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BianchIrpinia e una piccola retrospettiva sul 2002

Per scaldare i motori – tra domani mattina e sabato sono previste un paio di sessioni monster dedicate all’annata 2011 rispettivamente di Greco di Tufo e di Fiano di Avellino – oggi pomeriggio nei calici sono finiti sei vini targati 2002. Una piccola retrospettiva, dieci anni dopo, dedicata al solo fiano. Nelle intenzioni sarebbero dovuti essere di più ma non tutti i produttori hanno disponibilità di bottiglie così datate, cosa che tra l’altro ci ricorda quanto tutta questa sia per certi versi zona giovane, almeno per quello che riguarda la consapevolezza relativa alla grande evoluzione di questi vini.

Su tutti è emerso, di distacco, uno straordinario Pietracupa. Un Fiano di Avellino 2002 meravigliosamente fresco, leggiadro nell’esprimere una certa florealità e note che ricordano gli idrocarburi appena accennate, mai invasive. Ad assaggiarlo è bello lasciarsi cullare grazie ad una freschezza spiazzante, un grande equilibrio e un’acidità dritta, dai tratti invernali. Finisce piano piano, lungo ed altrettanto delicato con un leggero ritorno su note di frutta a polpa gialla. Ed è subito meraviglia.

Leggermente più carico ma comunque molto elegante anche il “Vigna della Congregazione”, sempre 2002, di Villa Diamante. Deciso, importante e in generale caratterizzato da una bella volumetria, riesce ad essere anche molto fine, sfaccettato, mai prevedibile. Alla faccia dell’annata minore.

Gli altri vini in assaggio erano quelli di Villa Raiano, Mastroberardino nella versione “Vintage”, Cantina del Barone, Terredora con il “Campore”.

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Commento

  1. Il Fiano 2011 di Sabino è una meraviglia, seppur giovanissimo, promette di diventare davvero un must per tutta la denominazione. Molto diverso da quello di Ciro.

  2. Il Vigna della Congregazione 2002, che è un unicum per l’areale (Pietracupa nella sua eccellenza è molto differente a parità di zona) non lo hai trovato un pò troppo virato verso sensazioni di frutta secca e note mielate che tendevano a fargli perdere eleganza e sottigliezza???

  3. Mah, un po’ forse si. In generale però quelle note le ho trovate più evidenti negli altri bicchieri. Villa Diamante aveva un bellissimo slancio gustativo, era vino al tempo stesso materico e leggiadro. Non lunghissimo sul finale, a voler essere puntigliosi.