Giorno due: Cantina Carbone, Melfi


Comincio dalla fine. Lo Stupor Mundi 2011 assaggiato dalla vasca è un Aglianico del Vulture abbastanza definitivo. Non si tratta di un assemblaggio, è frutto delle vigne più vecchie di Cantina Carbone e già adesso, a pochi mesi dalla vendemmia, ha il sapore del grandissimo vino. Certo, deve ancora andare in legno e maturare per molto tempo, deve affinare tutte le sue possibili asperità nonostante un equilibrio già invidiabile e magari nel 2014, quando finalmente uscirà in commercio, mi rimangerò quanto detto. Ma tant’è, oggi mi è piaciuto da matti.

Mentre scrivo queste righe il sole sta tramontando alla mia destra. È panorama suggestivo, illumina il versante occidentale del Monte Vulture e dona ai tanti tetti di Melfi un colore particolarmente accogliente (anche se la foto non rende del tutto l’idea). Dalla strada qualche clacson mi riporta ai tanti assaggi di oggi e mi chiedo quanto riesca ad essere completamente obiettivo: Sara Carbone oltre ad essere una cara amica è forse la persona che più si è spesa per aiutarmi nell’organizzazione di questo viaggio, a lei va molto più di un grazie (per non parlare poi di Luca Carbone, straordinario cicerone tanto in vigna quanto tra le botti della cantina). Dicevo dei vini? Il fiano è bianco deciso e scattante, di grande espressività nonostante sia al di fuori da quella che viene comunemente considerata come la sua terra d’elezione. Gran buono il 2011, quando uscirà sarà bere con avidità (bhè, magari anche da aspettare, vuoi vedere che questo fiano ha qualcosa da dire anche sulla lunga distanza?). Il Terra dei Fuochi è un aglianico senza grandi ambizioni, un vino da tutti i giorni nella migliore accezione possibile del termine, un bicchiere che coniuga l’espressività del vitigno ad un corpo mai eccessivo, misurato, gentile. Tutte caratteristiche che si ritrovano in pieno nel 2010, versione decisamente più sottile e sussurrata del generoso 2009. E poi lo Stupor Mundi. Il 2008 è straordinario nell’affiancare ricchezza e un grande slancio gustativo, ti prende e ti porta via. Un magnifico Aglianico del Vulture.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in A sud di nessun nord, Basilicata | Tag: , , , , | Commenta

5 Commenti

  1. Pubblicato 28 aprile 2012 alle 16:07 | Link

    E il 400 Some? :)

  2. Pubblicato 28 aprile 2012 alle 20:56 | Link

    Sempre buono ;)
    No, è che per puro caso abbiamo assaggiato più che altro gli altri due, il Terra dei Fuochi e lo Stupor Mundi.

  3. Pubblicato 30 aprile 2012 alle 10:58 | Link

    Vini veramente buoni !!e il fiano ,che non avevo mai degustato prima della cena di Vinix al Vinitaly,mi ha proprio colpito.ciao Gian Paolo

  4. Pubblicato 2 maggio 2012 alle 10:30 | Link

    Confermo la bontà dei vini di Casa Carbone. Anche il 400 Some 2008 è eccellente…davvero un gran vino.

  5. Pubblicato 2 maggio 2012 alle 10:41 | Link

    Sempre bello leggere della Cantina Carbone. :)
    Grazie

Un Trackback

  1. [...] Aglianico del Vulture, Carbone – Cioè, davvero nel 2010 e nel 2011 non avevo nominato i vini di Sara e Luca Carbone? Grave, rimedio subito. Anche per la bellezza di un legame, stima ed amicizia, che ogni volta rivedo nel bicchiere. E poi il Vulture, luogo del cuore. [...]

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