in A sud di nessun nord, Sicilia

Giorno diciassette: Faro, lo Stretto, Bonavita e Palari

Poche bottiglie, tanta passione. Giovanni Scarfone è una persona fantastica: le vibrazioni positive e l’entusiasmo che trasmette mentre parla dei suoi appezzamenti non ha eguali. Con il solo aiuto del padre ha scommesso qualche anno fa nelle vigne di famiglia, l’idea era ed è quella di riuscire a produrre un vino di grande qualità in una zona altamente vocata ma – al tempo stesso – molto poco conosciuta. Il bello è che oggi Bonavita, a pochissimi anni di distanza, è già una sicurezza. Il suo Faro è vino di grande purezza espressiva, sempre nervoso e al tempo stesso suadente. Una buona dose di freschezza apre ad una bellissima trama tannica e ad un finale di grande, grandissima pulizia. Il 2008 ha una beva incredibile, così come il 2010, quasi pronto per essere imbottigliato. E se poi il 2011 è annata che ha dato un raccolto decisamente più esiguo è anche vero che il vino non ne ha risentito in profondità, anzi. Non vedo l’ora esca in commercio.

Insomma, eccomi a Faro. Denominazione storica fatta con quello che qui si è sempre coltivato: nerello mascalese, nerello cappuccio, nocera ed altre. La zona è quella di Messina, quella che guarda verso lo Stretto. Il nome storico nel territorio è quello di Palari. È qui, con la spinta di Luigi Veronelli, che Salvatore e Giampiero Geraci iniziano negli anni novanta un lento e graduale lavoro di recupero di alcuni dei vigneti della zona più meridionale della denominazione. Qualcosa di simile a quello che oggi definiremmo come viticoltura eroica: vigne terrazzate, strette e ripidissime. Vigne vecchie e dalle rese basse lavorabili solo a mano che regalano uno dei vini più eleganti abbia assaggiato in questi giorni siciliani. Il 2007 è finissimo, racconta di note fresche, fruttate e floreali, salmastre e speziate. Il 2008 è più panciuto ma al tempo stesso non perde quella sua anima asciutta, di grande armonia. La sorpresa poi è il 2001, potente e sottile al tempo stesso, armonico come solo il nerello mascalese sa essere. L’avevo letto in giro ed è vero, è vino che ricorda la Borgogna. Quale miglior complimento.

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  • Dieci vini per il duemiladodici. E dieci canzoni. | Enoiche illusioni 13 maggio 2012

    […] Faro, Bonavita – Lo Stretto di Messina tanto come luogo geografico quanto come luogo mentale. Di distacco e di confine. Dalle colline e dai (pochi) vigneti sopra Punta del Faro, esattamente dove qualcuno ipotizzava il ponte sospeso più lungo del mondo, Giovanni Scarfone illumina tutto il territorio con un vino di rara personalità. Grande (e due). […]