in A sud di nessun nord, Sicilia

Giorno dieci: appunti dall’Etna

Questa cosa della colata lavica che si è fermata in mezzo alla vigna fa un certo effetto. Stupore e turbamento. Era il 1981 e l’eruzione lambì il paese di Randazzo, il fronte attraversò la strada e la ferrovia e si fermò a poche decine di metri da Fattoria Romeo del Castello. Proprio lì Chiara Vigo oggi produce un Etna rosso piacevolissimo, il 2009 è tutto giocato su un bel rincorrersi tra note floreali e speziate, di gran freschezza.

Poco più su ci sono le vigne da cui Giuseppe Russo produce quello che è il suo vino più rappresentativo, il San Lorenzo. Il 2008 oggi è in grandissima forma, elegante e profondo, succoso e minerale. Segnatevi il 2011, assaggiato da botte ha il sapore del grandissimo vino, “forse il più buono abbia mai fatto“, sussurra lui. Poi c’è l’A Rina, il 2010 ha una beva straordinaria, nonostante sia meno strutturato non perde in tipicità, anzi. Giuseppe mi ha stupito per l’amore per questa terra che traspare dalle sue parole. Un affetto sincero di chi si è ritrovato da un giorno all’altro a dover decidere cosa fare, se venderla o se cambiare vita e continuare il lavoro del padre. Ha scelto la seconda, e noi gliene siamo grati.

Poi Passopisciaro, non il paese ma il nome dell’azienda nata per mano (e portafoglio) di Andrea Franchetti di Tenuta di Trinoro, in Toscana. Qualche decina di ettari piantati prevalentemente a nerello mascalese affiancato ad altre varietà non autoctone tra cui il cesanese e lo chardonnay. Si, avete letto bene: il cesanese. Va detto che però il primo dei due regala un gran bel vino, il 2010 è chardonnay di gran corpo ma teso e minerale al tempo stesso. L’assaggio che ho preferito? Il Rampante 2009, dal nome della vigna più alta della tenuta (circa mille metri sul mare), è un Etna sussurrato, lunghissimo e struggente.

Domani si torna qui, per forza.

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Commento

  1. bellissimo racconto e foto …anche se vedendo l’erba così alta mi viene male . Se lo faccio io dopo due giorni ho un’attacco di peronospera che mi si staccano anche i fili dell’impianto..ho deciso o costruisco l’etna a casa mia o mi trasferisco.ciao e invidia a mille GP

  2. In realtà, la colata lavica del 1981 distrusse una buona parte della proprietà Romeo del Castello, risparmiando, miracolosamente, la vigna più antica, detta “la fruttiera”, dalla quale provengono le uve migliori usate per il Vigo, nonchè il nucleo abitativo (casa, palmento, cappella privata).
    Certo, a guardare il muro di lava ad un passo dalle viti, ti viene proprio da pensare che, come sostiene Salvo Foti, “iddu” ha un’anima!