in Parlo da solo

La mia Stoccolma in cinque semplici passi

Certo, visto che i giorni di Vinitaly sono stati particolarmente rilassanti (!) invece di stare per lo più a letto ho pensato di continuare la settimana con un lungo weekend a Stoccolma, la mia città del cuore. La capitale svedese è la mia personalissima boccata d’ossigeno, il posto che più al mondo potrei immaginare come casa. La città che più di ogni altra sa accogliermi e darmi energia.
Ecco che allora oggi tornato in ufficio ho pensato di sintetizzare i posti che amo e che vorrei a portata di mano ogni giorno dell’anno. Magari, chissà, nei prossimi mesi farete un salto in Svezia e vi verrà in mente quella cosa che Jacopo aveva scritto quella volta. E no, non è una guida esaustiva. Mancano decine di indirizzi probabilmente migliori che io non conosco e tante attrazioni turisticamente rilevanti. È il mio di più, tutto qui.

Volare. Sono sempre andato a Stoccolma con Ryanair, spesso a prezzi davvero irrisori. L’aeroporto di riferimento per la compagnia low-cost è però quello di Skavsta, considerate quindi che una volta atterrati ci vorrà circa un’ora e venti di autobus per arrivare al Cityterminalen, a Norrmalm, quartiere di uffici appena a nord della città vecchia.

Dormire. Lo Story è il concept hotel del futuro. Bar (e musica) da paura, gran risto, camere di design, free wifi. Alla prenotazione è possibile scegliere la tipologia di camera, dalle più rumorose per chi è deciso a fare tardi (sono quelle immediatamente sopra al bar) alle più piccole, quelle con il bagno in camera separato solamente da un muro di vetro. Per risparmiare qualcosa possono essere valide alternative alle stanze più tradizionali. E si, ne vale davvero la pena. Il quartiere è quello di Östermalm, la zona più ricca e viva della città (per locali e negozi, s’intende). Un’altro albergo delizioso e decisamente più tranquillo è il Tre Små Rum: solo tre camere, una delizia.

Passeggiare. Esaurite le tappe forse obbligatorie, mi riferisco a Gamla Stan (il quartiere più centrale e turistico, la città vecchia) e al Palazzo Reale, al Municipio, al Nationalmuseum e al Moderna Museet, la zona che preferisco è quella di Södermalm, nello specifico nel quartiere bohémien di Sofo (SOuth of FOlkungagatan). È la zona più rilassata e creativa della città, quella dove ad ogni visita trovo nuovi stupendi negozi di design e di abbigliamento. E se il Café String ha perso lo smalto di un tempo proprio accanto c’è una deliziosa sala da thè e cioccolateria, perfetta tappa per una mezz’ora di relax: Pärlans (anche se in effetti a meno di cinque minuti ci sarebbe la più famosa di tutte: Chokladfabriken). Per non parlare del nuovo Nytorget Urban Deli, un supermercato bio -anche bar e bistrot- magnifico per concetto e realizzazione. E poi alcuni dei miei negozi preferiti: GrandpaTjallamalla tra i tanti. Un po’ a nord, sopra Östermalm, c’è un bellissimo spazio espositivo, il Magasin 3 (in questi giorni e fino alla fine di giugno c’è una mostra dedicata all’artista e attivista cinese Ai Weiwei). Ma è difficile segnalare qualunque cosa, Stoccolma come pochissime altre città sa coniugare un’animo nobile e al tempo stesso una grande tensione creativa, va scoperta da soli, passeggiando qua e là (potreste imbattervi anche voi in Svenskt Tenn, un bellissimo negozio di interni caratterizzato dai colori del designer austro-svedese Josef Frank, uno spettacolo).

Mangiare. Un pranzo al Saluhall di Östermalms non va mancato, mai. C’è poco da dire, se non che si tratta di uno dei più bei mercati coperti del mondo. Basta? Poi ci sono due dei ristoranti che hanno portato alla ribalta la cucina scandinava contemporanea, ristoranti che fanno ampio utilizzo di materie prime locali con fantasia e creatività. Sono il Mistral e l’F12 e si, sono particolarmente costosi. Una valida alternativa appena scoperta è il Volt, piccolo locale capace di coniugare una bellissima carta dei vini (parola chiave: naturale) ad una cucina leggera e sfiziosa, profondamente nordica e piuttosto divertente. Altre tavole simpatiche sono l’Allmanna Galleriet e lo Storstad. A Stoccolma poi la contaminazione è di casa, ci sono eccellenti ristoranti etnici. Un giapponese sulla bocca di tutti è il Blue Light Yokohama (occhio, chiude anche nel weekend alle 20.30).

Bere. Berns è terribilmente turistico ma la struttura almeno una volta va vista. È un bellissimo edificio art nouveau che ospita una grande sala da pranzo, una sala concerti e uno dei bar/locali più modaioli della città (riferimenti simili, lo Spy Bar ed il Café Opera). Altrettanto pettinato ed altrettanto spettacolare è il Gondolen, il bar sospeso che guarda Gamla Stan e la baia. Per dire, sabato ci sono entrato solo per la vista, ho fatto finta di ordinare qualcosa e poi, apparentemente indeciso, sono andato via. Per una o più birre l’indirizzo giusto è l’Akkurat, quando sfogliando la carta ho visto che hanno qualcosa come cento Lambic ho avvertito una sensazione definitiva: that’s the place. Il posto giusto per tirar tardi è Mosebacke, un club che ogni sera offre concerti e dj set. Uh, e mi accorgo che tra questi indirizzi manca clamorosamente un wine bar come si deve. Mi sa che devo tornare al più presto per colmare questa lacuna.

Scrivi un commento

Commento

  1. Ehilà Jacopo , della Svezia ho meravigliosi ricordi giovanili.Ci andai a giocare a pallone in estate per un mega torneo mondiale quando avevo 15 e 17 anni ..ancora adesso quando ci penso il sorriso mi si stampa in “fronte”!!Direi che un viaggio in Svezia è sempre propedeutico.Quanta patata!
    Scusa il basso profilo culturale, ma quando uno è di terra , di terra rimane 🙂
    Tornando seri Stoccolma non l’ho visitata , sono solo stato Goteborg e lì vicino, però il tuo racconto incuriosisce . Mi piacerebbe visitarla d’estate quando la notte dura poche ore , ci farò un pensierino ,sempre che la moglie non mi sbrani vivo.ciao GP