Cena tra amici, ci siamo salutati una mezz’ora fa. Tra una bottiglia e l’altra il momento topico è arrivato quando, alla cieca, abbiamo assaggiato due grandi Brunello, un Biondi Santi ed una riserva di Col d’Orcia, entrambi 1997. E si, a volte mi rammarico un po’ per avere Montalcino così vicino e non conoscere le mille sfaccettature di un territorio che merita più di moltissimi altri (ma ci sto lavorando).
Tutto questo per dire che, se colpevolmente ve li foste persi, su Intravino ci sono due post che -molto semplicemente- vanno letti a tutti i costi. Stefano Cinelli Colombini (Fattoria dei Barbi) racconta la storia del Brunello di Montalcino ripercorrendone le tappe più importanti, dal tardo medioevo ai tanti avvenimenti del secondo dopoguerra prima e degli anni settanta dopo. È lungo ma, davvero, ne vale la pena.



2 Commenti
Vero. Due post magnifici che mi fanno tornare in mente l’ars oratoria di Cinelli Colombini durante i seminari tenuti in facoltà, a Pisa, molti anni fa.
Ars oratoria che si coniuga con un altrettanto grande ars scribendi.
ps da cerchiobottista: mi sono piaciuti molto anche i tuoi resoconti sulle anteprime toscane, sia qui che di là.
grazie ricc!