in cantina un paio di giorni fa e l’occasione è stata buona per fare due chiacchiere su questo vitigno, caso unico nella zona. Dalla prima vinificazione “ufficiale” del 1990 (un vino oggi sorprendente per come riesce a mantenere un rapporto virtuoso con l’ossigeno, caratterizzato poi da un’acidità travolgente) al cambio di rotta in cantina con l’arrivo di Riccardo Cotarella. Fino, ed era l’aspetto che forse più mi incuriosiva, ai primi approcci al metodo classico. Era il 1993. E se è vero che da La Palazzola escono molti altri vini, dal famoso taglio bordolese conosciuto come “Rubino” ai coinvolgenti vini passiti, è anche vero che è azienda che più di ogni altra, in regione, si identifica con la spumantizzazione.

Tra i tanti, dal trebbiano brut al singolare sangiovese rosé, sempre brut, il riesling è sempre quello che ho trovato più nelle mie corde. Quello che, quando mi ci imbattevo al bar, ordinavo con maggior entusiasmo. Beh, l’ho ritrovato tale e quale, e anche meglio. Il 2009 attualmente in commercio, sboccato nel 2102, è dritto come una lama, fresco e rinfrescante, caratterizzato da una profondità minerale non comune. Il 2005, sboccato nel 2010, unisce eleganza e maturità in un mix di grandissimo fascino, senza mai perdere di vista la gran beva. E poi una sorpresa: il 2006 sboccato al momento aveva una fragranza tale che mai, mai, se mi fosse stato servito alla cieca avrei pensato ad un metodo classico con sette anni sulle spalle. Complessità e forza, finezza ed avvolgenza.

Lo spumante che stupisce e che non ti aspetteresti. Non qui, almeno (quale migliore complimento).

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Commento

  1. Il bello dei vini de La Palazzola è la loro “variabilità” spesso piuttosto accentuata. A me piace molto il trebbiano, ed assaggiando di recente le annate 2008 e 2009 le ho trovate davvero buone ma molto molto differenti tra loro, segno di una vinificazione attenta a non pregiudicare il carattere di ogni singola annata. Un po’ più deludente una bottiglia di 2005 (sboccatura 2008), ma spero fosse una bottiglia un po’ difettosa….la sorella è lì per la controprova! E a breve spero di tornare in quel di Vascigliano!

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  • La Palazzola, grandi spumanti italiani | Enoiche illusioni 23 aprile 2013

    […] interessante, aggiungerei). Ad affiancarlo un Blanc de Noir, da sole uve di cabernet sauvignon, un Riesling capace di sfidare il tempo come poche altre bollicine italiane e un assemblaggio che si traduce in […]