in Assaggi, Toscana

Rosso di Montalcino DOC “Fascia Rossa” Biondi Santi 2002

Uno: il 2002 è un’annata che mi affascina, mi sono imbattutto in bottiglie talvolta sorprendenti (si, anche quella volta) e questa poteva essere un’occasione giusta. Due: è bottiglia oggi piuttosto difficile da trovare. Appena l’ho vista sullo scaffale, in enoteca, non ci ho messo molto a convincermi: a poco più di trenta euro poteva essere uno degli affari dell’anno.

E invece no. Oddio, si trattava di un vino certamente interessante, molto autunnale nel raccontarsi ma che mancava di grip, di acidità, di allungo. Un vero peccato, anche perchè il “Fascia Rossa” di Biondi Santi, a differenza del Rosso di Montalcino, è bottiglia che viene prodotta solamente nelle annate peggiori, quando l’andamento stagionale porta ad avere delle uve ritenute non idonee alla produzione del ben più blasonato Brunello di Montalcino. È successo nel 1989, nel 1992, nel 2002. Un piccolo Brunello quindi, o comunque qualcosa di vagamente simile. Un vino che apriva su sensazioni certamente fruttate e che virava velocemente verso il sottobosco, che subito sembrava mostrare grande complessità ma che invece non si è dimostrata tale. Come fosse fermo. Un assaggio certamente piacevole, ci mancherebbe, ma che non riusciva a volare.

Insomma, se capitasse anche a voi di incontrarlo dimenticato su qualche scaffale il consiglio è quello di passare oltre. No regrets.

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Commento

  1. Una cosa gli va concessa a Franco Biondi Santi, è l’onestà intellettuale. Questo vino non lo mai “sentito” particolarmente e, a posteriori, credo se ne penta di averlo fatto.
    Al Greppo è stata davvero dura quell’anno, quasi 100ml di media di pioggia nell’arrivare al raccolto. Un disastro!