in A sud di nessun nord, Molise

Giorno uno: alla scoperta della tintilia

Non è che io potessi dire di conoscere la tintilia, anzi. Si, avevo assaggiato uno o due bicchieri ma solo negli ultimi mesi e solo dopo aver conosciuto Cantine Cipressi ho davvero cominciato a cercare qualche informazione. Ecco allora la scoperta di un vitigno dalle rese piuttosto basse che proprio per questo motivo ha rischiato seriamente di scomparire, in particolare dagli anni sessanta in poi, periodo in cui la parola d’ordine -salvo rare eccezioni- era quantità. È solo negli ultimi tempi e dalla fine degli anni novanta che, grazie al lavoro di reimpianto effettuato da Claudio Cipressi, si è davvero riscoperta questa antica varietà molisana.

Oggi l’impressione è che sia oggetto di un cantiere a cielo aperto con molte cantine che stanno cercando la strada per sfruttarne a pieno le potenzialità. Chi acciaio e chi legno, chi d’annata e chi no. Cipressi è sicuramente un punto di riferimento nonostante sia essa stessa azienda che continua a fare diverse prove per capirlo fino in fondo. Ed è bello, perchè se da una parte è certamente un vitigno antico e da molti decenni radicato nel territorio dall’altra non esiste uno storico e solo da pochissimo si è ricominciato a vinificarlo, partendo praticamente da zero. Vecchio, ma anche giovanissimo (in foto una delle vigne a San Felice del Molise, una di quelle piantate nel 1998).

Ah, la tintilia “Macchiarossa” 2008 di Cantine Cipressi ha uno spiccato carattere mediterraneo accompagnato da note floreali e fruttate, intense senza essere aggressive. In bocca ha grinta e ritmo grazie ad un tannino ben presente e fine. Da tenere sott’occhio, il sospetto è che con il tempo possa anche migliorare.

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