in Degustare come atto pratico

Anteprime, la Vernaccia di San Gimignano

Durante l’anno in effetti non è che abbia tutte queste possibilità di assaggiare una Vernaccia di San Gimignano. Vuoi perchè da queste parti non è particolarmente diffusa, anzi (nonostante i circa cinque milioni di bottiglie prodotte). Vuoi per il ridotto numero di produttori (una settantina). Vuoi per la distanza (quando guardo ad ovest la tentazione di fermarsi prima, nel Chianti Classico, ma anche a Montepulciano o Montalcino è forte). Eppure l’anno scorso, la mia prima volta all’anteprima, ero rimasto piacevolmente colpito da quei vini così dritti, solari ed espressivi.

Quest’anno poi è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Se infatti pensando alla vendemmia del 2011, l’ultima, il pensiero volava a grande caldo, a probabili surmaturazioni, a possibili vini cotti e concentrati è bastata la prima batteria per ricredermi e continuare ad assaggiare, decisamente entusiasta. Se infatti l’unico limite del 2011 è quello di aver regalato vini forse meno longevi e complessivamente (già adesso) piuttosto pronti è anche vero che sono vini molto freschi, sapidi, caratterizzati da note agrumate che invitano all’assaggio, equilibrati e piacevolissimi.

Sul taccuino mi sono segnato quella di Mattia Barzaghi per La Mormoraia e quella de La Mormoraia stessa, quella de La Lastra, quella di Cappella Sant’Andrea, quella di Panizzi, quella di San Quirico, quella di Vagnoni, quella di Fontaleoni.

Note to self: da qui all’estate cercare di comprarne qualcuna.

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