in A sud di nessun nord, Sicilia

Giorno undici: da Benanti, a punti

. Un vulcano. Non l’Etna ma il Cavalier Giuseppe Benanti mentre ripercorre la storia della sua famiglia, della cantina, del vino etneo e del suo rinascimento. Impossibile riassumere l’enorme quantità di spunti ed informazioni ascoltate oggi, sia mentre passeggiavamo in vigna sia dopo, nella sala normalmente dedicata alle degustazioni. Leitmotiv: l’energia e la passione che trasmette nel difendere un’idea di vino siciliano di qualità e di territorio, concetti inscindibili.

. Era la fine degli anni ottanta quando decise di riprendere in mano l’antica tradizione familiare del vino riportando in attività la cantina di Viagrande, sul versante del Vulcano che guarda verso Catania, e vinificando i frutti dei vigneti che da sempre decoravano quella collina: nerello mascalese e carricante. Insomma, molta della “nuova” Sicilia del vino esiste anche grazie al suo lavoro.

. Gli ettari oggi sono circa una quarantina e comprendono diverse zone e diversi versanti etnei fino a Pachino, patria del nero d’avola.

. Il Serra della Contessa 2004 è un nerello mascalese magnifico, luminoso e mediterraneo, profondo ed avvolgente. Un vino pazzesco. In foto la parte del vigneto più vecchia fatta di alberelli di circa cent’anni. Il Pietramarina 2006 è un carricante teso, la sua mineralità vulcanica così distintiva, fatta da note chiarissime di pietra focaia, comincia solo adesso a farsi strada. Un vino lunghissimo e coinvolgente, da aspettare ancora ed ancora. Il Rovittello 2005, sempre da nerello mascalese, è intrigante nel rincorrersi tra sapidità e tannino, finissimo. Un vino di grande eleganza e beva. Wow. E poi Il Drappo 2004, un nero d’avola succoso ed intenso, uno di quelli che escono dal tracciato del tuttofrutto a favore di note anche vegetali e salmastre.

. Insomma: Benanti tappa fondamentale.

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Commento

  1. Grazie, che bell’articolo, complimenti! Ho letto tutte le sezioni, trasmette entusiasmo, curiosità, competenza e passione. Mi spiace Jacopo non essere stato presente durante la tua visita, spero e sono sicuro che ci conosceremo presto. Al prossimo…giro dovrai vedere anche le vigne di Milo e Castiglione! La nostra azienda vinicola ha tanti bei progetti, a presto! Antonio Benanti

  2. Caro Jacopo, sono felice e onorato della Sua visita a Monte Serra, a Viagrande, in questo sito denominato “La Serra della Contessa” nel lontano 1472. Sono veramente lieto di essere riuscito a trasmetterLe tutta la mia passione e il mio amore per questa nostra Terra Vulcanica così diversa, anzi così Unica, in ogni versante dell’Etna, quella che Noi chiamiamo “a Muntagna”, e che io amo definire “L’Arcipelago nell’Isola”. Abbiamo nelle nostre mani un Grande Valore che dobbiamo assolutamente rispettare e tutelare difendendolo dagli scoop e dalle spettacolarizzazioni di cui non sentiamo alcuna necessita’! Grazie ancora, dunque,per i Suoi commenti ed i Suoi apprezzamenti motivati che possono scaturire solo dalla mente di CHI e’ in grado di “capire fino in fondo” la realtà nella quale si trova! Ad Majora Semper! Giuseppe Benanti

  3. Ciao Jacopo, il Serra della Contessa e il Rovitello non erano una volta dei uvaggi (nerello mascalese + nerello cappuccio)?
    Buon lavoro, Arkadiusz.