in Vedo gente, faccio cose

La tavola rotonda alla LUISS

Com’è andata? Bene, o almeno credo. Intanto va detto che il libro su cui eravamo stati chiamati a discutere è scritto bene. I mean, davvero bene. È una fotografia, un racconto, una raccolta di testimonianze di tutti e diciassette i soci del Consorzio Viniveri: Giuseppe Rinaldi, Augusto Cappellano, Ezio Cerruti, Ezio Trinchero, Eugenio Rosi, Alessandro Sgaravatti di Castello di Lispida, Loris Follador di Casa Coste Piane, Nicolò Bensa de La Castellada, Dario Princic, Benjamin Zidarich, Paolo Vodopivec, Valter Mlečnik, Giovanna Morganti di Podere Le Boncie, Francesca Sfondrini di Massa Vecchia, Marco Casolanetti di Oasi degli Angeli, Giampiero Bea, Salvatore Ferrandes.

E si, certo, se è vero che è sempre bello leggere il racconto in sé è altrettanto vero che l’aspetto forse più rilevante è che sia operazione voluta e realizzata da un’istituzione pubblica, l’Istituto Nazionale di Economia Agraria. Si sta muovendo qualcosa. Nonostante appaia come missione impossibile riuscire a conciliare le esigenze di realtà da decine di milioni di bottiglie e di piccole cantine da poche migliaia il fatto che piano piano si ammetta la criticità della situazione attuale è un (piccolo) grande passo avanti. Non è quindi un discorso di denominazioni di origine o di eventuali certificazioni, a monte si riconosce il valore simbolico di alcune aziende come di custodi dei rispettivi territori.

Dalla presentazione: “l’intensificazione del processo di globalizzazione, infatti, ha generato due tendenze contrapposte: da un lato, l’omogeneizzazione del gusto, come conseguenza della gratificazione forzata del consumatore; dall’altro, il localismo e la naturalità, ossia la ricerca di identità locali con una maggiore attenzione ai vitigni autoctoni e alla comunità territoriale che essi rappresentano.

Ovviamente non sono le sole e credo si possa essere tali anche interpretando filosofie produttive diverse. Ma la strada è certamente quella giusta. Vediamo cosa succede.

Foto di Slawka G. Scarso, co-autrice del volume.

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