L’unica cosa che ricordavi di quel luogo era un grande buco. Era forse il 2010 e, prima dell’estate, ti eri ritrovato proprio su quella collina a curiosare tra le vigne, le avevano appena acquistate e ne vinificavano i frutti in un’azienda poco lontana. Oggi quel grande buco non c’è più. Al suo posto una cantina impeccabile per struttura e realizzazione: Tenuta Bellafonte. Il comune è quello di Bevagna, la denominazione quella di Montefalco e del suo sagrantino.
Progetto nuovo quindi, uno di quelli che vengono da lontano e che portano con sé visione e professionalità. Non è un caso, per dire, che sia agronomo che enologo siano piemontesi, come ci fosse l’idea -da subito- di alleggerire il sagrantino che tutti conosciamo cercando una soluzione nelle sfumature. Gli assaggi? Quelli di tutte e quattro le annate finora prodotte. Il 2008 è in bottiglia e sarà commercializzato a partire dal prossimo autunno, con circa un anno di scarto rispetto all’attuale disciplinare. È il primo esperimento, meno di quattromila le bottiglie che hanno visto la luce. Le successive invece sono ancora in botte e se è difficile farsi un’idea chiara sul 2011 le altre due hanno già parecchio da dire. Il 2009 e il 2010 sono infatti vini già oggi particolarmente eleganti, giocati su note terziarie più che sull’intensità del frutto e sulla freschezza più che sulla trama tannica. Vini di grande interesse, da seguire proprio per questo loro smarcarsi nettamente da un modello produttivo fatto (spesso) solo di concentrazione e materia.
Un altro sagrantino è possibile? Staremo a vedere.




Un Commento
…staremo a vedere, intanto Calcabrina ci è piaciuto (plurale maiestatis) e pure tanto!