Novità dal fronte

Incredibile, il Gambero Rosso è involontariamente riuscito dove in molti avevano tentato. Di là, su Intravino, ho infatti pubblicato ieri una lettera aperta a firma di tutte e quattro le principali associazioni riconducibili al mondo del vino naturale, un testo indirizzato alla redazione del mensile in risposta a due fortissimi editoriali usciti sul numero di gennaio della rivista. Ripeto: a firma di tutte.

Al di là infatti dei contenuti e delle posizioni espresse dall’una o dall’altra parte credo che sia avvenimento di straordinaria importanza che dimostra da una parte che una coesione di intenti è possibile e dall’altra che, quando queste associazioni sono unite, il messaggio ha una forza dirompente (a dire poco). E poi andate a leggerla e dopo, con calma, cominciate a scorrere i nomi dei firmatari. È elenco tosto, che non ha confini geografici e che fa impressione per quantità e qualità. Credo che da ieri qualcosa sia cambiato, e sarà bello scoprire cosa succederà nei mesi a venire.

C’è però un altro elemento che vorrei sottolineare, un passaggio contenuto nel testo che fa riferimento alla possibilità, oggi negata dal legislatore, di elencare in etichetta quelli che sono gli additivi contenuti nella bottiglia. A questo proposito è anche uscita un’Ansa nel primo pomeriggio di ieri, eccone uno stralcio:

“Il vino e’ l’unico prodotto alimentare in cui non possono essere scritti in etichetta gli ingredienti. Vogliamo avere la possibilità di scriverli”. È l’appello del presidente del Consorzio Viniveri Giampiero Bea che, in occasione della presentazione della decima edizione di “Viniveri 2013 – vini secondo natura” che si terrà a Cerea (Vr) dal 6 all’ 8 aprile, ha sottolineato come la mancanza di trasparenza non consente ai consumatori scelte d’acquisto consapevoli e non differenzia i produttori convenzionali da quelli naturali.”

È una proposta concreta su cui discutere, un punto di partenza per fare chiarezza.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , , , , , | Commenta

2 Commenti

  1. Nic Marsél
    Pubblicato 16 febbraio 2013 alle 16:40 | Link

    Noto una grande identità di vedute ;-)

  2. Pubblicato 2 marzo 2013 alle 18:28 | Link

    Sarebbe bello un giorno conoscere in retroetichetta, come per una scatola di fagioli o uno yogurt (invece che i profumi e gli abbinamenti potenziali quanto inutili), gli ingredianti di un vino e soprattutto gli additivi impiegati…il mondo e il consumo potrebbe migliorare!!!

Un Trackback

  1. Scritto da Gambero Rosso, we have a problem | Enoiche illusioni il 17 maggio 2013 alle 21:06

    [...] nel tono quanto nelle argomentazioni, due editoriali che nel giro di qualche settimana portarono ad una reazione altrettanto forte da parte di tutte le associazioni italiane riconducibili al mondo del vino [...]

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