in Parlo da solo

Non ho argomenti


Stavo ripensando alla puntata de Il Gastronauta di sabato scorso, era appuntamento interamente dedicato all’ormai nota vicenda della dicitura “naturale” in un nota enoteca romana e ai tanti punti di vista che ne sono conseguiti. Ci ripensavo, dicevo, senza riuscire a trovare un verso capace di farmi uscire da un inevitabile corto circuito. Le espressioni, i vocaboli, la necessità di incasellare tutto in una definizione chiara e fruibile. Ma forse è proprio questo il problema: la terminologia stessa. E allora chissenefrega di naturale, della dicitura in sé, non sono le parole (cioè, non sono solo le parole) ad essere importanti. Il messaggio è anche relativo al contenuto, oggi più che mai.

Nel frattempo mi rendo conto di avere pochissimi argomenti, sarà il caldo. In questi giorni però ho assaggiato un coinvolgente grignolino 2010 di Luigi Spertino, un sempre fantastico trebbiano 2009 di Camillo Donati, oggi in grandissima forma, un bellissimo timorasso 2009 di Walter Massa, il “Derthona”, e un vino che mi sono ripromesso di riassaggiare e di approfondire, aveva spunti interessanti: un Orvieto di Barberani imbottigliato senza solforosa dal nome “Vinoso2”. Ci tornerò.

E poi fuori il sole è alto e c’è Umbria Jazz, come si fa a rimanere davanti allo schermo?

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Commento

  1. …schermo pc difficile.
    ma schermo tv proprio impossibile.
    a parte l’afa, ma non funziona proprio ‘sto digitale! è uno scandalo!
    canali oscurati, canali spariti…e io pago!
    semplice inefficienza o dolo?
    comunque sia, credo che ci siano gli estremi per una richiesta collettiva di risarcimento del danno.
    …scusate lo sfogo. 🙁

  2. L’abbiamento ideale è il contenuto e la faccia di chi lo fa, materialmente però!
    Riappropriarsi del contatto con la produzione, oggi più che mai, è secondo me un dovere del consumatore…
    Se tanto mi dà tanto con il ricordo del 2010, credo che questo Umbria Jazz sia veramente da liquefazione, o sbalgio? 😉
    CIAO

    Mirco