“Etza” 2011, il müller-thurgau di Radoar

Forse il miglior müller-thurgau prodotto in Italia? Non lo so, di certo l’Etza di Radoar negli anni è cresciuto tantissimo ed oggi è vino bianco di una godibilità estrema (ma anche di più).

Io per primo ho pochissime notizie a proposito della cantina, motivo per cui è da tempo nell’elenco mentale di quelle che mi piacerebbe visitare. Ma se Bolzano non è proprio dietro l’angolo, ancor meno lo è Velturno, una quarantina di chilometri più a nord. So che è azienda certificata biologica, che in vigna il regime praticato è strettamente biodinamico e che le fermentazioni sono naturali. Che i vigneti sono abbastanza alti, intorno ai 900 metri, e che è maso a tutto tondo, la produzione spazia infatti dalla frutta ai distillati. Quello che invece so è che questo Etza, questo 2011, è buonissimo. Che è vino dal colore non particolarmente carico, anzi, e che è solo al naso che cominci ad intuirne la grinta grazie ad una profondità non comune. Che è aromatico certo, ma elegantissimo nella sua compostezza. C’è per esempio quella nota di salvia che ti rapisce e che rimane impressa come pochi altri riconoscimenti. E poi che in bocca è teso come una corda di violino ma al tempo stesso appagante come pochi. E va giù che è un piacere.

Costa circa quindici euro, e vale ogni centesimo speso.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli, Trentino-Alto Adige | Tag: , | Commenta

6 Commenti

  1. Massimo
    Pubblicato 7 febbraio 2013 alle 17:00 | Link

    L’ ho assaggiato un paio di settimane fa. Entusiasmante. Eccellente anche il Radoy, Kerner con residuo.

  2. Angelo Cantù
    Pubblicato 12 febbraio 2013 alle 13:25 | Link

    Ho provato la scorsa estate l’Etza di Radoar. Francamente non mi aveva entusiasmato: il passaggio in botte grande aggiungerà anche complessità, ma ,a mio modestissimo avviso, appesantisce la beva di questo bianco. Adoro i bianchi della Valle Isarco (Kuenhof su tutti, ma anche gli abbordabilissimi della Cooperativa Valle Isarco ed altri) secondo me più fini ed eleganti di altri altoatesini. Mi sembra che il passaggio in legno sia un po’ penalizzante e tenda a mettere in ombra il carattere peculiare di questo territorio; ma ovviamente è sempre questione di gusti.
    Grazie comunque per i tuoi commenti e le dritte che mi sono spesso state di grande aiuto per scoprire nuove realtà

  3. Pubblicato 12 febbraio 2013 alle 13:27 | Link

    Angelo ciao, ti riferisci al 2010? Interessante, pensa che stavo per comprarne ieri una bottiglia ma alla fine ho desistito. Questa “pesantezza” nel 2011 non l’ho avvertita, anzi. Certo che è vino comunque molto diverso da quelli di Kuenhof, cantina che amo profondamente e che anche quando si tratta di vini aromatici riesce ad esprimere una “drittezza” che in Italia non riesce a nessun altro.

  4. Angelo Cantù
    Pubblicato 12 febbraio 2013 alle 14:52 | Link

    Sì confermo: era il 2010

  5. Pubblicato 18 febbraio 2013 alle 12:34 | Link

    secondo me non c’è dubbio che sia il miglior MT italiano, non che la concorrenza sia così agguerrita. Trovo geniale anche il suo kerner, fatto alla maniera di un riesling kabinett. Una lettura del vitigno per me preferibile all’altrimenti inevitabile svolgimento di un grado alcolico pari o superiore a 14. Ma se il kerner è il suo capolavoro, è forse il Muller il vino in cui mette l’anima. Uno dei pochi produttori di una regione che scientemente sottovaluto presenti nella mia hotlist.

  6. Fabrizio BANDIERA
    Pubblicato 19 ottobre 2013 alle 09:50 | Link

    I Muller Thurgau 2012 sono strepitosi, quasi più il base che l’Etza in questo momento

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