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Vivit, il salone naturale di Vinitaly

Solo questa mattina mi sono accorto che sul sito di Vinitaly c’è l’elenco dei produttori presenti a Vivit, quello che lo stesso ente fieristico definisce come “il salone dedicato, per la prima volta, ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica“.

Un piccolo passo indietro. Tutti quelli che non sono appena sbarcati da Marte sanno perfettamente che domenica avrà inizio il più importante/grande/affollato circo del vino italico. E tradizionalmente, come ogni anno dal 2004, nei pressi di Verona ci saranno anche due diverse manifestazioni promosse dalle due più importanti realtà del vino cosiddetto naturale: VinNatur e Viniveri (nota a margine, che sono due bellissime manifestazioni non c’è bisogno di aggiungerlo, vero?). La notizia, o la novità, dell’anno è che la Fiera dal 2012 ha deciso di inserire all’interno di uno dei suoi padiglioni un’area dedicata ai vini naturali rivolgendosi alle cantine con un prezzo più basso rispetto ai normali stand, un luogo quindi capace di attrarre tanti produttori curiosi di affacciarsi al mondo di Vinitaly ed al suo pubblico. Ricordate? Ne avevo scritto velocemente a novembre.

Scorrendo il sopracitato elenco mi sono accorto di tanti nomi di peso che hanno deciso per un cambiamento. Leggo che a Cerea mancheranno Arianna Occhipinti, Barraco, Il Paradiso di Manfredi, La Stoppa, Movia, Pepe e che Fulvio Bressan ed Elisabetta Foradori saranno presenti ad entrambe. Nomi importanti, simboli nei rispettivi territori di una viticultura alternativa che probabilmente hanno visto nelle fiere alternative una formula stanca. L’altra faccia della medaglia però racconta di due manifestazioni ancora molto vivaci, capaci di raccogliere circa trecento produttori provenienti da un po’ tutto il mondo e capaci di porsi ancora come appuntamenti di riferimento nel mondo del vino naturale italiano. Io, per farmi un’idea il più precisa possibile, sarò presente a tutte e tre.

Chiudo riportando la frase finale dell’altro post. Dicevo che era tutto lì, in quel comunicato di Vinitaly che dichiarava “i vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly“ e che era tutto vero. Aggiungo: niente sarà più come prima.

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Commento

  1. “Niente sarà più come prima”. E’ vero, è certamente una svolta epocale ed i grossi nomi che hanno saltato la barricata lo confermano. Sarà da vederne l’evoluzione nei prossimi anni ed io rimango sempre della stessa – forse non universalmente condivisa – idea: è necessario essere uniti per essere una voce, altrimenti si è solo dei flebili bisbigli, spesso contraddittori. Ecco perchè mi auguro che prevalga il buon senso e che col tempo s’arrivi all’unità, dentro o fuori Vinitaly (chè anche stavolta mi tocca scegliere e saltare Cerea e Villa Favorita in favore di Vivit…e la cosa scoccia non poco).

    Ric.

  2. sono d’accordo con Riccardo. E penso anche che non bisogna snobbare i produttori che vorrebbero avvicinarsi al naturale. E’ con la sensibilizzazione di questi e dei consumantori, che si può creare un mercato del vino rinnovato.

  3. Ho provato a chiedere a qualcuno di questi il perché. “E’ una nuova opportunità, che non va trascurata…” è stata in sintesi la risposta.
    Un sassolino però mi va di lanciarlo: è più il pesce grosso che va cercando di mangiare il pesce piccolo o, viceversa, quello piccolo che ha capito che per andare dove vuole andare ha bisogno – comunque – di quello grosso.
    Comunque vada sarà un successo, si potrebbe dire. (speriamo).

  4. Scusa Jacopo, solo una precisazione: Pepe non e’ mai stato a Villa Favorita, pur essendo tra noi amici. Poi sarebbe giusto ricordare che all’interno di Vini Veri c’era anche Reinassance ed altri produttori “famosi” come Occhipinti o Pantaleoni, che hanno deciso di staccarsi ed entrare al Vinitaly, invitando altri produttori a partecipare.
    Anche una manciata di produttori di VinNatur si e’ staccata per andare al Vinitaly, comunque pochi.
    Bell’articolo, ci vediamo presto allora! Ciao

  5. Scusa Francesco. Mentre per gli altri nomi ho dovuto controllare nel caso di Pepe la memoria mi ha tirato un brutto scherzo. Ho confuso Villa Boschi, sul cui prato bevevo goduriosamente un suo Montepulciano, con Villa Favorita. Correggo appena torno in ufficio, ti sto scrivendo da un distributore di benzina in autostrada. 🙂

  6. Infatti Jacopo quest’anno ho tagliato ViniVeri (se non altro perchè mancano Velier,che era l’attrattiva n’ 1 per me…, ma pure altri) e vado invece a VillaFavorita il sabato, e poi lunedi’ al Vinitaly dove una capatina al Vivit la faro’ sicuramente…….

  7. X risspondere a Riccardo:

    secondo me, molti produttori che hanno fatto la scelta….è per puri motivi commerciali (la speranza di acchiappare piu’ clienti e di vendere di piu’, perchè alla fine è quello che conta…o no….?) E al Vinitaly le masse di clienti compratori sono sempre come ovvio di piu’ rispetto alle altre rassegne collaterali……

  8. Scusa Arnaldo, ma la scelta di fare due rassegne collaterali negli stessi giorni e nei dintorni di Verona non nasce forse dagli stessi motivi commerciali?
    Il biologico non dovrebbe essere un concetto di nicchia, ma una pratica condivisa quindi ben venga un Vinitaly sempre più bio!

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